L'avvocato Giuseppina Chiarello condannata a 9 mesi di reclusione per reati di falso e truffa
Gli illeciti commessi nell'ambito della difesa dell'ingegner Giuseppe Affatato
venerdì 26 ottobre 2018
9.19
L'avvocato Giuseppina Chiarello è stata condannata dal Tribunale di Trani a 9 mesi di reclusione (pena sospesa) per i presunti illeciti commessi nell'ambito della difesa dell'ingegner Giuseppe Affatato, ex dirigente dell'ufficio tecnico del comune di Trani, finito a Dicembre 2012 agli arresti domiciliari per "l'inchiesta sul fotovoltaico".
Pina Chiarello era stata accusata di concorso in falso e truffa a seguito di una nota indirizzata al segretario generale del comune di Trani in cui avrebbe evidenziato la cessazione degli arresti domiciliari di Affatato ma omesso il fatto che il gip li aveva sostituiti con l'interdizione dal servizio.
Il legale avrebbe rappresentato all'ufficio personale del comune che Affatato era da ritenersi in servizio benchè assente dal lavoro a causa di malattia. Ma la Procura contestò che Affatato era comunque sospeso in virtù della misura interdittiva. La nota avrebbe indotto in errore il dirigente del personale che riammise in servizio Affatato con relativa previsione del pagamento dell'intero stipendio: di qui anche l'ipotesi del reato di truffa.
Il pubblico ministero Michele Ruggiero ipotizzò che la Chiarello avesse concordato telefonicamente il da farsi con l'avvocato Paola Friggione, compagna di Affatato, invece, assolta "per non aver commesso il fatto". Con la sentenza di primo grado, le cui motivazioni saranno depositate nei prossimi 90 giorni, il giudice Marina Chiddo ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore del Comune di Trani, costituitosi parte civile.
Pina Chiarello era stata accusata di concorso in falso e truffa a seguito di una nota indirizzata al segretario generale del comune di Trani in cui avrebbe evidenziato la cessazione degli arresti domiciliari di Affatato ma omesso il fatto che il gip li aveva sostituiti con l'interdizione dal servizio.
Il legale avrebbe rappresentato all'ufficio personale del comune che Affatato era da ritenersi in servizio benchè assente dal lavoro a causa di malattia. Ma la Procura contestò che Affatato era comunque sospeso in virtù della misura interdittiva. La nota avrebbe indotto in errore il dirigente del personale che riammise in servizio Affatato con relativa previsione del pagamento dell'intero stipendio: di qui anche l'ipotesi del reato di truffa.
Il pubblico ministero Michele Ruggiero ipotizzò che la Chiarello avesse concordato telefonicamente il da farsi con l'avvocato Paola Friggione, compagna di Affatato, invece, assolta "per non aver commesso il fatto". Con la sentenza di primo grado, le cui motivazioni saranno depositate nei prossimi 90 giorni, il giudice Marina Chiddo ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore del Comune di Trani, costituitosi parte civile.