L'Editoriale. Scusate il disturbo | A Trani il primo taglio deve essere quello ai costi della politica: Decaro indica la strada, che Marco Galiano la segua
Ridurre sprechi, privilegi inutili prima di chiedere sacrifici ai cittadini. L'esempio del presidente della Regione Puglia può diventare il punto di partenza anche per il sindaco di Trani
L'azione di Antonio Decaro. In queste ore arriva dalla Regione Puglia un segnale che merita attenzione. Antonio Decaro ha deciso di affrontare il tema senza giri di parole. Non ha iniziato dalle grandi opere, né dagli annunci a effetto. Ha scelto di partire dalla macchina amministrativa, da quelle spese che troppo spesso vengono considerate inevitabili solo perché "si è sempre fatto così": carte di credito aziendali ritirate, pagamenti esclusivamente tracciabili, controlli preventivi sulle spese, trasferte autorizzate prima della partenza, monitoraggio delle auto di servizio, stop ai nuovi consigli di amministrazione delle agenzie regionali e una richiesta esplicita di ridurre di 35 milioni di euro i costi della politica. Si può condividere o meno ogni singola misura, ma il messaggio è chiaro: prima di chiedere sacrifici ai cittadini, la politica deve dimostrare di saper rinunciare ai propri privilegi.
È una lezione che vale anche per Trani.
Il nuovo sindaco ha oggi l'opportunità di imprimere un segno fin dall'inizio del suo mandato. Non servono gesti eclatanti, ma scelte coerenti. Ogni spesa dovrà essere realmente necessaria, ogni incarico dovrà rispondere a un'esigenza concreta, ogni euro impiegato dovrà poter essere spiegato ai cittadini senza imbarazzo. La politica ha certamente un costo. La democrazia non è gratuita. Ma una cosa è sostenere il funzionamento delle istituzioni, altra cosa è alimentare sprechi, duplicazioni, organismi inutili o spese che nulla aggiungono alla qualità dei servizi. "Trani ha bisogno di manutenzione, di strade più sicure, di scuole efficienti, di spazi pubblici curati, di una macchina amministrativa moderna - ha detto Marco Galiano in una recente intervista - tutto questo richiede risorse. E le risorse non sono infinite." Per questo ogni risparmio ottenuto eliminando ciò che è superfluo, lo diciamo con forza e lo grida la Città, rappresenta un investimento sulla città. La vera forza di un amministratore non si misura soltanto dalla capacità di spendere, ma soprattutto dalla capacità di scegliere cosa non spendere.
Antonio Decaro ha aperto una strada che va oltre i confini della Regione. Ha riportato al centro un principio tanto semplice quanto spesso dimenticato: chi governa deve essere il primo a dare l'esempio. È questo il terreno sul quale Marco Galiano può costruire la sua credibilità. Se saprà fare della sobrietà amministrativa uno stile di governo, avrà già compiuto il primo passo verso una politica capace di riconquistare la fiducia dei cittadini: perché la fiducia non nasce dai proclami, nasce quando i cittadini vedono che chi amministra il denaro pubblico lo custodisce con la stessa attenzione con cui ciascuno di noi gestisce il bilancio della propria famiglia.
Una delle prime sfide impegnative di Marco Galiano sarà il rendersi velocemente conto degli sprechi amministrativi, che il controllore ad esempio non sia il controllato e viceversa, cercando di ridurre all'osso il costo della politica comunale, ogni euro risparmiato nei centri decisionali è un euro che può essere restituito alla città, lavorare sugli incarichi diretti, andare in trattativa su quelli che non vanno a gara per via degli importi, e poi meno spese di rappresentanza, meno incarichi non indispensabili e meno trasferte a carico del Comune: da qui da questo nuovo metodo, deve ripartire la politica non dal costo del consenso, ma dal valore dell'esempio. Scusate il disturbo, buona domenica.
- Il testo integrale della dichiarazione di Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia (11.07.2026)
Ho incaricato un gruppo di lavoro di passare al setaccio ogni spesa della regione, delle agenzie e degli enti partecipati, un'operazione concreta con regole precise per rimettere ordine nei conti pubblici. Vi faccio degli esempi. C'erano dei dirigenti con carta di credito aziendale in mano, che veniva usata per spese correnti senza un percorso tracciabile. Le abbiamo ritirate tutte. Io per esempio non ho mai usato una carta di credito. Da oggi si paga solo con bonifico tracciato e autorizzato. E chi autorizza una spesa non potrà essere più la stessa persona che materialmente la esegue quella spesa. Ogni operatore avrà credenziali personali non condivise, con controlli periodici che saranno obbligatori. Nessun pagamento potrà partire senza una preventiva verifica della copertura finanziaria e senza un atto formale che lo giustifichi. Le trasferte dovranno essere autorizzate prima, con tariffe che devono essere fissate in anticipo. Niente più rimborsi a piedi vista. Le auto di servizio, ogni spostamento finisce in un registro digitale con carte carburante intestate al veicolo. Si chiama auto di servizio perché serve per il servizio, non per l'utilizzo personale. Su questo non ci sono eccezioni, nemmeno per chi amministra. Abbiamo anche deciso di bloccare le nomine nuovi consigli di amministrazione delle agenzie che sono previste da una legge regionale. Dovrebbero costare circa 200 mila Euro all'anno. Non è nelle mie competenze, ma chiederò al Consiglio di cancellare la norma che istituiva i nuovi CDA, proprio per risparmiare quei 200 mila Euro. Al Consiglio regionale ho anche chiesto formalmente di bloccare l'appalto della mensa del Palazzo della Regione di Via Gentile. Credo che sia una spesa eccessiva. Non vedo questa mensa né urgente e nemmeno sostenibile per un operatore privato. Quante sono le persone che vanno a mangiare poi a quella mensa? Al Consiglio ho anche chiesto, nella prossima manovra finanziaria, di tagliare 35 milioni di Euro dei costi della politica, degli avanzi di amministrazione. Io, quando ho dovuto mettere le mani all'IRPF, ho chiesto ai pugliesi un sacrificio e mi sono preso un impegno però, eliminare ogni spesa che non serve. Se non l'avessi fatto, oggi non potrei guardare in faccia a nessuno. Non possiamo chiedere responsabilità e sacrificio ai cittadini se poi noi, come politici, come rappresentanti delle istituzioni, non diamo il buon esempio. Siamo all'inizio e la strada più lunga è quella della sanità. Dobbiamo migliorare il servizio e ridurre alcuni costi. So che sarà dura ma è una battaglia che non ho intenzione di abbandonare.