L’Oasi 2 compie 25 anni
Nozze d’argento per la storica cooperativa tranese. «Oggi vorremmo dire grazie a tutti coloro che abbiamo incontrato»
sabato 26 novembre 2011
10.22
La Comunità Oasi2 San Francesco di Trani compie 25 anni di vita. Nozze d'argento con il territorio e le persone incontrate per strada, con le storie, con le esperienze, con i disagi, con il malessere, l'esclusione, la povertà, il discrimine. Nozze d'argento con lo stigma contro cui ogni giorno lavorano gli operatori e i volontari, nozze d'argento con i tossicodipendenti che cercano un'alternativa, con i detenuti che provano una via d'uscita, con i migranti che sperano in una certezza, con i giovani, i bambini, con le categorie e le classi spazzate lontano dalle forze centrifughe di una società che produce scarti con cui ha paura di rapportarsi. Una società che, purtroppo, ha scelto in questi anni di considerare le pratiche di benessere, il welfare, i servizi sociali, come le parti più sacrificabili in nome di scelte politiche denarocentriche, macinando esistenze, producendo disagio, anche per la precarietà lavorativa degli operatori.
«Noi della Comunità Oasi2 San Francesco - si legge in una nota - pensiamo che avere 25 anni di storia alle spalle non significa solo aver maturato un'esperienza tale da essere diventati punto di riferimento locale e nazionale per l'innovazione dei servizi, ma anche e soprattutto non essere riusciti a estirpare il disagio dai territori che frequentiamo, significa avere ancora a che fare con l'esclusione sociale e i suoi stigmi, significa avere davanti ancora strada da compiere. E lo faremo, puntando la rotta della nostra comunità verso servizi per i minori, con la comunità di pronta accoglienza per minori vittime di violenze e abusi Janusz - Melampo, finanziata dalla Regione Puglia e dalla Fondazione Enel cuore onlus. Diversificare i servizi, allargare lo sguardo: il territorio ce lo chiede, il presente lo chiede fortemente, consapevole che la qualità del futuro è direttamente proporzionale alle pratiche di diffusione di benessere che la comunità tutta riuscirà a mettere in campo. Venticinque anni non sono bastati, ma oggi vorremmo dire grazie a tutti coloro che abbiamo incontrato, a coloro che abbiamo aiutato e a coloro che non siamo riusciti ad aiutare, a tutti coloro con cui ci siamo scontrati, a tutti coloro che hanno condiviso un pezzo di strada con noi, a tutti coloro che hanno lasciato le loro impronte affianco alle nostre, a coloro con cui abbiamo riso, a coloro con cui abbiamo sofferto, alle donne, agli uomini, ai bambini, che anche solo per un attimo abbiamo tenuto per mano».
«Noi della Comunità Oasi2 San Francesco - si legge in una nota - pensiamo che avere 25 anni di storia alle spalle non significa solo aver maturato un'esperienza tale da essere diventati punto di riferimento locale e nazionale per l'innovazione dei servizi, ma anche e soprattutto non essere riusciti a estirpare il disagio dai territori che frequentiamo, significa avere ancora a che fare con l'esclusione sociale e i suoi stigmi, significa avere davanti ancora strada da compiere. E lo faremo, puntando la rotta della nostra comunità verso servizi per i minori, con la comunità di pronta accoglienza per minori vittime di violenze e abusi Janusz - Melampo, finanziata dalla Regione Puglia e dalla Fondazione Enel cuore onlus. Diversificare i servizi, allargare lo sguardo: il territorio ce lo chiede, il presente lo chiede fortemente, consapevole che la qualità del futuro è direttamente proporzionale alle pratiche di diffusione di benessere che la comunità tutta riuscirà a mettere in campo. Venticinque anni non sono bastati, ma oggi vorremmo dire grazie a tutti coloro che abbiamo incontrato, a coloro che abbiamo aiutato e a coloro che non siamo riusciti ad aiutare, a tutti coloro con cui ci siamo scontrati, a tutti coloro che hanno condiviso un pezzo di strada con noi, a tutti coloro che hanno lasciato le loro impronte affianco alle nostre, a coloro con cui abbiamo riso, a coloro con cui abbiamo sofferto, alle donne, agli uomini, ai bambini, che anche solo per un attimo abbiamo tenuto per mano».