"La Befana del Vigile": l'immagine della città e le tradizioni dagli anni '50
Una festa "uscita di scena" nel corso degli anni
giovedì 6 gennaio 2022
11.11
Epifania anni '50 in una Trani non ancora molto cementificata. Epifania ma anche soprattutto Befana. Per di più "Befana del Vigile": la foto inquadra l'incrocio fra via Roma (l'attuale via Moro) e via Cavour, in piazza Bisceglie (come veniva "appellata" all'epoca) dove veniva allestita la tradizionale "Befana del Vigile".
Ricordi risalenti alla seconda metà del XX secolo, che molti lettori hanno vissuto e molti altri di certo no: cosa accadeva in questa giornata ce lo ricorda la pagina Trani#vita tranese, così come riportiamo: "Il 6 gennaio era un po' la festa dei Vigili Urbani e rappresentava una giornata di riconciliazione con i cittadini ai quali venivano perdonate le multe comminate durante l'anno appena finito.
Nel giorno dell'Epifania i cittadini erano soliti lasciare un dono accanto alla pedana: gli immancabili panettoni con relative bottiglie di spumante, ma anche dolci, olio, pasta, fiaschi di vino, latticini, tranne, naturalmente, offerte in denaro. Nel tempo successivo agli anni '50, quando le ristrettezze economiche del dopoguerra si fecero meno stringenti, parte dei doni costituiti dai generi di prima necessità venivano poi distribuiti dalle guardie alle famiglie meno abbienti. La Befana del Vigile non ebbe lunga vita e nel giro di pochi anni uscì di scena senza una motivata spiegazione".
Ricordi risalenti alla seconda metà del XX secolo, che molti lettori hanno vissuto e molti altri di certo no: cosa accadeva in questa giornata ce lo ricorda la pagina Trani#vita tranese, così come riportiamo: "Il 6 gennaio era un po' la festa dei Vigili Urbani e rappresentava una giornata di riconciliazione con i cittadini ai quali venivano perdonate le multe comminate durante l'anno appena finito.
Nel giorno dell'Epifania i cittadini erano soliti lasciare un dono accanto alla pedana: gli immancabili panettoni con relative bottiglie di spumante, ma anche dolci, olio, pasta, fiaschi di vino, latticini, tranne, naturalmente, offerte in denaro. Nel tempo successivo agli anni '50, quando le ristrettezze economiche del dopoguerra si fecero meno stringenti, parte dei doni costituiti dai generi di prima necessità venivano poi distribuiti dalle guardie alle famiglie meno abbienti. La Befana del Vigile non ebbe lunga vita e nel giro di pochi anni uscì di scena senza una motivata spiegazione".