La Lech Lechà avvicina ancor più ebrei e cristiani

Rav Scialom Bahbout: «La conoscenza va migliorata con lo studio della Bibbia». La manifestazione conferma un risultato straordinario di presenze

giovedì 6 settembre 2012 11.03
Palazzo Beltrani ha ospitato uno degli appuntamenti più importanti della Lech Lechà: un dibattito sul rapporto fra ebrei e cristiani a cui hanno preso parte come relatore Rav Shalom Bahbout, rabbino capo di Napoli, e come uditore l'Arcivescovo Giovan Battista Pichierri.

«L'amicizia ed il rispetto fra ebrei e cristiani – ha spiegato Pichierri – va coltivato attraverso una relazione sincera che deve partire da una povertà, quella della conoscenza. Bisogna conoscersi ed aprirsi, anche all'ascolto, per migliorare il nostro rapporto, divenuto sempre più forte negli ultimi anni come dimostra la disponibilità reciproca al dialogo ed all'incontro».

Il rabbino capo di Napoli va oltre: «Non bisogna certo fermarsi qua. Ci si sofferma spesso sul passato ma noi dobbiamo preoccuparci su come costruire il futuro. Il rapporto tra ebraìsmo e cristianesimo va sicuramente migliorato e l'unica soluzione è lo studio delle fonti. Sia ebrei che cristiani hanno un comune denominatore che è la Bibbia, va studiata ed approfondita affinché si giunga ad un cambiamento della società tutta».

La Lech Lechà intanto conferma un risultato straordinario di presenze e di partecipazione. «Non avevo dubbi – dice il rabbino capo di Napoli – e ritengo sia stata determinante l'attività svolta in questi anni dalla comunità ebraica di Trani che ha risvegliato l'interesse della gente sul mondo dell'ebraismo. Abbiamo proposto un programma ampio, che spazia dalla musica allo studio, dalla politica al cinema. C'è ancora molto da fare. Mi piacerebbe pensare negli anni a venire ad una manifestazione in grado di riempire tutte le piazze e di veicolare il messaggio in tutte le case, in tutte le Istituzioni ed in tutte le scuole».