La nuova iniziativa della Confesercenti della Bat si chiama Scec
La "moneta alternativa" che potrebbe aiutare gli esercenti e l'economia locale
mercoledì 30 aprile 2014
7.21
La Confesercenti provinciale della Bat, in collaborazione con la Onlus Arcipelago Scec, si sta impegnando in una campagna di promozione dello Scec, una vera e propria "moneta alternativa" che mira a far conoscere un nuovo modo di vivere e rigenerare l'economia locale.
«Lo Scec (acronimo di Solidarietà Che Cammina) – si legge in una nota rivolta agli organi di stampa - è un buono gratuito, la cui maggiore diffusione aumenta le possibilità di spesa dei cittadini. Attraverso un semplice atto di Solidarietà, come ad esempio la riduzione del prezzo, si aiuta tutta la comunità aiutando se stessi. Lo Scec aiuta gli esercenti, aumenta il potere di acquisto, trattiene la ricchezza nel nostro territorio». Ma come funziona concretamente lo Scec? Un qualunque associato, dunque, acquista un prodotto, o utilizza un servizio di un'altro associato: così ad esempio se la spesa è di 50 euro, l'associato pagherà 40 euro e consegnerà 10 Scec e questi saranno il simbolo concreto della compartecipazione a migliorare il fluire degli scambi all'interno del proprio territorio. L'associato che a sua volta ha accettato i 10 Scec sa che può contare sulla volontà di altri commercianti, produttori, artigiani, professionisti, iscritti ad Arcipelago, di rinunciare a loro volta ad una percentuale di guadagno sulle loro vendite. Questa è un circolarità che manifesta la più concreta solidarietà poiché, come conseguenza, restituisce a tutti un benessere che non si esprime solo economicamente ma, soprattutto, socialmente.
In concreto, dunque, lo Scec è utile a mantenere vivo il potere d'acquisto, aiutando sia gli esercenti che i consumatori e mantenendo la ricchezza sul territorio. Questo progetto, utile anche a sviluppare un maggior ritorno in termini di clientela e fatturato, ha già messo radici in 14 regioni d'Italia, segno che non siamo d'avanti ad un progetto poco attuabile ma concreto e funzionale.
«Lo Scec (acronimo di Solidarietà Che Cammina) – si legge in una nota rivolta agli organi di stampa - è un buono gratuito, la cui maggiore diffusione aumenta le possibilità di spesa dei cittadini. Attraverso un semplice atto di Solidarietà, come ad esempio la riduzione del prezzo, si aiuta tutta la comunità aiutando se stessi. Lo Scec aiuta gli esercenti, aumenta il potere di acquisto, trattiene la ricchezza nel nostro territorio». Ma come funziona concretamente lo Scec? Un qualunque associato, dunque, acquista un prodotto, o utilizza un servizio di un'altro associato: così ad esempio se la spesa è di 50 euro, l'associato pagherà 40 euro e consegnerà 10 Scec e questi saranno il simbolo concreto della compartecipazione a migliorare il fluire degli scambi all'interno del proprio territorio. L'associato che a sua volta ha accettato i 10 Scec sa che può contare sulla volontà di altri commercianti, produttori, artigiani, professionisti, iscritti ad Arcipelago, di rinunciare a loro volta ad una percentuale di guadagno sulle loro vendite. Questa è un circolarità che manifesta la più concreta solidarietà poiché, come conseguenza, restituisce a tutti un benessere che non si esprime solo economicamente ma, soprattutto, socialmente.
In concreto, dunque, lo Scec è utile a mantenere vivo il potere d'acquisto, aiutando sia gli esercenti che i consumatori e mantenendo la ricchezza sul territorio. Questo progetto, utile anche a sviluppare un maggior ritorno in termini di clientela e fatturato, ha già messo radici in 14 regioni d'Italia, segno che non siamo d'avanti ad un progetto poco attuabile ma concreto e funzionale.