Le parole di Santorsola, un concentrato di demagogia

Soldi per l’occupazione dell’ospedale: parla il sindaco Riserbato. «Sul caso registro un'invidia quasi ancestrale»

venerdì 3 maggio 2013 10.24
Chiamato in causa da interlocutore istituzionale (Mimmo Santosola, consigliere di Sinistra e Libertà), il sindaco Gigi Riserbato prende posizione sulla determina dirigenziale avente ad oggetto il contributo che il Comune di Trani ha ritenuto di elargire per l'organizzazione di manifestazioni varie a difesa dell'ospedale. «Già nella precedente consiliatura – spiega il sindaco - si era ritenuto di accendere i riflettori con un Consiglio comunale monotematico celebratosi presso l'aula magna dell'ospedale e questa svolta si è invece ritenuto di organizzare un corteo che partendo dalla casa comunale arrivasse sino al locale nosocomio per iniziare una occupazione pacifica (o presidio in senso tecnico) della struttura con una manifestazione che, a detta di molti, erano anni che non riusciva così bene nella nostra amata città. L'organizzazione della stessa non era opportuno che ricadesse solo su consiglieri ed assessori e, quindi, democraticamente nel corso di una pubblica assemblea tenutasi, in più momenti, presso la sala azzurra di Palazzo di città si è pensato, tutti insieme, di costituire un comitato civico apolitico ed apartitico al quale ha aderito chi ha ritenuto opportuno e possibile farlo con un coinvolgimento della società civile, del mondo dell'associazionismo, del terzo settore , sinceramente sentito. Pretendere poi, anche, che questi ragazzi e ragazze questi uomini e donne, questi anziani ed anziane dovessero autotassarsi per sostenere delle spese minime che la collettività pubblica ha il dovere di sostenere mi sembrava , ci sembrava esagerato».

«Ed ecco allora – prosegue il sindaco - insinuarsi l'invidia quasi ancestrale di alcuni soggetti che infastiditi nella quiete del loro luogo di lavoro perché magari fermati da qualche buon amico o perché vistisi attaccati nel loro feudo, anche elettorale, hanno ritenuto di montare una polemica sul niente, cioè sul contributo che il Comune ha ritenuto di dare, per cosa poi? Per i manifesti, per le locandine, per il camion della vela pubblicitaria, per le registrazioni microfoniche, per l'allestimento delle casse all'interno dell'aula, per i fischietti dei protestanti tipici di ogni manifestazione collettiva . Incredibile e vergognoso».

Riserbato attacca poi Santorsola. «Il consigliere conferma ormai un evidente disagio per i giorni festivi, lontano dagli affetti ospedalieri, con un vuoto d'impegni che preoccupa sempre di più. Santorsola teme che qualcuno abbia lucrato su questa vicenda? Può star tranquillo. Dovrebbe conoscere bene la serietà e la passione di questa società di servizi, unica e sola destinataria del contributo, se non altro perché, mi riferiscono in tanti, che una sua parente stretta stretta ci ha lavorato presso fino a qualche giorno fa. Vero o falso? Ed ancora. Devo confessare che il comunicato del consigliere di Sinistra e Libertà è pieno zeppo di demagogia, quella della peggior specie. Sono certo che sarà vero che la sua campagna elettorale sarà costata pochissimo ma potrei aiutare io Santorsola a rispondere sul perché. Lui può giurare davanti non agli uomini ma davanti all'entità religiosa nella quale crede di non aver chiesto neanche un voto ad un suo paziente o anche ex paziente? Se Santorsola vuole posso aiutarlo, anche in privato, a ricordare qualcuno. Ecco dunque spiegato l'arcano di una campagna elettorale semplice di sola verifica e riscontro di qualche date base».

Il sindaco chiude il suo intervento invitando il consigliere di opposizione a portare rispetto per chi «senza ricoprire un ruolo professionale pubblico come quello suo è riuscito a mettere insieme tanti voti di sola stima e credibilità personale». «Ed infine – aggiunge Riserbato – Santorsola può star tranquillo e sereno. Il mio animo è calmo e la mia coda non è di paglia: forse lo sarà la sua e lo invito a guardarsela bene bene al fine di evitare che si bruci e che si scaldi, come si dice a Trani».