M5S in Piazza, un confronto con la deputa Fabiana Dadone
«La vera rivoluzione culturale è quando i cittadini partecipino attivamente»
sabato 16 maggio 2015
9.01
Onestà e progettualità. Su questi due macro argomenti si è a lungo discusso ieri al secondo comizio elettorale organizzato dal Movimento 5 Stelle in Piazza della Repubblica, a cui hanno preso parte la giovane deputata Fabiana Dadone, il candidato sindaco Antonella Papagni e i candidati consiglieri comunali.
È stata proprio la deputata grillina ad aver preso per prima la parola: «Questo incontro rappresenta che cosa significa realmente il Movimento 5 Stelle: la rivoluzione di cui la città di Trani ha bisogno». Alla premessa si sono susseguiti i commenti dei candidati Vito Branà e Filomeno Cafagna. Al vaglio dei due la condizione finanziaria della città a partire dal documento redatto dalla Corte dei Conti per poi passare alla situazione di Amiu e Amet. Per Branà «occorre ripartire da persone oneste e ricettive per una svolta meritocratica che permetta la rottura delle "parentele" in politica».
Cafagna ha voluto invece sottolineare l'importanza della cultura, termine utilizzato oltre la sua più intima accezione: «Cultura significa comprendere i problemi che martoriano la nostra città. Per questo abbiamo proposto la Consulta delle Associazioni, cioè mettere a disposizione il sapere di tutti i cittadini per fare progetti». I candidati hanno altresì sottolineato l'eccezionalità del movimento cioè quella di non scendere a compromessi con altri partiti per raccattare quanti più voti possibili, scendere in piazza e parlare a tu per tu con la gente e l'impegno pubblico che prevede riduzioni sugli stipendi di tutto il personale amministrativo a partire dal sindaco (impegno che, attualmente, nessun altro candidato sindaco ha voluto sottoscrivere).
La Dadone ha poi commentato il lavoro che in Camera lei e i suoi colleghi stanno svolgendo in particolar modo per impedire che la Costituzione venga usata come carta straccia: «Il movimento 5 stelle spesso viene raccontato come un partito politico, ma quello che ci rappresenta non è soltanto un simbolo per una campagna elettorale ma è un'idea, è una rivoluzione culturale. La sovranità deve tornare in mano ai cittadini: questi dovrebbero prendersi la briga di partecipare attivamente alla vita politica del paese facendo streaming dei consigli comunali, facendo domande, potendo avere accesso agli atti perché sono queste le cose che ai politici di professione intimoriscono».
Le ultime battute sono toccate alla Papagni che ha così commentato orgogliosamente il suo schieramento: «Non ho una lista vuota come la maggior parte dei partiti. Noi siamo soli e ne siamo contenti: mi porto 26 persone che lavorano con me da tre anni. Non date il voto solo perché si è amici o parenti del candidato: datelo alle persone che sanno progettare. Ci hanno lasciato una città in pessime condizioni ma siamo ancora in tempo per riprendercela».
È stata proprio la deputata grillina ad aver preso per prima la parola: «Questo incontro rappresenta che cosa significa realmente il Movimento 5 Stelle: la rivoluzione di cui la città di Trani ha bisogno». Alla premessa si sono susseguiti i commenti dei candidati Vito Branà e Filomeno Cafagna. Al vaglio dei due la condizione finanziaria della città a partire dal documento redatto dalla Corte dei Conti per poi passare alla situazione di Amiu e Amet. Per Branà «occorre ripartire da persone oneste e ricettive per una svolta meritocratica che permetta la rottura delle "parentele" in politica».
Cafagna ha voluto invece sottolineare l'importanza della cultura, termine utilizzato oltre la sua più intima accezione: «Cultura significa comprendere i problemi che martoriano la nostra città. Per questo abbiamo proposto la Consulta delle Associazioni, cioè mettere a disposizione il sapere di tutti i cittadini per fare progetti». I candidati hanno altresì sottolineato l'eccezionalità del movimento cioè quella di non scendere a compromessi con altri partiti per raccattare quanti più voti possibili, scendere in piazza e parlare a tu per tu con la gente e l'impegno pubblico che prevede riduzioni sugli stipendi di tutto il personale amministrativo a partire dal sindaco (impegno che, attualmente, nessun altro candidato sindaco ha voluto sottoscrivere).
La Dadone ha poi commentato il lavoro che in Camera lei e i suoi colleghi stanno svolgendo in particolar modo per impedire che la Costituzione venga usata come carta straccia: «Il movimento 5 stelle spesso viene raccontato come un partito politico, ma quello che ci rappresenta non è soltanto un simbolo per una campagna elettorale ma è un'idea, è una rivoluzione culturale. La sovranità deve tornare in mano ai cittadini: questi dovrebbero prendersi la briga di partecipare attivamente alla vita politica del paese facendo streaming dei consigli comunali, facendo domande, potendo avere accesso agli atti perché sono queste le cose che ai politici di professione intimoriscono».
Le ultime battute sono toccate alla Papagni che ha così commentato orgogliosamente il suo schieramento: «Non ho una lista vuota come la maggior parte dei partiti. Noi siamo soli e ne siamo contenti: mi porto 26 persone che lavorano con me da tre anni. Non date il voto solo perché si è amici o parenti del candidato: datelo alle persone che sanno progettare. Ci hanno lasciato una città in pessime condizioni ma siamo ancora in tempo per riprendercela».