Mare, le analisi dell’Arpa convincono poco la procura
«Va rivista la metodica dei prelievi». In allegato il pdf: come riconoscere le manifestazioni cutanee
mercoledì 18 luglio 2012
12.53
I dati diffusi dall'Arpa sulla salubrità delle nostre acque non convincono del tutto la procura di Trani. Senza entrare in conflitto con l'agenzia regionale per l'ambiente, dalla procura tranese parte un segnale forte e chiaro: «Va rivista la metodica dei prelievi». A dirlo è il sostituto procuratore Antonio Savasta, titolare dell'inchiesta sui depuratori recentemente sequestrati, a margine della conferenza stampa organizzata in tribunale per presentare un vademecum realizzato da Giuseppe Carrieri (specialista in dermatologia) per suggerire ai cittadini come difendersi dalle manifestazioni cutanee e non provocate presumibilmente da concentrazioni di sostanze tossiche presenti nelle acque di balneazione.
Alla conferenza ha partecipato anche Giovanni Gorgoni. Il direttore generale della Asl Bat ha confermato che, pur non essendoci degli aumenti di casi, il fenomeno della presenza in acqua di alga tossica o metalli pesanti sul nostro litorale c'è. Una casistica riscontrata da quattro anni a questa parte, seppur senza picchi. Cosa fare allora? Da un punto di vista medico, sia Gorgoni che Carrieri hanno invitato i cittadini a non farsi prendere dal panico: «Rivolgetevi ai medici di famiglia o alla guardia medica per avere diagnosi e prescrizioni, in ultima ratio andate al pronto soccorso». Il procuratore capo, Carlo Maria Capristo, ha invece invitato i bagnanti a segnalare alla Capitaneria di porto le condizioni del mate laddove si dovessero riscontrare condizioni di opalescenza dell'acqua, di formazione di schiuma in superficie, di presenza di materiale di consistenza gelatinosa in sospensione.
La procura su questo versante non vuole fare sconti a nessuno. Parallelamente all'inchiesta sui depuratori, gli inquirenti stanno monitorando da quasi un anno i casi segnalati di inquinamento marino. In alcune circostanze sono stati sollecitati i Comuni (Trani in primis) a disporre delle ordinanze di demolizione di strutture abusive con annessi scarichi abusivi, principale causa di inquinamento al pari del difettoso funzionamento degli impianti di depurazione. La stessa procura all'inizio di luglio ha commissionato all'Arpa dei prelievi in prossimità di zone attigue ad alcuni depuratori sequestrati. I risultati hanno confermato la presenza di agenti inquinanti. E qui è sorta la domanda sull'attendibilità dei dati dell'Arpa, visto che i risultati pubblicizzati sul sito dell'agenzia (con valori di enterococchi intestinali e di escherichia colli pari a zero) risalgono allo stesso periodo.Le domande a questo punto nascono spontanee: dove sono realizzati i prelievi dell'agenzia? A che distanza dalla costa? E non sarebbe il caso di effettuare indagini in contraddittorio?
Alla conferenza ha partecipato anche Giovanni Gorgoni. Il direttore generale della Asl Bat ha confermato che, pur non essendoci degli aumenti di casi, il fenomeno della presenza in acqua di alga tossica o metalli pesanti sul nostro litorale c'è. Una casistica riscontrata da quattro anni a questa parte, seppur senza picchi. Cosa fare allora? Da un punto di vista medico, sia Gorgoni che Carrieri hanno invitato i cittadini a non farsi prendere dal panico: «Rivolgetevi ai medici di famiglia o alla guardia medica per avere diagnosi e prescrizioni, in ultima ratio andate al pronto soccorso». Il procuratore capo, Carlo Maria Capristo, ha invece invitato i bagnanti a segnalare alla Capitaneria di porto le condizioni del mate laddove si dovessero riscontrare condizioni di opalescenza dell'acqua, di formazione di schiuma in superficie, di presenza di materiale di consistenza gelatinosa in sospensione.
La procura su questo versante non vuole fare sconti a nessuno. Parallelamente all'inchiesta sui depuratori, gli inquirenti stanno monitorando da quasi un anno i casi segnalati di inquinamento marino. In alcune circostanze sono stati sollecitati i Comuni (Trani in primis) a disporre delle ordinanze di demolizione di strutture abusive con annessi scarichi abusivi, principale causa di inquinamento al pari del difettoso funzionamento degli impianti di depurazione. La stessa procura all'inizio di luglio ha commissionato all'Arpa dei prelievi in prossimità di zone attigue ad alcuni depuratori sequestrati. I risultati hanno confermato la presenza di agenti inquinanti. E qui è sorta la domanda sull'attendibilità dei dati dell'Arpa, visto che i risultati pubblicizzati sul sito dell'agenzia (con valori di enterococchi intestinali e di escherichia colli pari a zero) risalgono allo stesso periodo.Le domande a questo punto nascono spontanee: dove sono realizzati i prelievi dell'agenzia? A che distanza dalla costa? E non sarebbe il caso di effettuare indagini in contraddittorio?