Mennea: «Confermo il sostegno ad Operamolla»

Piccata risposta al duo Laurora-Ferrante. La risposta del consigliere regionale del Partito Democratico

martedì 22 novembre 2011 23.01
«Ero presente alla conferenza stampa dell'avvocato Ugo Operamolla e confermo il mio pieno sostegno alla sua candidatura». Il consigliere regionale del Partito Democratico Ruggiero Mennea non le manda certo a dire e risponde così alla nota della segreteria del Pd di Trani. «Avrei quanto meno apprezzato il coraggio se avessero fatto nomi e cognomi, in particolare il mio, visto che alla conferenza stampa dell'avvocato Operamolla, tra i consiglieri regionali e parlamentari del Pd a cui fanno riferimento, c'ero soltanto io. E invece con quella nota offensiva e subdola il ticket Ferrante-Laurora, che si nasconde dietro la sigla spiega bene il perché la stragrande maggioranza del partito (anche quelli che fanno parte della corrente maggioritaria) abbia deciso di sostenere Operamolla e di isolare loro. Perché la verità è questa».

«Io – prosegue Mennea - non ho paura di dire come la penso e soprattutto nessuno può venirmi a dire cosa devo e non devo fare. Quindi sbraitate quanto volete, ma sappiate che sosterrò la candidatura dell'avvocato Operamolla. Perché Trani è co-capoluogo della mia Provincia, perché Trani è la città dove vivono molti miei parenti ed amici, perché Trani è una città a cui tengo tantissimo e voglio dare il mio contributo affinché, finalmente, abbia un'amministrazione comunale in grado di rilanciarla, un'amministrazione fondata sulla legalità, sull'uguaglianza, sulla trasparenza, che sia in grado di garantire sviluppo all'intera comunità, debellando le clientele».

Un ultimo riferimento all'ospedale: «Cari Ferrante-Laurora, vincitori delle primarie più partecipate della storia dell'umanità, io sono stato l'unico ad oppormi alla chiusura dell'ospedale paventata dal nuovo direttore generale della Asl Bat, quindi attaccarmi sull'ospedale è un clamoroso autogol. Se poi il vostro riferimento è alla mia proposta di accorpamento dei reparti di urologia e allora confermo e sottoscrivo ciò che ho già detto: alla nostra sanità non servono mezzi reparti che non sono in grado di assicurare livelli di assistenza di qualità, ma reparti interi che siano in grado di offrire maggiore efficienza, un abbattimento dei costi e l'aumento della mobilità attiva. Se la vostra impegnativa campagna elettorale vi lascia qualche minuto, alzate i tacchi e andate a parlare con i medici di questi reparti (i medici, non i primari, che ovviamente hanno tutto l'interesse a mantenere più reparti aperti): vedrete che la proposta di Mennea, che punta ad una sanità efficiente nella Bat, non a Barletta, a Trani o ad Andria, non è poi così campata in aria».

Ferrante non ha voluto replicare alla nota di Mennea: «Sono occupato in cose più importanti».