Nomine ad Amet, Cognetti e Tommaso Laurora perplessi
«Si fanno quadrare i conti della maggioranza più che i bilanci». I due consiglieri chiedono un cambio di rotta per il rilancio dell’azienda
sabato 27 aprile 2013
10.12
Le nomine del nuovo CdA di Amet non convincono Tommaso Laurora e Domenico Cognetti. I due consiglieri si definiscono perplessi e spiegano il perché: «Innanzitutto rileviamo che l'Amet patisce da anni l'assenza di un piano industriale serio che consenta all'azienda di produrre utile vero, utile di gestione e non solamente chiusure in passivo da record o, nel migliore dei casi, chiusure positive determinate da acrobazie contabili magari iscrivendo al bilancio di un unico esercizio sopravvenienze attive da spalmare in diverse annualità. Circa la nuova nomina dell'amministratore delegato, certamente possiamo dire che trattasi di persona rispettabilissima e di stimato professionista, ma circa le specifiche competenze nel settore della gestione di aziende simili ad Amet confessiamo, sicuramente per nostra pecca, di non essere affatto informati così' da essere seriamente preoccupati per il futuro di Amet col quale non si può più scherzare».
«Tutti gli avvicendamenti avuti nel corso di questi anni da parte dei vari management – dicono Laurora e Cognetti – hanno palesato l'assenza di progettualità vera che passi per una valorizzazione del personale interno che consenta all'azienda di essere nuovamente quel tanto evocato fiore all'occhiello che era alcuni decenni fa. La storia , anche recente, delle nomine Amet parla di una costante lottizzazione partitica evidentemente più attenta a far quadrare i conti delle varie maggioranze che dei bilanci Amet. Non vorremmo accadesse questo anche per il futuro e per questo, pur rinnovando gli auguri di stile per un buon lavoro al nuovo management aziendale, manteniamo intatte le nostre perplessità».
«Tutti gli avvicendamenti avuti nel corso di questi anni da parte dei vari management – dicono Laurora e Cognetti – hanno palesato l'assenza di progettualità vera che passi per una valorizzazione del personale interno che consenta all'azienda di essere nuovamente quel tanto evocato fiore all'occhiello che era alcuni decenni fa. La storia , anche recente, delle nomine Amet parla di una costante lottizzazione partitica evidentemente più attenta a far quadrare i conti delle varie maggioranze che dei bilanci Amet. Non vorremmo accadesse questo anche per il futuro e per questo, pur rinnovando gli auguri di stile per un buon lavoro al nuovo management aziendale, manteniamo intatte le nostre perplessità».