Nuovi fondi europei, in arrivo oltre 7 miliardi di euro

A tanto ammonta il Por pugliese 2014-2020 approvato in settimana

domenica 16 agosto 2015 7.10
A cura di Vincenzo Membola
Cosa dovrà favorire il nuovo Piano Operativo Regionale della Puglia, valevole per il periodo 2014-2020, approvato giovedì scorso dalla Commissione Europea? Innanzitutto si cercherà di favorire la creazione di 1500 nuove imprese, poi l'aumento della spesa pubblica in ricerca e sviluppo dallo 0,5 allo 0,7 del Pil e della privata in R&S dallo 0,19 allo 0,25 del Pil. Dovrebbe arrivare al 50% la popolazione coperta da banda ultraveloce (100Mbs) ma ci dovrebbero essere anche meno emissioni di CO2, passando dalle attuali 38.546 tonnellate a 33.535 tonnellate. Previsto anche un considerevole aumento dell'Export, dal 12.6% al 18% del Pil, e la decuplicazione del numero di visitatori ai siti culturali e naturali beneficiari di fondi. Riabilitazione di 1.500 ettari di terreno degradato, 320.000 persone servite da impianti di trattamento acque modernizzati, 3500 nuovi posti in asili nido e strutture per la prima infanzia.

Oltre 7miliardi di euro per sei anni di progetti e bandi che dovrebbero portare la Puglia a questi risultati. Saranno 3,56 miliardi di euro la fetta stanziata direttamente dall'Unione Europea, attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) e il Fondo Sociale Europeo (Fse) e l'altra metà sarà derivante dal cofinanziamento nazionale. Nello specifico una buona parte dei fondi è destinata al sistema economico: 1,1 miliardi per la competitività, l'innovazione e l'internazionalizzazione delle Pmi, 672 milioni per ricerca e sviluppo con particolare riguardo alla collaborazione tra pubblico e privato, 272 milioni per banda larga e agenda digitale.

Infrastrutture e investimenti per la sostenibilità ambientale ed energetica rappresentano un secondo perno del programma: 1,1 miliardi sono destinati alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale-ambientale e per opere e la gestione di acqua e rifiuti, 462 per migliorare le reti dei trasporti, 396 milioni per favorire una transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (energia e mobilità urbana). Un terzo pilastro è costituito dall'ambito del sociale e della formazione: 1 miliardo sarà investito per promuovere l'inclusione sociale e contrastare la povertà, 754 milioni per la formazione professionale e facilitare la transizione tra formazione e lavoro, 540 milioni per la mobilità e la partecipazione al mercato del lavoro. Un libro dei sogni che la Puglia ha l'obbligo di perseguire con rapidità e competenza, dopo 14 anni nei quali, pur come migliore regione del sud Italia nella capacità di spendere questi soldi, si sono persi ingenti finanziamenti previsti all'interno dei precedenti due piani europei.