Ospedale, Michele Rizzi al fianco della causa tranese
Contro i tagli del piano sanitario regionale. Il leader di Alternativa comunista: «Serve uno sciopero generale»
mercoledì 11 gennaio 2012
23.18
«Salvare a tutti i costi l'ospedale di Trani». Michele Rizzi, leader di Alternativa comunista, perora la causa cittadina. «Ormai sono mesi - spiega Rizzi - che, tra assemblee e incontri in tutta la Puglia, manifestiamo la totale opposizione di Alternativa comunista al piano sanitario della giunta Vendola, concordato con l'allora ministro Tremonti che taglia in Puglia 220 posti letto e chiude 19 ospedali, mentre ne finanzia ben 11 privati con soldi pubblici. L'ospedale di Trani è inserito in questo contesto che va del tutto a scapito dei lavoratori tranesi a cui vengono ridotti o addirittura eliminati servizi indispensabili per le cure mediche».
«Come abbiamo spiegato in tutte le città della Puglia interessate dai tagli dove siamo stati presenti - prosegue Rizzi - l'obiettivo dei governi, tanto regionale che nazionale, è quello di smantellare la sanità pubblica per favorire quella privata, per arrivare a livelli di assistenza pari a quella statunitense, dove ci si può curare solo se si ha un'assicurazione, altrimenti niente. Tra l'altro, tagliare reparti e posti letto, come a Trani, significa allungare inesorabilmente le liste d'attesa, spingendo a curarsi dai privati solo se si ha la possibilità di farlo. Se hai soldi ti curi, altrimenti pazienza. Insomma una sanità di serie A per i ricchi ed una di serie B per le masse popolari. A Trani si vede lo stesso film che si sta vedendo in tante altre città pugliesi».
Rizzi ritiene che l'unica strada da percorrere per far valere le ragioni della sanità pubblica sia quello di uno sciopero generale dei lavoratori della sanità e della città «per ottenere - conclude il leader comunista - il ritiro della decisione riguardante l'ospedale di Trani. Noi supporteremo la lotta tranese inserita in una lotta più generale che stiamo conducendo contro i tagli del piano sanitario regionale, contro la chiusura di reparti, posti letto ed ospedali in Puglia e per la ripubblicizzaizone della sanità».
«Come abbiamo spiegato in tutte le città della Puglia interessate dai tagli dove siamo stati presenti - prosegue Rizzi - l'obiettivo dei governi, tanto regionale che nazionale, è quello di smantellare la sanità pubblica per favorire quella privata, per arrivare a livelli di assistenza pari a quella statunitense, dove ci si può curare solo se si ha un'assicurazione, altrimenti niente. Tra l'altro, tagliare reparti e posti letto, come a Trani, significa allungare inesorabilmente le liste d'attesa, spingendo a curarsi dai privati solo se si ha la possibilità di farlo. Se hai soldi ti curi, altrimenti pazienza. Insomma una sanità di serie A per i ricchi ed una di serie B per le masse popolari. A Trani si vede lo stesso film che si sta vedendo in tante altre città pugliesi».
Rizzi ritiene che l'unica strada da percorrere per far valere le ragioni della sanità pubblica sia quello di uno sciopero generale dei lavoratori della sanità e della città «per ottenere - conclude il leader comunista - il ritiro della decisione riguardante l'ospedale di Trani. Noi supporteremo la lotta tranese inserita in una lotta più generale che stiamo conducendo contro i tagli del piano sanitario regionale, contro la chiusura di reparti, posti letto ed ospedali in Puglia e per la ripubblicizzaizone della sanità».