Ospedale occupato, Gorgoni tollera e si tira fuori

Il dg della Asl Bat: «L’azienda non ha il potere di disapplicare atti di programmazione sanitaria regionale». Invito ai manifestanti a non superare il numero di 70 unità

giovedì 28 febbraio 2013 14.36
La Asl commenta l'occupazione dell'ospedale di Trani in segno di protesta per quanto previsto dal piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia. In una nota, il direttore generale dell'azienda sanitaria, Giovanni Gorgoni, autorizza i manifestanti ad occupare il salone dello stabilimento e sottolinea l'impotenza della Asl sulla vicenda. «Nei giorni scorsi - dice il dg - a mezzo stampa il comitato di protesta ha chiesto la revoca delle delibere 130 e 160 della Asl Bt, attualmente sospese attraverso la delibera 237. La revoca non è possibile poiché si tratta di delibere di presa d'atto del piano di riordino ospedaliero definito e dibattuto in sede regionale. L'azienda non ha il potere di disapplicare atti di programmazione sanitaria regionale e non può garantire il mantenimento o il ripristino dello status quo, posto che la dotazione organica consentita dal piano di rientro, così come definito ai tavoli nazionali, è del tutto insufficiente per garantire il funzionamento di cinque ospedali».

A ciò, Gorgoni aggiunge un ulteriore limite, uno fra i tanti a cui da qualche tempo è sottoposto il servizio sanitario nazionale, e cioè il divieto di assumere personale a tempo determinato oltre il 50 per cento della spesa per il personale sostenuta nel 2009. «E' un limite – spiega - che questa direzione ha già superato, assumendosene la responsabilità per garantire i livelli di assistenza. Si precisa tuttavia che l'assunzione di responsabilità non può diventare aperta violazione di regole, accordi, programmi definiti in altre, più alte e più autorevoli sedi».

Infine, come detto, l'invito ai manifestanti a non invadere il salone dell'ospedale: «Rispettiamo la sensibilità della comunità tranese e autorizziamo, come già fatto in passato, la manifestazione purché sia pacifica, civile e rispettosa della riservatezza dell'utenza. Raccomandiamo ai manifestanti, come già accaduto in precedenza, di non superare per motivi di sicurezza e staticità il numero massimo di 70 persone nella sala riunioni. Chiediamo inoltre di mantenere sgombre le vie di esodo».