Pd Trani, il prossimo segretario è Maurizio Di Palma
Il partito va a congresso. Un'unica candidatura. Sabato, dalle 9.30, presso l'auditorium di San Luigi
venerdì 14 settembre 2012
15.20
Domani mattina nell'auditorium della chiesa di San Luigi a partire dalle 9.30 si celebra il congresso del Partito Democratico di Trani. Poche sorprese sull'esito poiché è stata presentata una sola lista che vede come candidato Maurizio Di Palma. Sarà lui dunque ad ereditare dalle mani del commissario Lorenzo Marchio le sorti del partito tranese, pronto per la ricostruzione dopo l'ultima tumultuosa campagna elettorale che ha portato alla fuoriuscita dal Pd, tra gli altri, di Fabrizio Ferrante e del precedente segretario eletto, Tommaso Laurora.
Di Palma ha presentato il documento congressuale a sostegno della sua candidatura. Si parla ovviamente della situazione locale e del ruolo che si prefigge di avere il Pd: «Dopo anni di amministrazione della destra - si legge nel documento - la nostra città ha visto ridurre la sua coesione sociale e con questa il senso di appartenenza ad una comunità unita che avesse a cuore i diritti e i bisogni di tutti. Il nostro compito, allora, sarà quello di ricostruire le connessioni sociali affinché nessuno si senta solo, ma parte di una comunità. I nostri concittadini, insomma, devono tornare a considerare l'Ente comunale come un'istituzione aperta che sia punto di riferimento per quanti versano in una condizione di difficoltà. In primo luogo vogliamo ridare dignità al lavoro. A tutto il mondo del lavoro: dipendente, autonomo, degli imprenditori. Il Comune non dispone di strumenti necessari a risolvere definitivamente la crisi occupazionale e la contrazione di interi settori produttivi, ma può e deve incoraggiare l'apertura di nuove imprese. Con la creazione di infrastrutture, l'investimento nella formazione e la promozione di forme consortili e cooperative per le imprese, si possono aiutare le nostre imprese a fare sistema e a creare nuove opportunità di lavoro. Dobbiamo ricordare, tuttavia, anche chi, a prescindere dalla sua condizione lavorativa, vive una situazione di disagio sociale. Pensiamo agli anziani bisognosi di assistenza, ai malati, ai bambini, agli immigrati e alle numerose forme di emarginazione sociale. Ciascuna di queste persone ha bisogno di interventi specifici. Per questo siamo convinti che gli interventi sociali del Comune non possano limitarsi alla erogazione di assegni e sussidi previsti da leggi nazionali e regionali, ma che, compatibilmente con le risorse a disposizione, sia necessario pensare creativamente a nuovi strumenti di aiuto e di promozione sociale, anche con l'ausilio del volontariato e degli operatori privati».
«Una città giusta e solidale - prosegue l'intervento - valorizza il ruolo e le competenze delle donne. Una percezione distorta della condizione femminile molto diffusa in questi anni considera le donne come madri dedite esclusivamente al lavoro di cura familiare o come ornamento estetico, se non talvolta come vera e propria merce. Per noi è essenziale restituire dignità alla condizione femminile e pensiamo che in una società giusta e moderna la dimensione della maternità e i ruoli familiari in genere debbano coniugarsi con il diritto e l'aspirazione delle donne alla partecipazione sociale e all'affermazione lavorativa. La previsione di aiuti specifici, l'incremento degli asili nido, la programmazione degli orari cittadini possono essere misure che liberano nuove possibilità per le donne. Una città solidale, infine, valorizza gli spazi e i beni comuni e ne assicura la piena fruizione da parte di tutti. Strade, piazze, spiagge, insediamenti culturali come musei e biblioteche, connessioni gratuite, verde pubblico non sono solo una risorsa economica per le nostre attività, ma rappresentano per molti l'opportunità concreta di vivere un'esistenza più dignitosa e gratificante. Per troppo tempo la destra ha ignorato il tema della modernizzazione, come se la città fosse condannata a restare una periferia marginale, obsoleta, estranea a qualsiasi cambiamento».
«Per troppo tempo - va avanti Di Palma - la destra non ha saputo interpretare l'identità della città e ha letto la sua storia in chiave nostalgica e celebrativa. Vorremmo invece guardare al passato per definire un progetto per il futuro: la storia federiciana con i suoi fermenti culturali ci ricorda la nostra antica vocazione di città della cultura e della tolleranza; la tradizione giuridica può tornare a rivivere se la città si propone come centro di studio; la storia degli antichi commerci marittimi ci ripropone l'idea di una città dinamica e aperta che vede nel mare un'opportunità di sviluppo. Per noi la modernità di una città consiste nella promozione di innovazione e saperi nonché nell'ispirare ogni intervento al principio di sostenibilità. Pensiamo all'innovazione dell'amministrazione con il completamento della sua informatizzazione, all'innovazione delle infrastrutture per il commercio e per l'impresa; pensiamo all'innovazione delle società comunali con la realizzazione di progetti per la produzione di energia e la raccolta differenziata; pensiamo all'innovazione dell'arredo urbano e della viabilità con la promozione di forme moderne di viabilità alternativa e la realizzazione di collegamenti efficienti tra le due parti della città oggi divise dalla ferrovia. La nostra città deve coltivare i suoi saperi diffusi se intende modernizzarsi perché la conoscenza è la premessa indispensabile per conseguire un lavoro dignitoso, per affermare il successo delle imprese e per realizzare grandi obiettivi collettivi. La conoscenza assume per noi anche la funzione di elevare la coscienza civica e di formare nel tempo una comunità più consapevole. Per questo favoriremo ogni iniziativa volta a tutelare la memoria storica del nostro territorio nonché a potenziare tutti i presidi culturali del Comune - a cominciare dalle scuole e dalla predisposizione di un piano di riordino più giusto ed efficiente - e incoraggeremo la formazione professionale. Una politica moderna, infine, si ispira sempre al principio di sostenibilità. Pensiamo in primo luogo alla sostenibilità ambientale, con la previsione di nuovi piani di viabilità, un piano per la raccolta differenziata, la salvaguardia degli spazi verdi, la produzione in loco di energia pulita. Ma ci sta a cuore anche la sostenibilità economica delle nostre iniziative al fine di evitare gli sprechi che hanno caratterizzato l'attuale amministrazione e la sostenibilità sociale, affinché nessun intervento sia mai causa per qualcuno di disagio sociale».
Di Palma ha presentato il documento congressuale a sostegno della sua candidatura. Si parla ovviamente della situazione locale e del ruolo che si prefigge di avere il Pd: «Dopo anni di amministrazione della destra - si legge nel documento - la nostra città ha visto ridurre la sua coesione sociale e con questa il senso di appartenenza ad una comunità unita che avesse a cuore i diritti e i bisogni di tutti. Il nostro compito, allora, sarà quello di ricostruire le connessioni sociali affinché nessuno si senta solo, ma parte di una comunità. I nostri concittadini, insomma, devono tornare a considerare l'Ente comunale come un'istituzione aperta che sia punto di riferimento per quanti versano in una condizione di difficoltà. In primo luogo vogliamo ridare dignità al lavoro. A tutto il mondo del lavoro: dipendente, autonomo, degli imprenditori. Il Comune non dispone di strumenti necessari a risolvere definitivamente la crisi occupazionale e la contrazione di interi settori produttivi, ma può e deve incoraggiare l'apertura di nuove imprese. Con la creazione di infrastrutture, l'investimento nella formazione e la promozione di forme consortili e cooperative per le imprese, si possono aiutare le nostre imprese a fare sistema e a creare nuove opportunità di lavoro. Dobbiamo ricordare, tuttavia, anche chi, a prescindere dalla sua condizione lavorativa, vive una situazione di disagio sociale. Pensiamo agli anziani bisognosi di assistenza, ai malati, ai bambini, agli immigrati e alle numerose forme di emarginazione sociale. Ciascuna di queste persone ha bisogno di interventi specifici. Per questo siamo convinti che gli interventi sociali del Comune non possano limitarsi alla erogazione di assegni e sussidi previsti da leggi nazionali e regionali, ma che, compatibilmente con le risorse a disposizione, sia necessario pensare creativamente a nuovi strumenti di aiuto e di promozione sociale, anche con l'ausilio del volontariato e degli operatori privati».
«Una città giusta e solidale - prosegue l'intervento - valorizza il ruolo e le competenze delle donne. Una percezione distorta della condizione femminile molto diffusa in questi anni considera le donne come madri dedite esclusivamente al lavoro di cura familiare o come ornamento estetico, se non talvolta come vera e propria merce. Per noi è essenziale restituire dignità alla condizione femminile e pensiamo che in una società giusta e moderna la dimensione della maternità e i ruoli familiari in genere debbano coniugarsi con il diritto e l'aspirazione delle donne alla partecipazione sociale e all'affermazione lavorativa. La previsione di aiuti specifici, l'incremento degli asili nido, la programmazione degli orari cittadini possono essere misure che liberano nuove possibilità per le donne. Una città solidale, infine, valorizza gli spazi e i beni comuni e ne assicura la piena fruizione da parte di tutti. Strade, piazze, spiagge, insediamenti culturali come musei e biblioteche, connessioni gratuite, verde pubblico non sono solo una risorsa economica per le nostre attività, ma rappresentano per molti l'opportunità concreta di vivere un'esistenza più dignitosa e gratificante. Per troppo tempo la destra ha ignorato il tema della modernizzazione, come se la città fosse condannata a restare una periferia marginale, obsoleta, estranea a qualsiasi cambiamento».
«Per troppo tempo - va avanti Di Palma - la destra non ha saputo interpretare l'identità della città e ha letto la sua storia in chiave nostalgica e celebrativa. Vorremmo invece guardare al passato per definire un progetto per il futuro: la storia federiciana con i suoi fermenti culturali ci ricorda la nostra antica vocazione di città della cultura e della tolleranza; la tradizione giuridica può tornare a rivivere se la città si propone come centro di studio; la storia degli antichi commerci marittimi ci ripropone l'idea di una città dinamica e aperta che vede nel mare un'opportunità di sviluppo. Per noi la modernità di una città consiste nella promozione di innovazione e saperi nonché nell'ispirare ogni intervento al principio di sostenibilità. Pensiamo all'innovazione dell'amministrazione con il completamento della sua informatizzazione, all'innovazione delle infrastrutture per il commercio e per l'impresa; pensiamo all'innovazione delle società comunali con la realizzazione di progetti per la produzione di energia e la raccolta differenziata; pensiamo all'innovazione dell'arredo urbano e della viabilità con la promozione di forme moderne di viabilità alternativa e la realizzazione di collegamenti efficienti tra le due parti della città oggi divise dalla ferrovia. La nostra città deve coltivare i suoi saperi diffusi se intende modernizzarsi perché la conoscenza è la premessa indispensabile per conseguire un lavoro dignitoso, per affermare il successo delle imprese e per realizzare grandi obiettivi collettivi. La conoscenza assume per noi anche la funzione di elevare la coscienza civica e di formare nel tempo una comunità più consapevole. Per questo favoriremo ogni iniziativa volta a tutelare la memoria storica del nostro territorio nonché a potenziare tutti i presidi culturali del Comune - a cominciare dalle scuole e dalla predisposizione di un piano di riordino più giusto ed efficiente - e incoraggeremo la formazione professionale. Una politica moderna, infine, si ispira sempre al principio di sostenibilità. Pensiamo in primo luogo alla sostenibilità ambientale, con la previsione di nuovi piani di viabilità, un piano per la raccolta differenziata, la salvaguardia degli spazi verdi, la produzione in loco di energia pulita. Ma ci sta a cuore anche la sostenibilità economica delle nostre iniziative al fine di evitare gli sprechi che hanno caratterizzato l'attuale amministrazione e la sostenibilità sociale, affinché nessun intervento sia mai causa per qualcuno di disagio sociale».