Per il depuratore si pensa ad una delocalizzazione

De Simone: «Portarlo fuori dall'abitato sarebbe la cosa migliore». L'intervento dell'assessore all'ambiente

sabato 14 luglio 2012 9.54
I risultati delle analisi dell'Arpa dicono che il mare di Trani è pulito. Eppure la procura della Repubblica di Trani ha avviato una seconda indagine dopo quella sui depuratori (21 indagati, fra cui l'ex sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, e il dirigente dell'ufficio tecnico, Giuseppe Affatato) per cercare di capire se vi sia un nesso fra il degrado degli impianti ed i casi sempre più frequenti di dermatiti ed infezioni che stanno proliferando in queste prime settimane di estate.

Il problema del depuratore è piombato in testa alla nuova amministrazione, schiacciata da un lato dall'indagine della magistratura e dall'altro da un contenzioso sempre aperto tra Comune e la ditta (l'Ati composta dalla Siam Sud di Massafra e la società montaggi e progetti srl di Modugno) incaricata nel 2003 di effettuare i lavori di adeguamento alle norme CEE del depuratore cittadino di via dei Finanzieri. L'assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, è consapevole dell'assoluta emergenzialità della situazione. «Il nostro obiettivo – spiega – è quello di verificare con puntualità cosa sia stato fatto in questi anni, se siano mai stati effettuati dei controlli, degli interventi di adeguamento alle norme di sicurezza dell'impianto e se siano stati effettuati dei pagamenti, per far cosa ed in quale misura lo scopriremo presto. Detto questo, cercheremo di trovare una soluzione nell'immediato per garantire un funzionamento migliore dell'impianto fermo restando che, qualsiasi cosa si farà, potrebbe non bastare per garantire un più efficace utilizzo del depuratore essendo sopravvenute in questi anni delle nuove e più rigorose disposizioni di legge».

De Simone ed il sindaco, Gigi Riserbato, stanno pensando anche ad un'altra soluzione: «Delocalizzare l'impianto». «Se gli ostacoli per adeguare l'impianto di via dei Finanzieri dovessero dimostrarsi inosrmontabili, potremmo chiedere l'urgente convocazione di una conferenza di servizi. In quella sede potremmo chiedere a Regione, Asl, Arpa, Acquedotto e Ministero, di prendere in considerazione l'idea di spostare dal centro abitato il depuratore».