Piattaforma galleggiante, si rispolvera un vecchio progetto
Esaminato uno studio effettuato da un consulente nominato dalla precedente amministrazione. Verrà valutata la compatibilità con le risorse a disposizione
venerdì 6 settembre 2013
Nel corso di una recente riunione a palazzo di città, si è tornati a parlare della piattaforma galleggiante allocata fra i pontili della Darsena. Lo si è fatto tirando fuori dal cassetto una relazione tecnica commissionata dalla precedente amministrazione ad un consulente esterno, l'ingegner Nicola Romanelli.
Nello studio effettuato da Romanelli nel settembre 2009, si ponevano in risalto gli arcinoti problemi della struttura, in stato di abbandono da anni, e si ipotizzava in intervento di risistemazione e riqualificazione che verrà adesso valutato per capire se e come renderlo compatibile con le esigenze attuali, soprattutto economiche.
Tralasciando la questione del degrado riscontrato (figurarsi oggi visto che dal 2009 nulla è stato fatto) ed i problemi di ossidazione delle strutture inferiori esposte al contatto diretto con l'acqua e di deterioramento della pavimentazione in legno, Romanelli ha ipotizzato una destinazione d'uso dell'immobile tenendo conto che i pontili galleggianti della struttura non consentono sovraccarichi eccezionali: 3 le ipotesi praticabili, per altro già messe in pratica in quei pochi periodi di utilizzo della piattaforma: uffici, ristorante o caffè. Scartata invece, per il problema del sovraccarico, la soluzione di una sala conferenze o di una galleria artistica. Il professionista incaricato dall'Ente suggeriva di sopperire ad una carenza della struttura Darsena: un ufficio di ricezione e direzione di banchina in prossimità degli ormeggi e, per il personale di servizio, locali attrezzati per spogliatoi e depositi.
Il progetto ipotizzato da Romanelli prevedeva, nel tempo massimo di 330 giorni, un totale restyling della piattaforma mediante la sostituzione ed il ripristino delle componenti ammalorate e senza stravolgere l'attuale distribuzione degli spazi interni. L'amministrazione adesso potrà pensare al da farsi sulla base di una soluzione (dimenticata) concreta.
Nello studio effettuato da Romanelli nel settembre 2009, si ponevano in risalto gli arcinoti problemi della struttura, in stato di abbandono da anni, e si ipotizzava in intervento di risistemazione e riqualificazione che verrà adesso valutato per capire se e come renderlo compatibile con le esigenze attuali, soprattutto economiche.
Tralasciando la questione del degrado riscontrato (figurarsi oggi visto che dal 2009 nulla è stato fatto) ed i problemi di ossidazione delle strutture inferiori esposte al contatto diretto con l'acqua e di deterioramento della pavimentazione in legno, Romanelli ha ipotizzato una destinazione d'uso dell'immobile tenendo conto che i pontili galleggianti della struttura non consentono sovraccarichi eccezionali: 3 le ipotesi praticabili, per altro già messe in pratica in quei pochi periodi di utilizzo della piattaforma: uffici, ristorante o caffè. Scartata invece, per il problema del sovraccarico, la soluzione di una sala conferenze o di una galleria artistica. Il professionista incaricato dall'Ente suggeriva di sopperire ad una carenza della struttura Darsena: un ufficio di ricezione e direzione di banchina in prossimità degli ormeggi e, per il personale di servizio, locali attrezzati per spogliatoi e depositi.
Il progetto ipotizzato da Romanelli prevedeva, nel tempo massimo di 330 giorni, un totale restyling della piattaforma mediante la sostituzione ed il ripristino delle componenti ammalorate e senza stravolgere l'attuale distribuzione degli spazi interni. L'amministrazione adesso potrà pensare al da farsi sulla base di una soluzione (dimenticata) concreta.