Piazza Gradenigo, lavori in dirittura d'arrivo: iniziata la piantumazione dei nuovi alberi. Prossima l'inaugurazione
Ferrante: "Segnale di rinascita dopo giorni difficili". L'emozione di Cirillo (ideatore del progetto nel 2018): "Una dedica a mio padre Antonio, che amava questa piazza"
mercoledì 14 gennaio 2026
11.00
Ferrante: "Segnale di rinascita dopo giorni difficili". L'emozione di Cirillo (ideatore del progetto nel 2018): "Una dedica a mio padre Antonio, che amava questa piazza". Il volto di Piazza Gradenigo (nota ai tranesi come Sant'Agostino) sta per cambiare definitivamente. I lavori di riqualificazione, avviati nell'aprile 2025 e dal valore complessivo di 958 mila euro, sono entrati ufficialmente nella fase finale. Dopo l'approvazione dell'ultima variante a novembre, il cantiere si avvia verso il traguardo: manca solo la posa della pavimentazione drenante e le rifiniture, con l'inaugurazione del primo stralcio prevista per il mese di marzo. Intanto, proprio in queste ore, è iniziata l'operazione più attesa dai residenti: la piantumazione dei nuovi alberi. Si tratta di 24 nuove essenze selezionate specificamente per evitare i problemi strutturali causati in passato dalle radici dei vecchi pini, garantendo così longevità alla nuova pavimentazione e sicurezza ai pedoni.
Un cantiere complesso: tra archeologia e vincoli
Il percorso per trasformare un'area a lungo degradata in una moderna cerniera pedonale tra il centro storico e la città ottocentesca non è stato privo di ostacoli. Durante gli scavi sono emersi imprevisti significativi, come il rinvenimento di una cisterna e i resti di una vecchia fontana, che hanno imposto stop e modifiche. Determinante è stato il dialogo con la Soprintendenza, che ha richiesto varianti progettuali per tutelare e valorizzare la visuale prospettica sulla chiesa e sul monastero di Sant'Agostino, portando a una revisione del verde e dell'assetto generale. Il progetto finale, curato dalla ditta Arké di Altamura, consegnerà alla città uno spazio con pavimentazioni drenanti, nuova illuminazione, la chiusura al traffico di via Pedaggio Santa Chiara, una fontana ornamentale e aree attrezzate per eventi.
Ferrante: "Nuove radici, nuovo ottimismo"
L'assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ferrante, ha salutato l'avvio delle piantumazioni con un messaggio di speranza, leggendo nel cantiere che avanza un significato che va oltre l'urbanistica, soprattutto dopo le recenti criticità legate al maltempo in città. "Un segnale di rinascita", ha sintetizzato l'assessore sui social, sottolineando il valore simbolico di "nuove radici che non entrano in conflitto ma danno nuovo respiro". Per Ferrante, il completamento della piazza rappresenta un'iniezione di fiducia e ottimismo per l'intera comunità.
L'emozione di Luigi Cirillo e la dedica al padre
C'è poi un aspetto umano e politico che lega quest'opera a Luigi Cirillo, Capogruppo di 'Prima di Tutto Trani'. La riqualificazione di Piazza Gradenigo fu infatti una sua intuizione nel 2018, quando da Consigliere Delegato al Centro Storico promosse il concorso di idee che oggi sta diventando realtà. "Tutto arriva per chi sa attendere", ha commentato Cirillo, annunciando che al termine di questo stralcio si partirà con la riqualificazione della restante parte della piazza. Ma al di là della soddisfazione amministrativa, Cirillo affida al momento un ricordo intimo e commosso: "Il primo pensiero va a mio padre Antonio , fondatore del circolo Tobagi. Amava questa piazza e avrebbe voluto vederla finita. È uno spazio dove molti di noi, io stesso, ricordano di aver trascorso momenti sereni in gioventù". Un cerchio che si chiude, dunque, restituendo a Trani non solo un luogo fisico, ma un pezzo della sua memoria collettiva.
Un cantiere complesso: tra archeologia e vincoli
Il percorso per trasformare un'area a lungo degradata in una moderna cerniera pedonale tra il centro storico e la città ottocentesca non è stato privo di ostacoli. Durante gli scavi sono emersi imprevisti significativi, come il rinvenimento di una cisterna e i resti di una vecchia fontana, che hanno imposto stop e modifiche. Determinante è stato il dialogo con la Soprintendenza, che ha richiesto varianti progettuali per tutelare e valorizzare la visuale prospettica sulla chiesa e sul monastero di Sant'Agostino, portando a una revisione del verde e dell'assetto generale. Il progetto finale, curato dalla ditta Arké di Altamura, consegnerà alla città uno spazio con pavimentazioni drenanti, nuova illuminazione, la chiusura al traffico di via Pedaggio Santa Chiara, una fontana ornamentale e aree attrezzate per eventi.
Ferrante: "Nuove radici, nuovo ottimismo"
L'assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ferrante, ha salutato l'avvio delle piantumazioni con un messaggio di speranza, leggendo nel cantiere che avanza un significato che va oltre l'urbanistica, soprattutto dopo le recenti criticità legate al maltempo in città. "Un segnale di rinascita", ha sintetizzato l'assessore sui social, sottolineando il valore simbolico di "nuove radici che non entrano in conflitto ma danno nuovo respiro". Per Ferrante, il completamento della piazza rappresenta un'iniezione di fiducia e ottimismo per l'intera comunità.
L'emozione di Luigi Cirillo e la dedica al padre
C'è poi un aspetto umano e politico che lega quest'opera a Luigi Cirillo, Capogruppo di 'Prima di Tutto Trani'. La riqualificazione di Piazza Gradenigo fu infatti una sua intuizione nel 2018, quando da Consigliere Delegato al Centro Storico promosse il concorso di idee che oggi sta diventando realtà. "Tutto arriva per chi sa attendere", ha commentato Cirillo, annunciando che al termine di questo stralcio si partirà con la riqualificazione della restante parte della piazza. Ma al di là della soddisfazione amministrativa, Cirillo affida al momento un ricordo intimo e commosso: "Il primo pensiero va a mio padre Antonio , fondatore del circolo Tobagi. Amava questa piazza e avrebbe voluto vederla finita. È uno spazio dove molti di noi, io stesso, ricordano di aver trascorso momenti sereni in gioventù". Un cerchio che si chiude, dunque, restituendo a Trani non solo un luogo fisico, ma un pezzo della sua memoria collettiva.