Ponte Lama, Tonia Spina (FDI) affonda il colpo: “Ritardi, disagi e silenzi. Ora in Commissione si dica la verità”

Richiesta di un’audizione urgente in V Commissione regionale

venerdì 20 febbraio 2026 5.50
A cura di Tonino Lacalamita
La pazienza è finita. Sul Ponte Lama – chiuso da mesi, con disagi crescenti e un cantiere che procede a singhiozzo – arriva la stoccata della consigliera regionale di Fratelli d'Italia Tonia Spina, che chiede un'audizione urgente in V Commissione per fare luce su ciò che finora non è stato chiarito: a che punto sono davvero i lavori e perché il cronoprogramma sembra già saltato. Tonia Spina vuole in Commissione il sindaco di Bisceglie, i tecnici e la ditta esecutrice. Una convocazione che suona come un ultimatum: "Sono arrivate segnalazioni di rallentamenti e scostamenti rispetto ai tempi previsti. La chiusura del ponte sta creando disagi enormi a cittadini e attività produttive. Serve verificare puntualmente lo stato dell'intervento e le eventuali criticità". Una richiesta che intercetta il malumore crescente di due città che, da settembre, vivono una frattura fisica e simbolica: Trani e Bisceglie tagliate in due, mezzi di soccorso costretti a deviazioni sulla SS16 bis, commerci penalizzati, turismo rallentato. E una polemica istituzionale mai sopita tra i sindaci Bottaro e Angarano.

Dai proclami del 27 settembre 2025 alla realtà del cantiere - Il 27 settembre 2025, sul Ponte Lama, era stato presentato un progetto definito "storico" dal sindaco Angarano: due anni di lavori, 5 milioni di euro dal MIT trasferiti alla Regione Puglia, più un cofinanziamento comunale, per un intervento radicale di consolidamento e rifunzionalizzazione della struttura bisceglieviva.it. Un ponte di oltre 200 anni, con criticità note sin dalla sua costruzione, da restaurare e trasformare: nuova soletta carrabile più larga, percorsi ciclo‑pedonali, impalcato in acciaio su isolatori sismici, rinforzo delle pile e delle volte. Un'opera complessa, certo, ma presentata come finalmente avviata dopo quarant'anni di attese.
Oggi, però, la narrazione è cambiata. E non per colpa dei cittadini.

Disagi reali, risposte assenti - La chiusura del ponte – annunciata come temporanea e "necessaria" – si è trasformata tuttavia in un calvario quotidiano. Le alternative viarie non reggono, i tempi di percorrenza si allungano, i mezzi di soccorso segnalano ritardi negli interventi. Le associazioni di categoria parlano di danni economici, i movimenti civici denunciano opacità, e da Trani il sindaco Bottaro ha più volte chiesto aggiornamenti puntuali. Risultato: nessuno sa quando il ponte riaprirà. E questo, per un'infrastruttura strategica tra due città distanti appena cinque chilometri, è semplicemente inaccettabile.

Ora la Regione deve mettere tutto sul tavolo - La mossa di Tonia Spina costringe la politica regionale a uscire dall'ambiguità. L'audizione richiesta in V Commissione non sarà una formalità: servirà a capire se il cantiere procede, se ci sono problemi tecnici o amministrativi, se i fondi sono stati utilizzati correttamente e soprattutto se i tempi annunciati nel 2025 sono ancora credibili. La comunità di Trani e Bisceglie non chiede miracoli., chiede trasparenza, serietà e un cronoprogramma reale, non da conferenza stampa. Il Ponte Lama non è un simbolo: è una necessità quotidiana. E il tempo delle rassicurazioni è scaduto.