Porta a porta, il Comitato del "no": «Occorre un'altra proroga sino al termine dell'emergenza sanitaria»
Per il direttivo la modalità di raccolta «va rivista nelle modalità operative se non bandita»
lunedì 12 ottobre 2020
Se il Sindaco di Trani ha attribuito le cause del primo rinvio della raccolta porta a porta alla emergenza sanitaria, è evidente che il servizio non potrà essere avviato; se il Sindaco ha giustificato il secondo rinvio per le difficoltà del personale AMIU impegnato, giustamente, nelle igienizzazioni e sanificazioni, occorrerà un'altra proroga sino alla fine dell'emergenza sanitaria, allo stato, prevista per il 31 gennaio 2021, considerato l'aumento dei contagi.
L'Istituto superiore di sanità (ISS) e il Consiglio SNPA (Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente), in tempo di COVID, sono intervenuti raccomandando di smaltire quotidianamente mascherine, guanti e dispositivi di protezione esponendoli in appositi contenitori dedicati da gestire separatamente (rapporto ISS Covid 19 n.26/2020) e di organizzare contenitori in prossimità delle uscite dal luogo di lavoro.
Al di là della pedissequa applicazione delle raccomandazioni, risulta evidente il rischio a carico sia degli operatori che dei cittadini derivante dal conferimento dei dispositivi di protezione di cui non abbiamo sentito parlare.
Non è possibile che il rischio del contagio sia conclamato per gli assembramenti di persone e non lo sia altrettanto tanto per gli accumuli dei rifiuti sulle strade. Nutriamo, altresì, dubbi e perplessità sulle modalità della raccolta porta a porta.
Non si comprende il motivo di tanto sperpero di plastica e di danaro pubblico per i mastelli consegnati nelle singole abitazioni nei fabbricati, con più di otto unità, dove il conferimento è previsto che venga effettuato nei cassonetti condominiali.
Nelle città di Corato e di Bisceglie, ad esempio, il cassonetto "condominiale" è una mera facoltà dei condomini i quali conferiscono i rifiuti sulla via pubblica secondo la tipologia ed il calendario previsto senza spese aggiuntive a loro carico.
L'AMIU o il Comune di Trani devono anche chiarire perché è stato posto l'obbligo a carico dei condominii di tenere tanti cassonetti condominiali all'interno delle proprietà comuni per esporli sulla via pubblica nei giorni e nelle ore previsti nel calendario, imponendo ogni spesa ed onere per spostamento e lavaggio ad esclusivo carico dei cittadini che già pagano profumatamente la TARSU.
Un'altra evidente lacuna del porta a porta concerne le utenze non domestiche della zona sperimentale dove il porta a porta viene attuato da anni.
Secondo quanto previsto nella ordinanza sindacale n.2 del 25.02.2019, gli utenti dovranno esporre le attrezzature per la raccolta dell'organico e degli imballaggi di cartone dalle 15.00 alle 16.00 del giorno di raccolta. Dopo la raccolta da parte degli operatori AMIU, tutti i contenitori dedicati alle suddette frazioni dovranno essere rimossi, a cura degli utenti, dal suolo pubblico e riportati all'interno delle proprie attività commerciali.
Ciò naturalmente non avviene essendo i bidoncini esposti in strada per l'intera giornata anche con improvvisati gabbiotti inglobanti. Cosa accadrà quando verranno intensificati i controlli?
Evidentemente gli esercenti non sono consapevoli delle conseguenze del porta a porta (ad Andria stanno fioccando multe salatissime!). Non è questo il momento della introduzione della raccolta porta a porta che va completamente rivista nelle modalità operative se non bandita in favore di una seria ed adeguata raccolta differenziata stradale.
Comitato Trani No alla Raccolta Porta a Porta, per il Direttivo Avv. Alessandro Moscatelli
L'Istituto superiore di sanità (ISS) e il Consiglio SNPA (Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente), in tempo di COVID, sono intervenuti raccomandando di smaltire quotidianamente mascherine, guanti e dispositivi di protezione esponendoli in appositi contenitori dedicati da gestire separatamente (rapporto ISS Covid 19 n.26/2020) e di organizzare contenitori in prossimità delle uscite dal luogo di lavoro.
Al di là della pedissequa applicazione delle raccomandazioni, risulta evidente il rischio a carico sia degli operatori che dei cittadini derivante dal conferimento dei dispositivi di protezione di cui non abbiamo sentito parlare.
Non è possibile che il rischio del contagio sia conclamato per gli assembramenti di persone e non lo sia altrettanto tanto per gli accumuli dei rifiuti sulle strade. Nutriamo, altresì, dubbi e perplessità sulle modalità della raccolta porta a porta.
Non si comprende il motivo di tanto sperpero di plastica e di danaro pubblico per i mastelli consegnati nelle singole abitazioni nei fabbricati, con più di otto unità, dove il conferimento è previsto che venga effettuato nei cassonetti condominiali.
Nelle città di Corato e di Bisceglie, ad esempio, il cassonetto "condominiale" è una mera facoltà dei condomini i quali conferiscono i rifiuti sulla via pubblica secondo la tipologia ed il calendario previsto senza spese aggiuntive a loro carico.
L'AMIU o il Comune di Trani devono anche chiarire perché è stato posto l'obbligo a carico dei condominii di tenere tanti cassonetti condominiali all'interno delle proprietà comuni per esporli sulla via pubblica nei giorni e nelle ore previsti nel calendario, imponendo ogni spesa ed onere per spostamento e lavaggio ad esclusivo carico dei cittadini che già pagano profumatamente la TARSU.
Un'altra evidente lacuna del porta a porta concerne le utenze non domestiche della zona sperimentale dove il porta a porta viene attuato da anni.
Secondo quanto previsto nella ordinanza sindacale n.2 del 25.02.2019, gli utenti dovranno esporre le attrezzature per la raccolta dell'organico e degli imballaggi di cartone dalle 15.00 alle 16.00 del giorno di raccolta. Dopo la raccolta da parte degli operatori AMIU, tutti i contenitori dedicati alle suddette frazioni dovranno essere rimossi, a cura degli utenti, dal suolo pubblico e riportati all'interno delle proprie attività commerciali.
Ciò naturalmente non avviene essendo i bidoncini esposti in strada per l'intera giornata anche con improvvisati gabbiotti inglobanti. Cosa accadrà quando verranno intensificati i controlli?
Evidentemente gli esercenti non sono consapevoli delle conseguenze del porta a porta (ad Andria stanno fioccando multe salatissime!). Non è questo il momento della introduzione della raccolta porta a porta che va completamente rivista nelle modalità operative se non bandita in favore di una seria ed adeguata raccolta differenziata stradale.
Comitato Trani No alla Raccolta Porta a Porta, per il Direttivo Avv. Alessandro Moscatelli