Primarie del centrosinistra a Trani, gongolano i renziani
«Il Pd regionale si faccia l’ennesimo esame di coscienza». Clima elettrico al termine dello spoglio delle schede
lunedì 26 novembre 2012
10.24
Clima elettrico al termine dello spoglio delle schede che hanno decretato su Trani il successo di Matteo Renzi. Certo, conta il dato nazionale (si va al ballottaggio con Bersani avanti di un bel po') ma chi ha sostenuto in città il sindaco di Firenze non nasconde l'entusiasmo. Fabrizio Ferrante è il primo a mostrare i muscoli: «Questo risultato dimostra ciò che noi sosteniamo da tempo, ossia che gli italiani vogliono un Pd ed un centrosinistra diverso da quello attuale, soprattutto nei suoi interpreti. A Trani, numeri alla mano, abbiamo dimostrato che il problema del centrosinistra non eravamo noi ma qualcun altro. Quanto alla corsa di Renzi, siamo fiduciosi in vista del ballottaggio. In due mesi abbiamo fatto una vera impresa e non è finita qui».
Tommaso Laurora è ancora più esplicito. «Mi auguro che la segreteria regionale del Pd analizzi con estrema attenzione il risultato per farsi l'ennesimo esame di coscienza. Gli ex Pd, ora confluiti in una lista civica, sono riusciti ancora una volta a far meglio del Pd. Non è una provocazione ma un dato di fatto».
Maurizio Di Palma, segretario cittadino del partito Democratico, non la pensa così: «Abbiamo lasciato ai nostri iscritti massima libertà di voto. Fra noi c'è chi ha votato Bersani, chi Renzi, chi Vendola. Non eravamo in competizione con nessuno. Le primarie dovevano essere una grande festa di partecipazione popolare, così è stato. Il dato che più ci interessa è che la gente abbia dimostrato di volere un'alternativa al governo del Paese».
Le primarie si sono rivelate vere e partecipate. Inevitabile ripensare al recente passato ed alle ultime amministrative. «Non facciamo raffronti – dice Di Palma – perché i contesti sono differenti. Probabilmente andavano fatte ma con tutti, con delle regole e senza fughe in avanti». Laurora replica: «Avevamo proposto di rifarle accettando qualsiasi regola. La verità è che per il piccio di qualcuno si è deciso di spaccare una coalizione che avrebbe senz'altro vinto». Diverso il pensiero del capogruppo consiliare del Pd, Mimmo De Laurentis: «Queste primarie sono vere e partecipate, quelle celebrate a Trani furono indette da una sola persona e giocate in solitario. La differenza è tutta qui».
Ricostruire il rapporto sarà difficile. «Al momento non ci sono i presupposti» taglia corto Tommaso Laurora. Più possibilista Domenico Catania, responsabile del comitato pro Renzi. «Personalmente mi sento ancora parte del Pd, purtroppo ci hanno costretto a cambiare strada. Per tornare a dialogare ci sarebbe solo una soluzione: la rottamazione di chi in questi anni ha gestito malissimo il partito sul territorio, a Trani e nelle altre città della Provincia. Detto questo, desidero ringraziare l'attuale segreteria del Pd per la disponibilità mostrata durante l'organizzazione delle primarie, compito mai semplice da espletare. Almeno su questo non abbiamo avuto problemi e divergenze. Quanto al risultato, dimostra lo straordinario lavoro del nostro comitato pro Renzi, fra i primi a partire in Puglia. Era il minimo che potessimo fare visto che il sindaco di Firenze nel recentissimo passato ci è stato davvero vicino»
Tommaso Laurora è ancora più esplicito. «Mi auguro che la segreteria regionale del Pd analizzi con estrema attenzione il risultato per farsi l'ennesimo esame di coscienza. Gli ex Pd, ora confluiti in una lista civica, sono riusciti ancora una volta a far meglio del Pd. Non è una provocazione ma un dato di fatto».
Maurizio Di Palma, segretario cittadino del partito Democratico, non la pensa così: «Abbiamo lasciato ai nostri iscritti massima libertà di voto. Fra noi c'è chi ha votato Bersani, chi Renzi, chi Vendola. Non eravamo in competizione con nessuno. Le primarie dovevano essere una grande festa di partecipazione popolare, così è stato. Il dato che più ci interessa è che la gente abbia dimostrato di volere un'alternativa al governo del Paese».
Le primarie si sono rivelate vere e partecipate. Inevitabile ripensare al recente passato ed alle ultime amministrative. «Non facciamo raffronti – dice Di Palma – perché i contesti sono differenti. Probabilmente andavano fatte ma con tutti, con delle regole e senza fughe in avanti». Laurora replica: «Avevamo proposto di rifarle accettando qualsiasi regola. La verità è che per il piccio di qualcuno si è deciso di spaccare una coalizione che avrebbe senz'altro vinto». Diverso il pensiero del capogruppo consiliare del Pd, Mimmo De Laurentis: «Queste primarie sono vere e partecipate, quelle celebrate a Trani furono indette da una sola persona e giocate in solitario. La differenza è tutta qui».
Ricostruire il rapporto sarà difficile. «Al momento non ci sono i presupposti» taglia corto Tommaso Laurora. Più possibilista Domenico Catania, responsabile del comitato pro Renzi. «Personalmente mi sento ancora parte del Pd, purtroppo ci hanno costretto a cambiare strada. Per tornare a dialogare ci sarebbe solo una soluzione: la rottamazione di chi in questi anni ha gestito malissimo il partito sul territorio, a Trani e nelle altre città della Provincia. Detto questo, desidero ringraziare l'attuale segreteria del Pd per la disponibilità mostrata durante l'organizzazione delle primarie, compito mai semplice da espletare. Almeno su questo non abbiamo avuto problemi e divergenze. Quanto al risultato, dimostra lo straordinario lavoro del nostro comitato pro Renzi, fra i primi a partire in Puglia. Era il minimo che potessimo fare visto che il sindaco di Firenze nel recentissimo passato ci è stato davvero vicino»