«Primarie, la differenza l’ha fatta la gente comune»
Pdl, aria tesa. Antonello Ruggiero: «La vittoria di Riserbato firmata dal popolo». Parla il segretario cittadino de La Puglia prima di tutto
sabato 3 marzo 2012
12.43
Giorni caldi in casa Pdl. Il dopo primarie e la vittoria di Gigi Riserbato (Puglia prima di tutto) hanno aperto il fronte delle polemiche, neanche troppo velate. Prima Troysi in Consiglio comunale («Ha perso il partito, non il candidato»), poi i manifesti di ringraziamento con stoccata polemica dello sconfitto Di Marzio («I miei, voti liberi e leali») sono spie piuttosto evidenti del malumore esploso dopo domenica e che potrebbe avere delle ripercussioni nelle prossime settimane quando si dovrà andare a comporre la lista elettorale.
Antonello Ruggiero, segretario cittadino de La Puglia prima di tutto, non ci sta. Senza alzare i toni, Ruggiero sottolinea che «la differenza di voti tra i due candidati l'ha fatta il popolo e non certo i partiti». «I partiti – spiega Ruggiero – hanno controllato i voti fino ad un certo punto. Riserbato ha vinto perché c'è stata una grande spinta in suo favore della gente comune, slegata dai partiti. Di conseguenza, non credo ci sia stata una sconfitta del Pdl né una vittoria de La Puglia prima di tutto. Ritengo sia offensivo bollare il dato come un risultato prettamente politico, sminuirebbe ciò che è accaduto, ossia una grande affermazione popolare del nostro candidato che di certo non partiva con i favori del pronostico vista la differenza delle forze in campo».
Antonello Ruggiero, segretario cittadino de La Puglia prima di tutto, non ci sta. Senza alzare i toni, Ruggiero sottolinea che «la differenza di voti tra i due candidati l'ha fatta il popolo e non certo i partiti». «I partiti – spiega Ruggiero – hanno controllato i voti fino ad un certo punto. Riserbato ha vinto perché c'è stata una grande spinta in suo favore della gente comune, slegata dai partiti. Di conseguenza, non credo ci sia stata una sconfitta del Pdl né una vittoria de La Puglia prima di tutto. Ritengo sia offensivo bollare il dato come un risultato prettamente politico, sminuirebbe ciò che è accaduto, ossia una grande affermazione popolare del nostro candidato che di certo non partiva con i favori del pronostico vista la differenza delle forze in campo».