Processo Fitch: l'agenzia comunicò il declassamento a giornali e tv

Nell'udienza di oggi la deposizione dei consulenti della Procura

mercoledì 27 gennaio 2016 12.12
Si è tenuta questa mattina una nuova udienza del processo all'analista di Fitch, David Willmoth Riley, accusato dalla Procura di Trani di manipolazione di mercato. L'accusa - rappresentata dal pm Michele Ruggiero - ha rinunciato all'esame di alcuni testi (cioè la dirigente del Mef Maria Cannata, il presidente di Consob Giuseppe Vegas e il funzionario Neomisio Susi) acquisendo le loro precedenti dichiarazioni. L'udienza ha visto la deposizione di un sottufficiale della guardia di finanza di Bari, che si è occupato delle indagini sull'agenzia di rating.

Come ha spiegato in aula, l'indagine è nata come costola dell'inchiesta già aperta sulle altre agenzie di rating americane, che in più occasioni già dal 2010 avevano proceduto a emettere giudizi negativi sulla tenuta economica dell'Italia o al suo declassamento. In particolare alcuni analisti di Fitch, nel gennaio 2012, avevano annunciato declassamenti (ai giornali o addirittura durante la trasmissione tv Ballaro') del Paese senza aver fatto alcuna comunicazione ufficiale di declassamento al Governo. Questa avvenne solo il 27 gennaio.

Hanno poi deposto i consulenti della Procura, gli economisti Donato Masciandaro (università Bocconi) e Giovanni Ferri (Lumsa). Tra le altre cose i due consulenti hanno dovuto analizzare l'effetto delle comunicazioni non ufficiali, avvenute cioè al di fuori di quelle istituzionali: il rating watch negativo del 16 dicembre e il declassamento ufficiale del 27 gennaio 2012. "Le esternazioni fatte ci sembra siano state una violazione della normativa", hanno detto in aula i due periti. Il processo è stato aggiornato alle udienze del 21 aprile e del 9 giugno.