Progetto Policoro: il sogno di don Mario Operti per i giovani disoccupati del Sud
Disponibile il bando per l'assegnazione delle borse di studio
lunedì 7 maggio 2018
Il Progetto Policoro è il sogno di don Mario Operti per i giovani disoccupati del Sud. Questo sogno è diventato realtà, germogliando come speranza nei cuori di tanti giovani del Paese. Il Progetto nasce dall'esigenza di dare una concreta risposta al problema della disoccupazione. Il nome è dovuto alla città nella quale i vescovi di Puglia, Basilicata e Calabria si sono incontrati (Policoro). Esso inoltre si fonda su tre principi cardine: GIOVANI – VANGELO – LAVORO cercando di giungere ad una nuova visione di lavoro basata sull'uomo piuttosto che sul lavoratore realizzata mediante l'evangelizzazione e realizzata su misura per i giovani, diretti interessati del dilagante problema della disoccupazione.
L'intuizione fondamentale del Progetto, ricchezza della Chiesa Cattolica offerta a tutto il Paese, è la collaborazione tra soggetti diversi per un unico impegno: l'evangelizzazione. Il metodo è quello di imparare a lavorare insieme (a livello nazionale, regionale, diocesano) seguendo un progetto comune; lo stile è quello di aiutarsi a crescere insieme nel rispetto reciproco delle specificità e competenze, nella solidarietà e nella comunione; la virtù cristiana che lo sostiene è la speranza. La collaborazione tra diversi uffici pastorali stimola la sinergia tra associazioni e organizzazioni presenti sul territorio e li spinge a operare in reciprocità con i diversi territori del Nord e del Sud. Attraverso un metodo globale (evangelizzazione, formazione, gesti concreti di solidarietà e di reciprocità) che investe la persona nella sua interezza e la società nelle diverse realtà (ecclesiale, istituzionale, associativa) si realizzano così opere concrete, capaci di far germogliare speranza e sviluppo.
In ogni diocesi il Progetto rappresenta una novità e un'opportunità per la diocesi stessa, un lavoro di sinergia fra uffici diversi: l'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il Servizio Nazionale di pastorale giovanile e la Caritas Italiana, solitamente non abituati a lavorare insieme su un progetto di grande respiro; novità per i territori che sperimentano una Chiesa locale presente nell'ambito del lavoro nella prospettiva della speranza, del futuro, con particolare riferimento ai giovani.
Gli animatori di comunità sono laici responsabili che in profonda sintonia con le tre pastorali e le filiere delle associazioni agiscono per un'adeguata promozione del Progetto nella diocesi. Appare opportuno verificare che i giovani abbiano una formazione valoriale di base e sensibilità umana e sociale per attivare reti sul tema del lavoro.
Nell'arco temporale di tre anni, gli animatori svolgono i seguenti compiti:
- collaborare attivamente con le tre pastorali, di cui una svolge la funzione di tutor, al fine di rispettare la natura ecclesiale del Progetto e garantire il coinvolgimento sinergico delle pastorali;
- curare reti per lavorare insieme con le associazioni presenti sul territorio e che aderiscono alle filiere dell'evangelizzazione e della formazione;
- partecipare assieme agli altri animatori agli incontri formativi nazionali e regionali per crescere insieme nella consapevolezza ecclesiale e per offrire un servizio competente;
- acquisire informazioni utili per organizzarle e metterle a disposizione dei giovani e far crescere una maggiore consapevolezza circa le opportunità legislative (comunitarie, nazionali e regionali) relative alla possibilità di accesso nel mondo del lavoro;
- contrastare il "mito" del lavoro dipendente e del posto fisso e operare negli spazi dell'esclusione sociale e della disabilità per costruire nuova cittadinanza verso i soggetti deboli;
- assicurare un raccordo tra i giovani e i diversi soggetti, pubblici e del mondo associativo organizzato, in particolare di quelli coinvolti nel Progetto e orientare verso la realizzazione di gesti concreti (idea imprenditoriale e rapporti di reciprocità);
- scoprire e valorizzare le potenzialità dei giovani e delle risorse del territorio;
- coinvolgere negli scambi di reciprocità e solidarietà i gesti concreti già sviluppati sul territorio;
- garantire il servizio di animazione territoriale presso scuole, parrocchie e gruppi ecclesiali della diocesi, relativamente alle tematiche occupazionali;
- relazionare mensilmente e puntualmente sulle attività svolte in un'ottica educativa: per rendere conto del proprio operato (livello personale - trasparenza e legalità), per condividere ciò che si realizza e sviluppare nuove partecipazioni al Progetto (livello diocesano - collaborazione e condivisione), e per facilitare l'acquisizione complessiva del lavoro svolto sul territorio (livello nazionale - solidarietà e reciprocità);
- accompagnare l'animatore di comunità successivo in un graduale inserimento nelle attività della diocesi trasmettendogli il bagaglio relazionale ed esperienziale acquisito, a tal fine appare più utile partire con un impegno di 12 ore nel primo anno e di 24 ore nel secondo e nel terzo, ciò permette di valorizzare adeguatamente l'esperienza acquisita dall'animatore nella fase centrale e finale del suo percorso di formazione.
In allegato il modulo della domanda di partecipazione.
Per ogni altra informazione puoi scrivere a:
diocesi.trani@progettopolicoro.it
donmatteomar@libero.it
filanninoruggero@gmail.com
L'intuizione fondamentale del Progetto, ricchezza della Chiesa Cattolica offerta a tutto il Paese, è la collaborazione tra soggetti diversi per un unico impegno: l'evangelizzazione. Il metodo è quello di imparare a lavorare insieme (a livello nazionale, regionale, diocesano) seguendo un progetto comune; lo stile è quello di aiutarsi a crescere insieme nel rispetto reciproco delle specificità e competenze, nella solidarietà e nella comunione; la virtù cristiana che lo sostiene è la speranza. La collaborazione tra diversi uffici pastorali stimola la sinergia tra associazioni e organizzazioni presenti sul territorio e li spinge a operare in reciprocità con i diversi territori del Nord e del Sud. Attraverso un metodo globale (evangelizzazione, formazione, gesti concreti di solidarietà e di reciprocità) che investe la persona nella sua interezza e la società nelle diverse realtà (ecclesiale, istituzionale, associativa) si realizzano così opere concrete, capaci di far germogliare speranza e sviluppo.
In ogni diocesi il Progetto rappresenta una novità e un'opportunità per la diocesi stessa, un lavoro di sinergia fra uffici diversi: l'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il Servizio Nazionale di pastorale giovanile e la Caritas Italiana, solitamente non abituati a lavorare insieme su un progetto di grande respiro; novità per i territori che sperimentano una Chiesa locale presente nell'ambito del lavoro nella prospettiva della speranza, del futuro, con particolare riferimento ai giovani.
Gli animatori di comunità sono laici responsabili che in profonda sintonia con le tre pastorali e le filiere delle associazioni agiscono per un'adeguata promozione del Progetto nella diocesi. Appare opportuno verificare che i giovani abbiano una formazione valoriale di base e sensibilità umana e sociale per attivare reti sul tema del lavoro.
Nell'arco temporale di tre anni, gli animatori svolgono i seguenti compiti:
- collaborare attivamente con le tre pastorali, di cui una svolge la funzione di tutor, al fine di rispettare la natura ecclesiale del Progetto e garantire il coinvolgimento sinergico delle pastorali;
- curare reti per lavorare insieme con le associazioni presenti sul territorio e che aderiscono alle filiere dell'evangelizzazione e della formazione;
- partecipare assieme agli altri animatori agli incontri formativi nazionali e regionali per crescere insieme nella consapevolezza ecclesiale e per offrire un servizio competente;
- acquisire informazioni utili per organizzarle e metterle a disposizione dei giovani e far crescere una maggiore consapevolezza circa le opportunità legislative (comunitarie, nazionali e regionali) relative alla possibilità di accesso nel mondo del lavoro;
- contrastare il "mito" del lavoro dipendente e del posto fisso e operare negli spazi dell'esclusione sociale e della disabilità per costruire nuova cittadinanza verso i soggetti deboli;
- assicurare un raccordo tra i giovani e i diversi soggetti, pubblici e del mondo associativo organizzato, in particolare di quelli coinvolti nel Progetto e orientare verso la realizzazione di gesti concreti (idea imprenditoriale e rapporti di reciprocità);
- scoprire e valorizzare le potenzialità dei giovani e delle risorse del territorio;
- coinvolgere negli scambi di reciprocità e solidarietà i gesti concreti già sviluppati sul territorio;
- garantire il servizio di animazione territoriale presso scuole, parrocchie e gruppi ecclesiali della diocesi, relativamente alle tematiche occupazionali;
- relazionare mensilmente e puntualmente sulle attività svolte in un'ottica educativa: per rendere conto del proprio operato (livello personale - trasparenza e legalità), per condividere ciò che si realizza e sviluppare nuove partecipazioni al Progetto (livello diocesano - collaborazione e condivisione), e per facilitare l'acquisizione complessiva del lavoro svolto sul territorio (livello nazionale - solidarietà e reciprocità);
- accompagnare l'animatore di comunità successivo in un graduale inserimento nelle attività della diocesi trasmettendogli il bagaglio relazionale ed esperienziale acquisito, a tal fine appare più utile partire con un impegno di 12 ore nel primo anno e di 24 ore nel secondo e nel terzo, ciò permette di valorizzare adeguatamente l'esperienza acquisita dall'animatore nella fase centrale e finale del suo percorso di formazione.
In allegato il modulo della domanda di partecipazione.
Per ogni altra informazione puoi scrivere a:
diocesi.trani@progettopolicoro.it
donmatteomar@libero.it
filanninoruggero@gmail.com