Ricoverato fuori città, rischia di non poter votare: la denuncia di un cittadino tranese
Da giorni tra uffici e risposte negative per capire come esercitare il diritto di voto durante il ricovero
mercoledì 20 maggio 2026
10.30
Un cittadino residente a Trani, attualmente ricoverato presso l'ospedale "Dimiccoli" di Barletta, lancia un appello affinché venga fatta chiarezza sulle procedure che consentono ai cittadini ricoverati di esercitare il proprio diritto al voto nelle prossime consultazioni del 24 e 25 maggio.
Da giorni, racconta, sarebbe impegnato in una lunga serie di contatti con uffici e istituzioni per comprendere se e come poter votare, senza però riuscire a ottenere una soluzione concreta. Le risposte ricevute, riferisce, sarebbero state tutte negative, alcune anche difficili da comprendere.
Tra le motivazioni ricevute, vi sarebbe anche quella legata al fatto di non essere ricoverato nel comune di residenza, una spiegazione che il cittadino contesta con amarezza, ricordando come Trani non disponga di un ospedale e come il luogo del ricovero dipenda esclusivamente dalle esigenze sanitarie e non da una scelta personale.
«Nell'era dei computer e dell'intelligenza artificiale – sottolinea – sembra incredibile che un diritto così fondamentale e inalienabile possa scontrarsi con ostacoli burocratici apparentemente insormontabili».
Il cittadino chiede ora che il proprio caso possa arrivare all'attenzione degli organi competenti, affinché venga verificata la situazione e garantita la possibilità di esercitare un diritto costituzionalmente riconosciuto anche a chi, per motivi di salute, si trova temporaneamente lontano dal proprio comune di residenza.
Da giorni, racconta, sarebbe impegnato in una lunga serie di contatti con uffici e istituzioni per comprendere se e come poter votare, senza però riuscire a ottenere una soluzione concreta. Le risposte ricevute, riferisce, sarebbero state tutte negative, alcune anche difficili da comprendere.
Tra le motivazioni ricevute, vi sarebbe anche quella legata al fatto di non essere ricoverato nel comune di residenza, una spiegazione che il cittadino contesta con amarezza, ricordando come Trani non disponga di un ospedale e come il luogo del ricovero dipenda esclusivamente dalle esigenze sanitarie e non da una scelta personale.
«Nell'era dei computer e dell'intelligenza artificiale – sottolinea – sembra incredibile che un diritto così fondamentale e inalienabile possa scontrarsi con ostacoli burocratici apparentemente insormontabili».
Il cittadino chiede ora che il proprio caso possa arrivare all'attenzione degli organi competenti, affinché venga verificata la situazione e garantita la possibilità di esercitare un diritto costituzionalmente riconosciuto anche a chi, per motivi di salute, si trova temporaneamente lontano dal proprio comune di residenza.