Trani 2026, il Grande Gioco Civico. Moscatelli a De Feudis: "Sì all'unità, ma firma il patto anti-Galliano e anti-Marinaro"
L'avvocato di 'Articolo 97' risponde all'apertura: "Trattative possibili solo con un impegno scritto a restare fuori dalle coalizioni e il candidato Sindaco si sceglie subito"
domenica 29 marzo 2026
16.44
Il panorama politico tranese verso le amministrative del 2026 si arricchisce di un nuovo capitolo. Non è passata nemmeno una settimana dall'apertura mediatica dell'Avv. Sebastiano "Ninni" De Feudis verso le forze civiche alternative, parliamo della prof.ssa Angela Mercorio, candidato Sindaco di RispettiamoTrani, e dell'Avv. Alessandro Moscatelli, candidato Sindaco del movimento "Articolo 97", che quest'ultimo ha vouto chiarire la propria posizione e quella del movimento. Con una dichiarazione video che suona come una mossa scacchistica , Moscatelli ha chiarito alcuni aspetti della questione , trasformando la proposta di De Feudis in un test di coerenza politica e personale.
Il "Patto di Purezza Civica"
L'idea di un "polo civico" allargato, che unisca le forze di De Feudis, Articolo 97 e Rispettiamo Trani di Angela Mercorio, non è respinta a priori da Moscatelli. Anzi, ne riconosce l'interesse strategico. Ma la condizione posta è un vero e proprio sbarramento: la sottoscrizione di un impegno a non far parte, una volta creato il nuovo soggetto politico, della coalizione di centrosinistra guidata da Galliano, né di quella del Terzo Polo capitanata da Marinaro. "Solo in questi termini", scandisce Moscatelli, "si potrebbe pensare ad iniziare delle trattative per creare questo nuovo soggetto". È un veto totale e preventivo verso i blocchi di potere tradizionali e le loro ramificazioni. Moscatelli punta a blindare l'identità del polo civico come l'unica, vera alternativa "pulita" alle logiche di apparato che hanno governato la città.
Il Veto su Marinaro e il Test per De Feudis
Particolarmente duro è il passaggio sul Terzo Polo di Marinaro, che Moscatelli liquida con un netto: "a maggior ragione non dobbiamo considerare proprio". Una chiusura totale che marca una distanza siderale dall'ex Presidente del Consiglio Comunale. Ma il vero bersaglio strategico di questa mossa è proprio De Feudis. Pone un test sulla sua reale indipendenza. Avendo De Feudis un passato nel centrosinistra, Moscatelli lo costringe a una scelta di campo definitiva: o con il civismo puro e antisistema, "bruciando i ponti" con il passato, o fuori da questo progetto. Se De Feudis accetta, Moscatelli ottiene un alleato potente ma "depurato"; se rifiuta, Moscatelli potrà rivendicare la sua coerenza e denunciare la natura ambigua del progetto avversario.
Candidato e Leadership sul Tavolo
Moscatelli non si limita al veto. Chiede anche di "individuare nel giro di pochissimi giorni un candidato". Questo significa che l'unità non implica l'accettazione automatica della candidatura di De Feudis. La leadership del nuovo polo è oggetto di negoziazione e Moscatelli, forte della sua coerenza, rivendica il suo ruolo. L'accordo proposto è definito come "per questa fase", volto a unire le forze per battere i blocchi, pur rimanendo "liberi da condizionamenti". Una strategia che Moscatelli riassume efficacemente nella frase finale: "andare comunque da soli seppur insieme". Un'alleanza tattica per massimizzare il risultato, mantenendo la propria purezza identitaria.
Il Futuro del Civismo Tranese
Con questa mossa, Alessandro Moscatelli ha alzato notevolmente la posta. Ora la palla passa a Ninni De Feudis e ad Angela Mercorio. La loro risposta determinerà se il "Grande Gioco Civico" tranese porterà alla nascita di un polo unico e potente, capace di scuotere le fondamenta dei partiti tradizionali, o se il fronte anti-apparato resterà frammentato, a vantaggio delle coalizioni uscenti. Trani guarda con attenzione: la partita è aperta e si gioca a scacchi, non più a carte.
Il "Patto di Purezza Civica"
L'idea di un "polo civico" allargato, che unisca le forze di De Feudis, Articolo 97 e Rispettiamo Trani di Angela Mercorio, non è respinta a priori da Moscatelli. Anzi, ne riconosce l'interesse strategico. Ma la condizione posta è un vero e proprio sbarramento: la sottoscrizione di un impegno a non far parte, una volta creato il nuovo soggetto politico, della coalizione di centrosinistra guidata da Galliano, né di quella del Terzo Polo capitanata da Marinaro. "Solo in questi termini", scandisce Moscatelli, "si potrebbe pensare ad iniziare delle trattative per creare questo nuovo soggetto". È un veto totale e preventivo verso i blocchi di potere tradizionali e le loro ramificazioni. Moscatelli punta a blindare l'identità del polo civico come l'unica, vera alternativa "pulita" alle logiche di apparato che hanno governato la città.
Il Veto su Marinaro e il Test per De Feudis
Particolarmente duro è il passaggio sul Terzo Polo di Marinaro, che Moscatelli liquida con un netto: "a maggior ragione non dobbiamo considerare proprio". Una chiusura totale che marca una distanza siderale dall'ex Presidente del Consiglio Comunale. Ma il vero bersaglio strategico di questa mossa è proprio De Feudis. Pone un test sulla sua reale indipendenza. Avendo De Feudis un passato nel centrosinistra, Moscatelli lo costringe a una scelta di campo definitiva: o con il civismo puro e antisistema, "bruciando i ponti" con il passato, o fuori da questo progetto. Se De Feudis accetta, Moscatelli ottiene un alleato potente ma "depurato"; se rifiuta, Moscatelli potrà rivendicare la sua coerenza e denunciare la natura ambigua del progetto avversario.
Candidato e Leadership sul Tavolo
Moscatelli non si limita al veto. Chiede anche di "individuare nel giro di pochissimi giorni un candidato". Questo significa che l'unità non implica l'accettazione automatica della candidatura di De Feudis. La leadership del nuovo polo è oggetto di negoziazione e Moscatelli, forte della sua coerenza, rivendica il suo ruolo. L'accordo proposto è definito come "per questa fase", volto a unire le forze per battere i blocchi, pur rimanendo "liberi da condizionamenti". Una strategia che Moscatelli riassume efficacemente nella frase finale: "andare comunque da soli seppur insieme". Un'alleanza tattica per massimizzare il risultato, mantenendo la propria purezza identitaria.
Il Futuro del Civismo Tranese
Con questa mossa, Alessandro Moscatelli ha alzato notevolmente la posta. Ora la palla passa a Ninni De Feudis e ad Angela Mercorio. La loro risposta determinerà se il "Grande Gioco Civico" tranese porterà alla nascita di un polo unico e potente, capace di scuotere le fondamenta dei partiti tradizionali, o se il fronte anti-apparato resterà frammentato, a vantaggio delle coalizioni uscenti. Trani guarda con attenzione: la partita è aperta e si gioca a scacchi, non più a carte.