Trani, la funzione del Giudice di Pace è al limite: organici fermi e competenze in aumento
L'intervista esclusiva alla dott.ssa Angela Arbore, Presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Trani : “Senza personale amministrativo il rischio è la paralisi”
venerdì 20 febbraio 2026
6.55
Un ufficio nevralgico per un intero territorio, ma con un organico fermo. È questa, in sintesi, la fotografia scattata dalla dott.ssa Angela Arbore, presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Trani e magistrato addetto alla vigilanza e al coordinamento sugli uffici del Giudice di pace. L'allarme è chiaro: senza un intervento strutturale, nei prossimi mesi il rischio concreto è un ulteriore rallentamento – se non un vero e proprio inceppamento – della giustizia di prossimità.
Un ufficio "nevralgico" per quattro grandi comuni
L'ufficio del Giudice di pace di Trani non è un presidio qualunque. È l'unico direttamente collegato al Tribunale e serve un bacino di popolazione molto ampio, che comprende comuni come Ruvo di Puglia, Minervino Murge e Molfetta. In passato, questi centri avevano uffici autonomi, con piante organiche calibrate sulle esigenze locali. Con gli accorpamenti, però, il territorio servito è cresciuto, così come le competenze, mentre l'organico è rimasto sostanzialmente invariato. "Siamo al 60% di una pianta organica che risale al 1995 - sottolinea Arbore - pensionamenti e cessazioni di distacchi hanno progressivamente ridotto il personale all'osso".
Nel frattempo, le attribuzioni del Giudice di pace sono aumentate. Oggi è competente per cause di risarcimento fino a 50 mila euro e per sinistri stradali fino a 30 mila (che saliranno a 50 mila). E da ottobre è previsto un ulteriore ampliamento delle competenze. A fronte di questo carico crescente, i numeri sono già pesanti: quasi 2.500 fascicoli civili iscritti in un anno. "Già con questa situazione i tempi sono abbastanza lunghi", ammette la presidente della Sezione Lavoro. Il rischio è che la macchina si blocchi del tutto, con inevitabili ripercussioni sui cittadini: attese più lunghe, rinvii, difficoltà nell'accesso alla tutela dei diritti.
Una giustizia che regge "con soluzioni tampone"
Finora il sistema ha retto grazie a misure straordinarie: distacchi e applicazioni di personale resi possibili anche dalla solerzia della Corte d'Appello. Ma si tratta, appunto, di soluzioni temporanee. Il problema, evidenzia Arbore, non riguarda solo Trani. Situazioni analoghe si registrano in altre realtà italiane, da Brindisi a Busto Arsizio. L'emergenza appare diffusa, trasversale, indipendente dal contesto economico e sociale. Eppure, secondo la magistrata, l'efficienza della giustizia – in particolare quella di prossimità – non sembra essere tra le priorità dell'agenda politica. A breve sono attesi nuovi giudici onorari. Ma senza personale amministrativo a supporto, il loro apporto rischia di essere limitato. «L'amministrazione della giustizia è una squadra», spiega Arbore. «Se ci sono i magistrati ma manca il personale che li affianca, la produttività è fortemente condizionata». Senza cancellieri e assistenti, anche il giudice più efficiente non può garantire risposte tempestive.
Il primo baluardo per i cittadini
Il Giudice di Pace rappresenta spesso il primo – e talvolta l'unico – presidio cui il cittadino si rivolge. È la giustizia "di prossimità", quella che affronta le controversie quotidiane: incidenti stradali, piccoli risarcimenti, conflitti civili. Indebolire questa struttura significa rendere meno effettiva la tutela dei diritti. «La macchina della giustizia si regge quasi sempre sulla buona volontà dei suoi operatori – magistrati, personale amministrativo, avvocati», conclude Arbore. «Ma un presidio fondamentale dello Stato non può vivere solo di questo».
La coperta è corta, e da tutte le parti. Senza un intervento strutturale sugli organici, l'ufficio del Giudice di pace di Trani rischia di trasformarsi da baluardo di prossimità a simbolo di una giustizia fragile, che fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini.
Un ufficio "nevralgico" per quattro grandi comuni
L'ufficio del Giudice di pace di Trani non è un presidio qualunque. È l'unico direttamente collegato al Tribunale e serve un bacino di popolazione molto ampio, che comprende comuni come Ruvo di Puglia, Minervino Murge e Molfetta. In passato, questi centri avevano uffici autonomi, con piante organiche calibrate sulle esigenze locali. Con gli accorpamenti, però, il territorio servito è cresciuto, così come le competenze, mentre l'organico è rimasto sostanzialmente invariato. "Siamo al 60% di una pianta organica che risale al 1995 - sottolinea Arbore - pensionamenti e cessazioni di distacchi hanno progressivamente ridotto il personale all'osso".
Nel frattempo, le attribuzioni del Giudice di pace sono aumentate. Oggi è competente per cause di risarcimento fino a 50 mila euro e per sinistri stradali fino a 30 mila (che saliranno a 50 mila). E da ottobre è previsto un ulteriore ampliamento delle competenze. A fronte di questo carico crescente, i numeri sono già pesanti: quasi 2.500 fascicoli civili iscritti in un anno. "Già con questa situazione i tempi sono abbastanza lunghi", ammette la presidente della Sezione Lavoro. Il rischio è che la macchina si blocchi del tutto, con inevitabili ripercussioni sui cittadini: attese più lunghe, rinvii, difficoltà nell'accesso alla tutela dei diritti.
Una giustizia che regge "con soluzioni tampone"
Finora il sistema ha retto grazie a misure straordinarie: distacchi e applicazioni di personale resi possibili anche dalla solerzia della Corte d'Appello. Ma si tratta, appunto, di soluzioni temporanee. Il problema, evidenzia Arbore, non riguarda solo Trani. Situazioni analoghe si registrano in altre realtà italiane, da Brindisi a Busto Arsizio. L'emergenza appare diffusa, trasversale, indipendente dal contesto economico e sociale. Eppure, secondo la magistrata, l'efficienza della giustizia – in particolare quella di prossimità – non sembra essere tra le priorità dell'agenda politica. A breve sono attesi nuovi giudici onorari. Ma senza personale amministrativo a supporto, il loro apporto rischia di essere limitato. «L'amministrazione della giustizia è una squadra», spiega Arbore. «Se ci sono i magistrati ma manca il personale che li affianca, la produttività è fortemente condizionata». Senza cancellieri e assistenti, anche il giudice più efficiente non può garantire risposte tempestive.
Il primo baluardo per i cittadini
Il Giudice di Pace rappresenta spesso il primo – e talvolta l'unico – presidio cui il cittadino si rivolge. È la giustizia "di prossimità", quella che affronta le controversie quotidiane: incidenti stradali, piccoli risarcimenti, conflitti civili. Indebolire questa struttura significa rendere meno effettiva la tutela dei diritti. «La macchina della giustizia si regge quasi sempre sulla buona volontà dei suoi operatori – magistrati, personale amministrativo, avvocati», conclude Arbore. «Ma un presidio fondamentale dello Stato non può vivere solo di questo».
La coperta è corta, e da tutte le parti. Senza un intervento strutturale sugli organici, l'ufficio del Giudice di pace di Trani rischia di trasformarsi da baluardo di prossimità a simbolo di una giustizia fragile, che fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini.