Trani, l’affondo di Marinaro: «Giunta in continuità pura. Il PD fa il padrone con registi non tranesi» e sul rebus Presidenza: «Se la maggioranza va in frantumi su Ferrante, l'opposizione è pronta»
Reportage a due giorni dal primo Consiglio Comunale. Il leader civico smonta la narrazione di Galiano: «Un mese per partorire il passato chiederò conto di ogni singolo atto ammnistrativo»
martedì 14 luglio 2026
17.46
A meno di 48 ore dal primo Consiglio Comunale del 16 luglio, l'ex Presidente d'aula e leader civico Giacomo Marinaro si mette comodo e risponde a tutte le domande scomode in un'intervista senza filtri di Tonino Lacalamita
Nel silenzio strategico che precede il primo Consiglio Comunale, fissato per giovedì 16 luglio, Giacomo Marinaro sceglie di "mettersi comodo" per rispondere a una raffica di domande senza filtri. L'intervista audio si trasforma rapidamente in una radiografia della neonata amministrazione guidata da Marco Galiano. I temi sul tavolo sono caldissimi: la contestata continuità di una Giunta speculare alla precedente, il caos generato dallo "spacchettamento" delle deleghe (con il rischio di paralisi su settori chiave come la Polizia Locale, il SUAP e la viabilità), e la costruzione di un asse coordinato in un'opposizione che promette di essere durissima ma costruttiva. C'è spazio anche per i veleni interni al Partito Democratico, con un attacco frontale al senatore Francesco Boccia per le sue dichiarazioni in campagna elettorale, e per un clamoroso retroscena sulla Presidenza del Consiglio: con la maggioranza che rischia di impantanarsi nel segreto dell'urna sul nome di Fabrizio Ferrante: Marinaro non esclude un clamoroso ritorno sullo scranno più alto di Palazzo Palmieri qualora i franchi tiratori dovessero affondare i piani del sindaco.
La trappola della continuità: «Più di così, non saprei dove cercare» . La prima stoccata di Marinaro smonta sul nascere la narrazione della "discontinuità" sbandierata da Galiano in campagna elettorale. Per l'ex candidato sindaco, il nuovo esecutivo è nei fatti una restaurazione: «La campagna elettorale è partita dicendo che questa nuova amministrazione sarebbe stata completamente in discontinuità, poi durante la campagna questa discontinuità è andata a farsi un giro larghissimo, così largo che è chiaramente confluita in una continuazione pura della vecchia amministrazione con una giunta con sei noni di nomi già presenti nelle giunte precedenti».
Marinaro incalza sulla composizione politica del governo cittadino, facendo notare che lo stesso Sindaco ha blindato per sé lo stesso pacchetto di potere del suo predecessore: «Il Sindaco Galiano si è trattenuto le stesse identiche deleghe che aveva il Sindaco Bottaro. Più continuità di questa non saprei dov'altro cercare. Spero cambino radicalmente i modi di lavorare anche se, essendo gli stessi interpreti.. vedremo, magari mi sorprenderanno e sarò il primo a esserne contento».
Lo spacchettamento delle deleghe: «Chi firma la "Zona 30"?» . Da uomo di macchina amministrativa, Marinaro non accetta la giustificazione del "lavoro di squadra" avanzata dal Sindaco per spiegare la frammentazione delle deleghe. Dietro le quinte dello sdoppiamento dei ruoli, per il consigliere d'opposizione, si nasconde la paralisi burocratica: «O c'è il primus inter pares che dà una regolamentazione per tutti e quindi gli assessori possono anche non servire o diventano meri esecutori delle volontà del Sindaco, o se gli assessori devono lavorare hanno necessità di capire bene qual è il loro campo di gioco, perché non sarebbe corretto calpestare i piedi del collega».
Marinaro porta esempi concreti per far capire come il "caos delle competenze" ricadrà sulla vita dei cittadini, a partire dalle criticità della sicurezza stradale: «Ho fatto una richiesta ben precisa affinché sul basolato di Trani, ad esempio, a seguito di molti incidenti anche pericolosi, venga istituita la zona 30 km orari. La mia domanda è: chi la presenta? L'assessore della Polizia Municipale o l'assessore della viabilità? E in questo rimpallo, chi parla con il dirigente per farlo? A noi interessa il risultato. Mettere l'area 30 penso sia il minimo indispensabile, come in tutte le città d'Italia». Lo stesso dubbio si applica allo sviluppo economico: «Nel mio programma c'è l'urgenza di fare la gara sulla questione NCC, taxi e mezzi turistici. Chi la deve seguire? Abbiamo un assessore di riferimento per il SUAP? Non è ben chiaro».
L'opposizione si coordina: «Andare sparsi non paga». Sulle voci di una sponda comune con il centrodestra, Marinaro non si nasconde. L'obiettivo è un'azione d'aula che sia un blocco unico sui temi caldi del territorio, a partire dalle tutele sociali e dallo sport: «Io immagino che per lavorare al meglio in un'opposizione si debba, quanto meno, provare ad avere un asse, perché andare sparsi penso che non si ottenga mai nulla. Almeno sui principi generali più importanti io credo che si debba lavorare all'unisono in minoranza per essere da pungolo».
Nessun pregiudizio, però, ma un pragmatismo che lo vede già attivo fuori dai confini comunali: «Laddove bisognerà andare più pesanti con dei controlli e su delle scelte da non condividere saremo presenti e duri. Ma l'opposizione la vedo in maniera costruttiva: mi sto muovendo in prima persona per andare in Regione e capire dove sia finita la nostra richiesta di finanziamento di gennaio per il tensostatico. Ho scritto su come poter intervenire sulla curva dello stadio e dove reperire i fondi. Più propositivo di così non si può essere». Il primo scontro formale, tuttavia, avverrà sulle regole del gioco del Consiglio: «Il 16 ci apprestiamo a fare degli emendamenti. Sappiamo già che la vicepresidenza rimarrà appannaggio della maggioranza e che le commissioni non hanno la divisione proporzionale richiesta dal regolamento. Si va verso una suddivisione non costituzionale, decisa per 'analogia e consuetudine'. Ma a casa mia le leggi non si fanno così. Se si vuole il dialogo, bisogna dimostrarlo nei fatti, non a parole».
Il 16 luglio e il "Rebus Ferrante": l'ombra dei franchi tiratori. Il piatto forte del debutto a Palazzo Palmieri sarà l'elezione del Presidente del Consiglio. Il ritiro forzato di Tommaso Laurora e Donata Di Meo (entrati in Giunta) ha spinto la maggioranza verso Fabrizio Ferrante. Ma il voto segreto è un incognita che fa paura alla maggioranza: «Finora vedo solo un predominio totale e completo del PD - dice Marinaro - che la sta facendo da padrone, sta dettando tempi e leggi; oltretutto è una linea dettata da persone non tranesi e questo onestamente non me l'aspettavo. Mi aspettavo una reazione dagli altri membri della maggioranza, ma è evidente che sono tutti legati a filo doppio. La scelta su Fabrizio Ferrante penso fosse quella dovuta, ma è una scelta di copertura: fare il Presidente del Consiglio e non il Vice Sindaco è una mossa di tranquillità personale, perché è la seconda figura istituzionale del Comune e non può essere toccata a meno di gravissimi errori tecnici. Si è andato a blindare».
Marinaro, tuttavia, intravede crepe profonde dietro i 21 voti teorici della maggioranza: «In teoria i 21 voti ce li hanno, vediamo se la maggioranza regge. Le prime scelte sulla Giunta hanno creato non pochi problemi all'interno dei gruppi. Vediamo se i consiglieri comunali avranno il coraggio di alzare la testa o se si limiteranno a parlarne nei corridoi per poi chinare il capo in attesa di prebende future». E se il nome di Ferrante dovesse essere impallinato dal "fuoco amico" ed alla domanda su un suo clamoroso ritorno alla Presidenza con i voti dell'opposizione e dei dissidenti, Marinaro non chiude la porta: «Credo di aver ricoperto quel ruolo nel miglior modo possibile, non avrei nessun tipo di problema. Lo farei in una posizione ancora più di rilievo, facendo sì che forse per la prima volta davvero ci sia un Presidente del Consiglio dell'opposizione. Se ci sarà la richiesta saremo a disposizione, ma sarebbe tutto da discutere. Vediamo se giovedì la maggioranza tiene o meno».
I "cacicchi", il PD e la sfida a Boccia: «Dimostrerò che aveva torto» . La parte finale dell'intervista si sposta sulla politica nazionale e locale, con Marinaro che lancia la volata al suo progetto civico, «Siamo arrivati a 7.000 voti partendo da sotto zero in due mesi. L'obiettivo futuro è arrivare a 15.000 preferenze per vincere la prossima volta», e si toglie diversi sassolini dalle scarpe nei confronti dei vertici del Partito Democratico, a partire dal senatore Francesco Boccia: «Spero che la legge elettorale nazionale venga cambiata reinserendo le preferenze, per ridare centralità ai cittadini. Ormai gli onorevoli non li vediamo più, li subiamo solamente. Vediamo come uno dei nostri senatori abbia avuto il coraggio di venire sul palco in campagna elettorale ad insultare 7.000 elettori usando il mio nome. Eppure, nei miei 11 anni nel PD, non ha mai conosciuto il Presidente del Consiglio Comunale o il recordman dei voti del territorio. Ha conosciuto il mio nome solo quando gliel'hanno scritto per usarlo contro di me. Se questo è presidiare il territorio, preferisco di no».
Sulla definizione di "cacicco", la replica è ironica ed amara: «Il cacicco ero io? I cacicchi vengono chiamati tali a convenienza. Durante le elezioni devono stare in silenzio, obbedienti a testa bassa per portare i voti, ed essere disprezzati il giorno dopo. È una cosa meravigliosa la politica, soprattutto quella del PD. Preferisco essere un classico consigliere comunale tranquillo, amato dai cittadini e disprezzati dai senatori del PD. Al prossimo Consiglio Comunale chiederò conto di ogni singolo atto alla mano: il PD dovrà dimostrare che il senatore Boccia aveva ragione sul palco, io dimostrerò nei fatti che aveva torto».
LE CONCLUSIONI DEL REPORTAGE
L'intervista a Giacomo Marinaro certifica una realtà ineludibile per il sindaco Marco Galiano: la pacificazione sognata nella cerimonia di proclamazione della Giunta è durata meno del tempo di un post su Facebook. Giovedì 16 luglio, varcando la soglia di Palazzo Palmieri, il Sindaco si troverà di fronte un'opposizione che ha già iniziato a coordinarsi, guidata da un ex alleato che conosce a memoria ogni singola piega del regolamento comunale e del bilancio. La partita sulla Presidenza del Consiglio sarà il primo termometro della salute della maggioranza: se Ferrante passerà senza scossoni, Galiano potrà respirare; se nel segreto dell'urna dovesse levarsi il vento dei franchi tiratori della maggioranza esclusa dalle poltrone della Giunta, il nome di Giacomo Marinaro è già lì, pronto a essere speso come figura di garanzia d'aula: a Trani, la vera battaglia politica comincia giovedì sera. E nessuno farà sconti.
Nel silenzio strategico che precede il primo Consiglio Comunale, fissato per giovedì 16 luglio, Giacomo Marinaro sceglie di "mettersi comodo" per rispondere a una raffica di domande senza filtri. L'intervista audio si trasforma rapidamente in una radiografia della neonata amministrazione guidata da Marco Galiano. I temi sul tavolo sono caldissimi: la contestata continuità di una Giunta speculare alla precedente, il caos generato dallo "spacchettamento" delle deleghe (con il rischio di paralisi su settori chiave come la Polizia Locale, il SUAP e la viabilità), e la costruzione di un asse coordinato in un'opposizione che promette di essere durissima ma costruttiva. C'è spazio anche per i veleni interni al Partito Democratico, con un attacco frontale al senatore Francesco Boccia per le sue dichiarazioni in campagna elettorale, e per un clamoroso retroscena sulla Presidenza del Consiglio: con la maggioranza che rischia di impantanarsi nel segreto dell'urna sul nome di Fabrizio Ferrante: Marinaro non esclude un clamoroso ritorno sullo scranno più alto di Palazzo Palmieri qualora i franchi tiratori dovessero affondare i piani del sindaco.
La trappola della continuità: «Più di così, non saprei dove cercare» . La prima stoccata di Marinaro smonta sul nascere la narrazione della "discontinuità" sbandierata da Galiano in campagna elettorale. Per l'ex candidato sindaco, il nuovo esecutivo è nei fatti una restaurazione: «La campagna elettorale è partita dicendo che questa nuova amministrazione sarebbe stata completamente in discontinuità, poi durante la campagna questa discontinuità è andata a farsi un giro larghissimo, così largo che è chiaramente confluita in una continuazione pura della vecchia amministrazione con una giunta con sei noni di nomi già presenti nelle giunte precedenti».
Marinaro incalza sulla composizione politica del governo cittadino, facendo notare che lo stesso Sindaco ha blindato per sé lo stesso pacchetto di potere del suo predecessore: «Il Sindaco Galiano si è trattenuto le stesse identiche deleghe che aveva il Sindaco Bottaro. Più continuità di questa non saprei dov'altro cercare. Spero cambino radicalmente i modi di lavorare anche se, essendo gli stessi interpreti.. vedremo, magari mi sorprenderanno e sarò il primo a esserne contento».
Lo spacchettamento delle deleghe: «Chi firma la "Zona 30"?» . Da uomo di macchina amministrativa, Marinaro non accetta la giustificazione del "lavoro di squadra" avanzata dal Sindaco per spiegare la frammentazione delle deleghe. Dietro le quinte dello sdoppiamento dei ruoli, per il consigliere d'opposizione, si nasconde la paralisi burocratica: «O c'è il primus inter pares che dà una regolamentazione per tutti e quindi gli assessori possono anche non servire o diventano meri esecutori delle volontà del Sindaco, o se gli assessori devono lavorare hanno necessità di capire bene qual è il loro campo di gioco, perché non sarebbe corretto calpestare i piedi del collega».
Marinaro porta esempi concreti per far capire come il "caos delle competenze" ricadrà sulla vita dei cittadini, a partire dalle criticità della sicurezza stradale: «Ho fatto una richiesta ben precisa affinché sul basolato di Trani, ad esempio, a seguito di molti incidenti anche pericolosi, venga istituita la zona 30 km orari. La mia domanda è: chi la presenta? L'assessore della Polizia Municipale o l'assessore della viabilità? E in questo rimpallo, chi parla con il dirigente per farlo? A noi interessa il risultato. Mettere l'area 30 penso sia il minimo indispensabile, come in tutte le città d'Italia». Lo stesso dubbio si applica allo sviluppo economico: «Nel mio programma c'è l'urgenza di fare la gara sulla questione NCC, taxi e mezzi turistici. Chi la deve seguire? Abbiamo un assessore di riferimento per il SUAP? Non è ben chiaro».
L'opposizione si coordina: «Andare sparsi non paga». Sulle voci di una sponda comune con il centrodestra, Marinaro non si nasconde. L'obiettivo è un'azione d'aula che sia un blocco unico sui temi caldi del territorio, a partire dalle tutele sociali e dallo sport: «Io immagino che per lavorare al meglio in un'opposizione si debba, quanto meno, provare ad avere un asse, perché andare sparsi penso che non si ottenga mai nulla. Almeno sui principi generali più importanti io credo che si debba lavorare all'unisono in minoranza per essere da pungolo».
Nessun pregiudizio, però, ma un pragmatismo che lo vede già attivo fuori dai confini comunali: «Laddove bisognerà andare più pesanti con dei controlli e su delle scelte da non condividere saremo presenti e duri. Ma l'opposizione la vedo in maniera costruttiva: mi sto muovendo in prima persona per andare in Regione e capire dove sia finita la nostra richiesta di finanziamento di gennaio per il tensostatico. Ho scritto su come poter intervenire sulla curva dello stadio e dove reperire i fondi. Più propositivo di così non si può essere». Il primo scontro formale, tuttavia, avverrà sulle regole del gioco del Consiglio: «Il 16 ci apprestiamo a fare degli emendamenti. Sappiamo già che la vicepresidenza rimarrà appannaggio della maggioranza e che le commissioni non hanno la divisione proporzionale richiesta dal regolamento. Si va verso una suddivisione non costituzionale, decisa per 'analogia e consuetudine'. Ma a casa mia le leggi non si fanno così. Se si vuole il dialogo, bisogna dimostrarlo nei fatti, non a parole».
Il 16 luglio e il "Rebus Ferrante": l'ombra dei franchi tiratori. Il piatto forte del debutto a Palazzo Palmieri sarà l'elezione del Presidente del Consiglio. Il ritiro forzato di Tommaso Laurora e Donata Di Meo (entrati in Giunta) ha spinto la maggioranza verso Fabrizio Ferrante. Ma il voto segreto è un incognita che fa paura alla maggioranza: «Finora vedo solo un predominio totale e completo del PD - dice Marinaro - che la sta facendo da padrone, sta dettando tempi e leggi; oltretutto è una linea dettata da persone non tranesi e questo onestamente non me l'aspettavo. Mi aspettavo una reazione dagli altri membri della maggioranza, ma è evidente che sono tutti legati a filo doppio. La scelta su Fabrizio Ferrante penso fosse quella dovuta, ma è una scelta di copertura: fare il Presidente del Consiglio e non il Vice Sindaco è una mossa di tranquillità personale, perché è la seconda figura istituzionale del Comune e non può essere toccata a meno di gravissimi errori tecnici. Si è andato a blindare».
Marinaro, tuttavia, intravede crepe profonde dietro i 21 voti teorici della maggioranza: «In teoria i 21 voti ce li hanno, vediamo se la maggioranza regge. Le prime scelte sulla Giunta hanno creato non pochi problemi all'interno dei gruppi. Vediamo se i consiglieri comunali avranno il coraggio di alzare la testa o se si limiteranno a parlarne nei corridoi per poi chinare il capo in attesa di prebende future». E se il nome di Ferrante dovesse essere impallinato dal "fuoco amico" ed alla domanda su un suo clamoroso ritorno alla Presidenza con i voti dell'opposizione e dei dissidenti, Marinaro non chiude la porta: «Credo di aver ricoperto quel ruolo nel miglior modo possibile, non avrei nessun tipo di problema. Lo farei in una posizione ancora più di rilievo, facendo sì che forse per la prima volta davvero ci sia un Presidente del Consiglio dell'opposizione. Se ci sarà la richiesta saremo a disposizione, ma sarebbe tutto da discutere. Vediamo se giovedì la maggioranza tiene o meno».
I "cacicchi", il PD e la sfida a Boccia: «Dimostrerò che aveva torto» . La parte finale dell'intervista si sposta sulla politica nazionale e locale, con Marinaro che lancia la volata al suo progetto civico, «Siamo arrivati a 7.000 voti partendo da sotto zero in due mesi. L'obiettivo futuro è arrivare a 15.000 preferenze per vincere la prossima volta», e si toglie diversi sassolini dalle scarpe nei confronti dei vertici del Partito Democratico, a partire dal senatore Francesco Boccia: «Spero che la legge elettorale nazionale venga cambiata reinserendo le preferenze, per ridare centralità ai cittadini. Ormai gli onorevoli non li vediamo più, li subiamo solamente. Vediamo come uno dei nostri senatori abbia avuto il coraggio di venire sul palco in campagna elettorale ad insultare 7.000 elettori usando il mio nome. Eppure, nei miei 11 anni nel PD, non ha mai conosciuto il Presidente del Consiglio Comunale o il recordman dei voti del territorio. Ha conosciuto il mio nome solo quando gliel'hanno scritto per usarlo contro di me. Se questo è presidiare il territorio, preferisco di no».
Sulla definizione di "cacicco", la replica è ironica ed amara: «Il cacicco ero io? I cacicchi vengono chiamati tali a convenienza. Durante le elezioni devono stare in silenzio, obbedienti a testa bassa per portare i voti, ed essere disprezzati il giorno dopo. È una cosa meravigliosa la politica, soprattutto quella del PD. Preferisco essere un classico consigliere comunale tranquillo, amato dai cittadini e disprezzati dai senatori del PD. Al prossimo Consiglio Comunale chiederò conto di ogni singolo atto alla mano: il PD dovrà dimostrare che il senatore Boccia aveva ragione sul palco, io dimostrerò nei fatti che aveva torto».
LE CONCLUSIONI DEL REPORTAGE
L'intervista a Giacomo Marinaro certifica una realtà ineludibile per il sindaco Marco Galiano: la pacificazione sognata nella cerimonia di proclamazione della Giunta è durata meno del tempo di un post su Facebook. Giovedì 16 luglio, varcando la soglia di Palazzo Palmieri, il Sindaco si troverà di fronte un'opposizione che ha già iniziato a coordinarsi, guidata da un ex alleato che conosce a memoria ogni singola piega del regolamento comunale e del bilancio. La partita sulla Presidenza del Consiglio sarà il primo termometro della salute della maggioranza: se Ferrante passerà senza scossoni, Galiano potrà respirare; se nel segreto dell'urna dovesse levarsi il vento dei franchi tiratori della maggioranza esclusa dalle poltrone della Giunta, il nome di Giacomo Marinaro è già lì, pronto a essere speso come figura di garanzia d'aula: a Trani, la vera battaglia politica comincia giovedì sera. E nessuno farà sconti.