Trani, lo strappo di Marinaro: «PD senza democrazia, ora la città riparte dalla strada»
Il resoconto integrale della conferenza stampa di oggi: dalla rottura con i vertici regionali alla nascita dell'intergruppo da 13 consiglieri
venerdì 27 febbraio 2026
18.02
In una conferenza stampa convocata simbolicamente dinanzi alla sede municipale di Palazzo di Città, l'avvocato Giacomo Marinaro, Presidente del Consiglio Comunale, ha rassegnato le proprie dimissioni dal Partito Democratico e dai relativi incarichi nella segreteria regionale. Una decisione sofferta, definita dallo stesso Marinaro come «l'ultima soluzione possibile» dopo undici anni di militanza, maturata a seguito di una frattura insanabile con la gestione provinciale e regionale del partito.
La critica al metodo: «Democrazia sospesa»
Il fulcro del dissenso espresso dal Presidente Marinaro risiede nella gestione delle candidature per le imminenti consultazioni amministrative. Marinaro ha denunciato l'assenza di un confronto democratico interno, stigmatizzando la scelta di non ricorrere allo strumento delle primarie — già utilizzato con successo nel 2015 per la designazione del sindaco uscente Amedeo Bottaro — e lamentando l'imposizione di una figura di vertice senza alcuna consultazione preventiva degli organi statutari e degli eletti. «È venuta meno la partecipazione cittadina che ha reso il PD il primo partito di Trani nel 2015 e nel 2020», ha dichiarato Marinaro. «Sono onorato di presiedere il Consiglio grazie al suffragio di 1.258 cittadini, ma oggi avverto il dovere di denunciare la mancanza di democraticità in un partito che ne dovrebbe fare la propria bandiera. Apprendere i nomi dei candidati sindaco dai media o da "tavoli extra-PD" è lesivo per chiunque faccia politica con passione».
Assetti Consiliari: nasce "Prossimamente Trani" e il nuovo Intergruppo
L'addio di Marinaro non è isolato. Lo seguono nella fuoriuscita dal PD i consiglieri Denise Di Tullo (membro della direzione nazionale), Saverio De Laurentis e la subentrante Valentina De Cillis. I quattro, unitamente al consigliere Luca Morollo (che assumerà il ruolo di capogruppo), hanno ufficializzato la costituzione del gruppo consiliare "Prossimamente Trani", naturale evoluzione dell'omonimo progetto civico avviato lo scorso anno. La manovra ridisegna radicalmente i rapporti di forza in seno alla massima assise cittadina con la nascita di un imponente Intergruppo Consiliare, che potrà contare su 13 componenti. Oltre ai membri di "Prossimamente Trani", hanno aderito i consiglieri: Patrizia Cormio, Antonio Loconte. Luigi Cirillo e Angela Bartucci, Antonio Angiolillo, Giuseppe Corrado, Lia Parente e Carlo Ruggiero.
Verso la fine del mandato: vigilanza e progettualità
Nonostante la rottura politica, Marinaro ha tenuto a precisare che non vi è alcuna volontà di ostruzionismo fine a se stesso nei confronti dell'attuale amministrazione. L'Intergruppo si pone come interlocutore critico ma responsabile per la chiusura dei cantieri strategici (Piazza Gradenigo, Parcheggio Stazione, Mercato di Via Superga) e per l'approvazione di atti tecnici vitali, quali il rendiconto di bilancio. Tuttavia, il Presidente ha inviato un segnale chiaro alla Giunta: «Chiediamo al Sindaco un incontro per stilare un programma di fine mandato condiviso. La serenità che abbiamo acquisito oggi ci permetterà di valutare ogni singolo provvedimento nell'esclusivo interesse della città».
Fine mandato o fine dei giochi?
Alla domanda su un possibile azzeramento della Giunta, Marinaro è stato sibillino: «L'azzeramento significherebbe dire che quanto fatto finora non è buono. Noi vogliamo finire bene i progetti iniziati, dalla stazione a Piazza Gradenigo. Ma d'ora in poi decideremo insieme cosa votare e cosa no». È un messaggio chiaro al Sindaco: la navigazione verso il 24 maggio sarà possibile solo alle condizioni della nuova coalizione civica.
Prospettive per le Amministrative 2026
Riguardo a una sua possibile discesa in campo come candidato Sindaco, Marinaro ha mantenuto un profilo di prudenza istituzionale, pur confermando di aver ricevuto sollecitazioni unanimi dalla sua base civica: «Mi hanno chiesto di fare da capofila. Trani ha bisogno di ritrovare la partecipazione, non di chiudersi nelle stanze». «Oggi mettiamo al centro la progettualità e il rapporto con i cittadini. La coalizione civica sceglierà con calma chi dovrà farsi carico di questo percorso, con l'obiettivo di riportare la gente alle urne dopo la preoccupante disaffezione registrata nelle ultime consultazioni». L'obiettivo è chiaro: rompere il bipolarismo calato dall'alto e portare il progetto civico al ballottaggio di giugno, puntando su quel "sentire della strada" che oggi ha simbolicamente rivendicato. Se il centrosinistra ufficiale ha scelto il profilo accademico di Galiano, Marinaro risponde mostrando "i muscoli del consenso" di chi, nelle urne, ha sempre raccolto numeri da record.
Editoriale. Analisi di Stabilità: La Giunta Bottaro sotto la tutela dell'Intergruppo
Il passaggio dell'Avvocato Giacomo Marinaro dall'alveo del Partito Democratico alla guida di una coalizione civica composta da 13 consiglieri cambia radicalmente la natura degli ultimi mesi della consiliatura Bottaro. Se prima il Sindaco poteva contare su una "maggioranza blindata" di stampo partitico, oggi si trova a guidare un'amministrazione che, nei fatti, è politicamente commissariata dal civismo territoriale.
1. La fine dell'egemonia del PD - Con soli due consiglieri rimasti (Cuna e Mannatrizio), il Partito Democratico cessa di essere il "motore" della coalizione per diventare un socio di minoranza. Questo crea un paradosso istituzionale: il Sindaco e la maggior parte della Giunta rappresentano un partito che in Consiglio non ha più i numeri per garantire l'approvazione di alcun atto.
2. Il "Programma di fine mandato": un ultimatum mascherato - La richiesta di Marinaro di stilare un "programma di fine mandato condiviso" è il vero banco di prova. L'Intergruppo ha chiarito che non voterà i provvedimenti "al buio". Questo significa che ogni delibera di peso — dal bilancio consuntivo alle varianti urbanistiche, fino alla gestione dei servizi — dovrà passare per una trattativa preventiva con l'Intergruppo. Bottaro non ha più una maggioranza automatica, ma una maggioranza "contrattuale".
3. L'incognita rimpasto - In un contesto normale, una tale emorragia dal partito di maggioranza porterebbe all'azzeramento della Giunta. Marinaro, con astuzia politica, ha però frenato su questa ipotesi, perché non vuole l'azzeramento? E cosa rischia Amedeo Bottaro? Alla prima domanda proviamo a rispondere ipotizzando il fatto che il costituito Intergruppo non voglia assumersi la responsabilità di una crisi al buio che bloccherebbe i cantieri (Piazza Gradenigo, Stazione, ecc.) di cui lui stesso rivendica la paternità. Alla seconda invece presupponiamo che se il Sindaco decidesse di tenere gli assessori legati a Marinaro, Cirillo, Loconte ed al Gruppo degli Indipendenti ammetterebbe implicitamente di essere "ospite" della sua stessa maggioranza.
Cosa rischia allora l'Amministrazione Bottaro? Per il momento nulla Amedeo Bottaro non cadrà al prossimo Consiglio Comunale, perché nessuno dei 13 componenti dell'Intergruppo ha interesse a staccare la spina prima di aver incassato i risultati dei cantieri aperti. Tuttavia, la stabilità è ora estremamente fragile: il Sindaco di fatto è un "anatra zoppa" che dovrà negoziare ogni singolo giorno la propria sopravvivenza politica fino al 24 maggio, non sono pochi a chiedersi: gli conviene?
La critica al metodo: «Democrazia sospesa»
Il fulcro del dissenso espresso dal Presidente Marinaro risiede nella gestione delle candidature per le imminenti consultazioni amministrative. Marinaro ha denunciato l'assenza di un confronto democratico interno, stigmatizzando la scelta di non ricorrere allo strumento delle primarie — già utilizzato con successo nel 2015 per la designazione del sindaco uscente Amedeo Bottaro — e lamentando l'imposizione di una figura di vertice senza alcuna consultazione preventiva degli organi statutari e degli eletti. «È venuta meno la partecipazione cittadina che ha reso il PD il primo partito di Trani nel 2015 e nel 2020», ha dichiarato Marinaro. «Sono onorato di presiedere il Consiglio grazie al suffragio di 1.258 cittadini, ma oggi avverto il dovere di denunciare la mancanza di democraticità in un partito che ne dovrebbe fare la propria bandiera. Apprendere i nomi dei candidati sindaco dai media o da "tavoli extra-PD" è lesivo per chiunque faccia politica con passione».
Assetti Consiliari: nasce "Prossimamente Trani" e il nuovo Intergruppo
L'addio di Marinaro non è isolato. Lo seguono nella fuoriuscita dal PD i consiglieri Denise Di Tullo (membro della direzione nazionale), Saverio De Laurentis e la subentrante Valentina De Cillis. I quattro, unitamente al consigliere Luca Morollo (che assumerà il ruolo di capogruppo), hanno ufficializzato la costituzione del gruppo consiliare "Prossimamente Trani", naturale evoluzione dell'omonimo progetto civico avviato lo scorso anno. La manovra ridisegna radicalmente i rapporti di forza in seno alla massima assise cittadina con la nascita di un imponente Intergruppo Consiliare, che potrà contare su 13 componenti. Oltre ai membri di "Prossimamente Trani", hanno aderito i consiglieri: Patrizia Cormio, Antonio Loconte. Luigi Cirillo e Angela Bartucci, Antonio Angiolillo, Giuseppe Corrado, Lia Parente e Carlo Ruggiero.
Verso la fine del mandato: vigilanza e progettualità
Nonostante la rottura politica, Marinaro ha tenuto a precisare che non vi è alcuna volontà di ostruzionismo fine a se stesso nei confronti dell'attuale amministrazione. L'Intergruppo si pone come interlocutore critico ma responsabile per la chiusura dei cantieri strategici (Piazza Gradenigo, Parcheggio Stazione, Mercato di Via Superga) e per l'approvazione di atti tecnici vitali, quali il rendiconto di bilancio. Tuttavia, il Presidente ha inviato un segnale chiaro alla Giunta: «Chiediamo al Sindaco un incontro per stilare un programma di fine mandato condiviso. La serenità che abbiamo acquisito oggi ci permetterà di valutare ogni singolo provvedimento nell'esclusivo interesse della città».
Fine mandato o fine dei giochi?
Alla domanda su un possibile azzeramento della Giunta, Marinaro è stato sibillino: «L'azzeramento significherebbe dire che quanto fatto finora non è buono. Noi vogliamo finire bene i progetti iniziati, dalla stazione a Piazza Gradenigo. Ma d'ora in poi decideremo insieme cosa votare e cosa no». È un messaggio chiaro al Sindaco: la navigazione verso il 24 maggio sarà possibile solo alle condizioni della nuova coalizione civica.
Prospettive per le Amministrative 2026
Riguardo a una sua possibile discesa in campo come candidato Sindaco, Marinaro ha mantenuto un profilo di prudenza istituzionale, pur confermando di aver ricevuto sollecitazioni unanimi dalla sua base civica: «Mi hanno chiesto di fare da capofila. Trani ha bisogno di ritrovare la partecipazione, non di chiudersi nelle stanze». «Oggi mettiamo al centro la progettualità e il rapporto con i cittadini. La coalizione civica sceglierà con calma chi dovrà farsi carico di questo percorso, con l'obiettivo di riportare la gente alle urne dopo la preoccupante disaffezione registrata nelle ultime consultazioni». L'obiettivo è chiaro: rompere il bipolarismo calato dall'alto e portare il progetto civico al ballottaggio di giugno, puntando su quel "sentire della strada" che oggi ha simbolicamente rivendicato. Se il centrosinistra ufficiale ha scelto il profilo accademico di Galiano, Marinaro risponde mostrando "i muscoli del consenso" di chi, nelle urne, ha sempre raccolto numeri da record.
Editoriale. Analisi di Stabilità: La Giunta Bottaro sotto la tutela dell'Intergruppo
Il passaggio dell'Avvocato Giacomo Marinaro dall'alveo del Partito Democratico alla guida di una coalizione civica composta da 13 consiglieri cambia radicalmente la natura degli ultimi mesi della consiliatura Bottaro. Se prima il Sindaco poteva contare su una "maggioranza blindata" di stampo partitico, oggi si trova a guidare un'amministrazione che, nei fatti, è politicamente commissariata dal civismo territoriale.
1. La fine dell'egemonia del PD - Con soli due consiglieri rimasti (Cuna e Mannatrizio), il Partito Democratico cessa di essere il "motore" della coalizione per diventare un socio di minoranza. Questo crea un paradosso istituzionale: il Sindaco e la maggior parte della Giunta rappresentano un partito che in Consiglio non ha più i numeri per garantire l'approvazione di alcun atto.
2. Il "Programma di fine mandato": un ultimatum mascherato - La richiesta di Marinaro di stilare un "programma di fine mandato condiviso" è il vero banco di prova. L'Intergruppo ha chiarito che non voterà i provvedimenti "al buio". Questo significa che ogni delibera di peso — dal bilancio consuntivo alle varianti urbanistiche, fino alla gestione dei servizi — dovrà passare per una trattativa preventiva con l'Intergruppo. Bottaro non ha più una maggioranza automatica, ma una maggioranza "contrattuale".
3. L'incognita rimpasto - In un contesto normale, una tale emorragia dal partito di maggioranza porterebbe all'azzeramento della Giunta. Marinaro, con astuzia politica, ha però frenato su questa ipotesi, perché non vuole l'azzeramento? E cosa rischia Amedeo Bottaro? Alla prima domanda proviamo a rispondere ipotizzando il fatto che il costituito Intergruppo non voglia assumersi la responsabilità di una crisi al buio che bloccherebbe i cantieri (Piazza Gradenigo, Stazione, ecc.) di cui lui stesso rivendica la paternità. Alla seconda invece presupponiamo che se il Sindaco decidesse di tenere gli assessori legati a Marinaro, Cirillo, Loconte ed al Gruppo degli Indipendenti ammetterebbe implicitamente di essere "ospite" della sua stessa maggioranza.
Cosa rischia allora l'Amministrazione Bottaro? Per il momento nulla Amedeo Bottaro non cadrà al prossimo Consiglio Comunale, perché nessuno dei 13 componenti dell'Intergruppo ha interesse a staccare la spina prima di aver incassato i risultati dei cantieri aperti. Tuttavia, la stabilità è ora estremamente fragile: il Sindaco di fatto è un "anatra zoppa" che dovrà negoziare ogni singolo giorno la propria sopravvivenza politica fino al 24 maggio, non sono pochi a chiedersi: gli conviene?