Una sentenza del Consiglio di Stato fa sperare l’opposizione

Potrebbe guadagnare un seggio in Consiglio grazie al caso Chioggia. In allegato le due sentenze del Consiglio di Stato

mercoledì 30 maggio 2012 13.14
Nuovo colpo di scena all'orizzonte per la definizione del Consiglio comunale di Trani e di un bel po' di città dello stivale. A complicare ulteriormente un quadro di riferimento incasinato come solo in Italia è possibile, ecco spuntare una sentenza fresca fresca del Consiglio di Stato (la numero 2928 del 21 maggio 2012) con cui la V sezione, dovendosi esprimere su un ricorso presentato in seguito all'elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Chioggia (Comune veneto di 50mila abitanti) ha stabilito «l'impossibilità dell'arrotondamento dei decimali all'unità superiore nell'ipotesi in cui l'arrotondamento comporti il superamento del 60%». Il che significa, tradotto nel nostro caso, che la maggioranza di centrodestra avrebbe dovuto fermarsi a 19 consiglieri eletti, lasciando un seggio in più all'opposizione.

Nel caso esaminato dal Consiglio di Stato, il rapporto tra 60 (la percentuale del premio di maggioranza) e 24 (numero dei seggi del Consiglio comunale di Chioggia) è 14,4. Non potendosi attribuire 14,4 consiglieri, ma dovendo fare per forza un numero intero, la quinta sezione del Consiglio di Stato fissa un paletto ben preciso: oltre il 60% non si può andare col premio di maggioranza. Quindi l'arrotondamento del famoso numero 14,4 deve essere per difetto. Altrimenti, se si attribuissero 15 consiglieri alla maggioranza, si avrebbe una percentuale che seppur di poco supererebbe il 60%. La sentenza è consultabile a questo link (Sentenza 02928/2012 allegata).

Analogo ragionamento pertanto si potrebbe fare per Trani e così per molti altri Comuni dove, alla luce di questa sentenza, ci sarebbero dei consiglieri comunali proclamati eletti ingiustamente in danno di altri candidati. Davvero un bel pastrocchio soprattutto se si pensa che questa sentenza del Consiglio di Stato va a confutare in sostanza la precedente sentenza di riferimento sempre del Consiglio di Stato in cui si fa un preciso richiamo alla circolare ministeriale che invece aggiornava i seggi per eccesso (Sentenza 01197/2012 allegata).

Adesso bisognerà capire quanti ricorsi partiranno sulla scorta della sentenza più recente (quella relativa al caso Chioggia) e se qualcosa cambierà in tempi brevi nei Comuni dove si sono registrati casi analoghi a quello del Comune veneto. Ci si aspetta soprattutto che qualcuno a Roma si decida ad effettuare un intervento legislativo per fare ordine in una giungla interpretativa diventata ancora più selvaggia da quando si è deciso il taglio del 20% dei consiglieri: con i vecchi numeri il 60% dei seggi era sempre un numero intero e non c'era il problema dei benedetti decimali e dell'arrotondamento, oggi pomo della discordia in svariate sedi giudiziarie.