Veleno social su prossime Amministrative: Mercorio denuncia insulti e profili fake: "Le tracce portano a un candidato rivale"
La candidata sindaca di "Rispettiamo Trani" annuncia querela: "Attacchi alla mia persona e alla mia professione. I nostri tecnici hanno individuato il responsabile, andremo fino in fondo"
venerdì 30 gennaio 2026
14.42
La piazza fisica si è svuotata, quella virtuale si è riempita, ma le regole d'ingaggio sembrano essere saltate. L'utilizzo di profili fake (falsi) in politica è diventato una piaga sistemica, una strategia tossica che trasforma il legittimo scontro di idee in una guerriglia di logoramento personale. Non si tratta più del singolo "leone da tastiera" che sfoga le proprie frustrazioni; sempre più spesso ci troviamo di fronte a vere e proprie character assassination (assassinii della reputazione) pianificate.
L'anonimato – o la sua illusione – diventa lo scudo dietro cui nascondere la mancanza di argomenti, permettendo di diffamare l'avversario, colpirne la sfera privata o professionale e inquinare il dibattito pubblico senza metterci la faccia. Quando la politica scende a questo livello, non c'è più destra o sinistra, maggioranza o opposizione: c'è solo la "macchina del fango" che prova a sostituire il confronto democratico con la violenza verbale. Ma la rete, come dimostra la cronaca recente, lascia tracce indelebili. E l'anonimato, spesso, è molto meno blindato di quanto i detrattori credano.
La campagna elettorale di Trani scivola pericolosamente sul terreno dello scontro digitale e finisce dritta nelle mani degli avvocati. A denunciare un clima ormai irrespirabile è Angela Mercorio, Presidente del movimento "Rispettiamo Trani" e candidata alla carica di Sindaco, che ha deciso di dire basta a quella che definisce una "sistematica attività di denigrazione".
L'accusa: insulti personali e professionali - Negli ultimi giorni, la bacheca e i canali social legati alla candidata sono stati bersaglio di attacchi che, secondo il movimento, hanno ampiamente superato il limite della critica politica. "In politica il confronto è legittimo, anche quando le posizioni sono diverse" scrive la Mercorio nel suo post-denuncia. "Gli insulti, invece, non lo sono. Gli attacchi personali e le offese a una professione non sono confronto politico: sono solo il segno di chi non ha argomenti". Il riferimento è a commenti e messaggi veicolati attraverso profili apparentemente fittizi, creati ad arte per colpire non le idee, ma la persona e la sua attività lavorativa.
La svolta: "Individuato il responsabile" - La vicenda, però, assume contorni ben più gravi e politici. Il movimento "Rispettiamo Trani", ha avviato una vera e propria controffensiva tecnica. "Sono già in corso verifiche approfondite con i nostri informatici e legali" annuncia la Mercorio. E i risultati di queste analisi sembrano aver scoperchiato un vaso di Pandora imbarazzante per la politica locale. Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, "Le analisi tecniche hanno individuato con chiarezza la provenienza di alcuni profili falsi, tutti riconducibili a un futuro candidato al Consiglio comunale di Trani". Un'accusa pesantissima: non un troll qualunque, dunque, ma un avversario politico diretto che avrebbe agito nell'ombra.
Dalla bacheca al Tribunale - La reazione sarà giudiziaria. Angela Mercorio ha confermato che per questi fatti "sarà presentata formale querela". L'obiettivo è tutelare non solo la propria immagine, ma "l'onorabilità di tutta la squadra" che la sostiene. "Certi comportamenti non saranno né tollerati né sottaciuti" ribadisce la candidata, lanciando un monito chiaro: "La violenza sul web non è politica. È un problema serio che va denunciato e contrastato con fermezza, senza ambiguità e senza sconti per nessuno".
Il ritorno ai temi - Nonostante l'accaduto, la strategia di "Rispettiamo Trani" resta ancorata ai contenuti. "Io continuerò a parlare di programmi, competenze e del futuro di Trani" conclude Mercorio. "È per questo che mi sono candidata ed è su questo terreno che intendo misurarmi". Resta ora da capire se questa denuncia porterà a un abbassamento dei toni o se, al contrario, sarà la miccia che farà esplodere definitivamente una campagna elettorale che si preannuncia incandescente. Intanto, un nome – ancora coperto dal segreto istruttorio ma noto ai tecnici della candidata – trema dietro lo schermo di un profilo falso.
Che questa brutta vicenda serva, almeno, a tracciare una linea di confine definitiva. La politica cittadina deve smettere di essere una partita a scacchi giocata al buio, dove si muovono pedine avvelenate per 'mangiare' l'avversario, e deve tornare ad essere una gara di architettura alla luce del sole: vinca chi presenta il progetto più solido per la comunità, non chi ha il piccone più affilato per demolire l'altro. A tutti gli attori in campo, presenti e futuri, l'invito è a comprendere la geometria inflessibile del Bene Comune: esso è come la chiave di volta di un arco, se non viene messa esattamente al centro, al punto più alto e prima di ogni altra pietra, l'intera struttura sociale crolla su se stessa. Se il Bene Comune non è al primo posto, semplicemente non è un bene: è solo un cumulo di macerie su cui qualcuno spera di costruire il proprio, piccolo, interesse personale. Trani merita costruttori di futuro, non sabotatori mascherati.
L'anonimato – o la sua illusione – diventa lo scudo dietro cui nascondere la mancanza di argomenti, permettendo di diffamare l'avversario, colpirne la sfera privata o professionale e inquinare il dibattito pubblico senza metterci la faccia. Quando la politica scende a questo livello, non c'è più destra o sinistra, maggioranza o opposizione: c'è solo la "macchina del fango" che prova a sostituire il confronto democratico con la violenza verbale. Ma la rete, come dimostra la cronaca recente, lascia tracce indelebili. E l'anonimato, spesso, è molto meno blindato di quanto i detrattori credano.
La campagna elettorale di Trani scivola pericolosamente sul terreno dello scontro digitale e finisce dritta nelle mani degli avvocati. A denunciare un clima ormai irrespirabile è Angela Mercorio, Presidente del movimento "Rispettiamo Trani" e candidata alla carica di Sindaco, che ha deciso di dire basta a quella che definisce una "sistematica attività di denigrazione".
L'accusa: insulti personali e professionali - Negli ultimi giorni, la bacheca e i canali social legati alla candidata sono stati bersaglio di attacchi che, secondo il movimento, hanno ampiamente superato il limite della critica politica. "In politica il confronto è legittimo, anche quando le posizioni sono diverse" scrive la Mercorio nel suo post-denuncia. "Gli insulti, invece, non lo sono. Gli attacchi personali e le offese a una professione non sono confronto politico: sono solo il segno di chi non ha argomenti". Il riferimento è a commenti e messaggi veicolati attraverso profili apparentemente fittizi, creati ad arte per colpire non le idee, ma la persona e la sua attività lavorativa.
La svolta: "Individuato il responsabile" - La vicenda, però, assume contorni ben più gravi e politici. Il movimento "Rispettiamo Trani", ha avviato una vera e propria controffensiva tecnica. "Sono già in corso verifiche approfondite con i nostri informatici e legali" annuncia la Mercorio. E i risultati di queste analisi sembrano aver scoperchiato un vaso di Pandora imbarazzante per la politica locale. Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, "Le analisi tecniche hanno individuato con chiarezza la provenienza di alcuni profili falsi, tutti riconducibili a un futuro candidato al Consiglio comunale di Trani". Un'accusa pesantissima: non un troll qualunque, dunque, ma un avversario politico diretto che avrebbe agito nell'ombra.
Dalla bacheca al Tribunale - La reazione sarà giudiziaria. Angela Mercorio ha confermato che per questi fatti "sarà presentata formale querela". L'obiettivo è tutelare non solo la propria immagine, ma "l'onorabilità di tutta la squadra" che la sostiene. "Certi comportamenti non saranno né tollerati né sottaciuti" ribadisce la candidata, lanciando un monito chiaro: "La violenza sul web non è politica. È un problema serio che va denunciato e contrastato con fermezza, senza ambiguità e senza sconti per nessuno".
Il ritorno ai temi - Nonostante l'accaduto, la strategia di "Rispettiamo Trani" resta ancorata ai contenuti. "Io continuerò a parlare di programmi, competenze e del futuro di Trani" conclude Mercorio. "È per questo che mi sono candidata ed è su questo terreno che intendo misurarmi". Resta ora da capire se questa denuncia porterà a un abbassamento dei toni o se, al contrario, sarà la miccia che farà esplodere definitivamente una campagna elettorale che si preannuncia incandescente. Intanto, un nome – ancora coperto dal segreto istruttorio ma noto ai tecnici della candidata – trema dietro lo schermo di un profilo falso.
Che questa brutta vicenda serva, almeno, a tracciare una linea di confine definitiva. La politica cittadina deve smettere di essere una partita a scacchi giocata al buio, dove si muovono pedine avvelenate per 'mangiare' l'avversario, e deve tornare ad essere una gara di architettura alla luce del sole: vinca chi presenta il progetto più solido per la comunità, non chi ha il piccone più affilato per demolire l'altro. A tutti gli attori in campo, presenti e futuri, l'invito è a comprendere la geometria inflessibile del Bene Comune: esso è come la chiave di volta di un arco, se non viene messa esattamente al centro, al punto più alto e prima di ogni altra pietra, l'intera struttura sociale crolla su se stessa. Se il Bene Comune non è al primo posto, semplicemente non è un bene: è solo un cumulo di macerie su cui qualcuno spera di costruire il proprio, piccolo, interesse personale. Trani merita costruttori di futuro, non sabotatori mascherati.