Villa Guastamacchia, l'Albero della Vita contesta l'aggiudicazione all'Auser
Secondo l'associazione ci sarebbero diverse illegittimità
venerdì 30 settembre 2016
L'associazione l'Albero della Vita contesta l'aggiudicazione di Villa Guastamacchia all'Auser di Trani. Il presidente Angelo Galluccio, dopo un'attenta valutazione degli atti e comportamenti, oggettivi e soggettivi, relative alle due procedure di gara avrebbe individuato diverse illegittimità.
La prima - secondo quanto spiega in una nota - riguarda il mancato riscontro dell'ente e dei soggetti preposti alla richiesta di accesso agli atti del 07/06/2016 relativa alla prima procedura di gara, di cui al bando pubblicato il 29 febbraio scorso. Tale omissione avrebbe impedito di poter verificare la regolarità o meno degli adempimenti connessi al procedimento e quant'altro collegato, non ultimo l'eventuale attivazione di azione legale a tutela dei propri diritti.
In secondo luogo, il presidente contesta la mancata comunicazione di revoca della prima procedura di gara come previsto tassivamente dalla legge. Inoltre contesta il fatto che la ripubblicazione del bando di gara in data il 9/5/2016 non è adeguato al nuovo codice degli appalti (in vigenza dal 19 aprile 2016), come previsto dall'Anac pertanto il procedimento dovrebbe essere annullato. L'Auser inoltre non avrebbe redatto un progetto valido ad orientare i concorrenti nella fase di di coprogettazione ed infine sarebbe stata omessa l'indicazione della formula matematica utile all'individuazione e attribuzione del punteggio finale (Punteggio Offerta Tecnica più punteggio Offerta Economica) come è d'uso utilizzare nei procedimenti che vengono aggiudicati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Per tali motivazione il presidente Angelo Gallicchio chiede «L'annullamento della procedura in esame e la revoca dell'aggiudicazione disposta in favore dell'associazione Auser, essendo state disattese le prescrizioni del nuovo codice degli appalti e della legge n. 241/1990, da considerare in natura imperativa, e i principi di trasparenza, regolarità, correttezza e competitività, posti alla base dell'azione della pubblica amministrazione. Salvo e impregiudicato il ricorso, in caso di diniego, a altri organismi di tutela, non ultimo l'Anac».
La prima - secondo quanto spiega in una nota - riguarda il mancato riscontro dell'ente e dei soggetti preposti alla richiesta di accesso agli atti del 07/06/2016 relativa alla prima procedura di gara, di cui al bando pubblicato il 29 febbraio scorso. Tale omissione avrebbe impedito di poter verificare la regolarità o meno degli adempimenti connessi al procedimento e quant'altro collegato, non ultimo l'eventuale attivazione di azione legale a tutela dei propri diritti.
In secondo luogo, il presidente contesta la mancata comunicazione di revoca della prima procedura di gara come previsto tassivamente dalla legge. Inoltre contesta il fatto che la ripubblicazione del bando di gara in data il 9/5/2016 non è adeguato al nuovo codice degli appalti (in vigenza dal 19 aprile 2016), come previsto dall'Anac pertanto il procedimento dovrebbe essere annullato. L'Auser inoltre non avrebbe redatto un progetto valido ad orientare i concorrenti nella fase di di coprogettazione ed infine sarebbe stata omessa l'indicazione della formula matematica utile all'individuazione e attribuzione del punteggio finale (Punteggio Offerta Tecnica più punteggio Offerta Economica) come è d'uso utilizzare nei procedimenti che vengono aggiudicati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Per tali motivazione il presidente Angelo Gallicchio chiede «L'annullamento della procedura in esame e la revoca dell'aggiudicazione disposta in favore dell'associazione Auser, essendo state disattese le prescrizioni del nuovo codice degli appalti e della legge n. 241/1990, da considerare in natura imperativa, e i principi di trasparenza, regolarità, correttezza e competitività, posti alla base dell'azione della pubblica amministrazione. Salvo e impregiudicato il ricorso, in caso di diniego, a altri organismi di tutela, non ultimo l'Anac».