
Salute d'asporto
Analisi del sangue subito dopo le feste, cosa è importante sapere
Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca
martedì 13 gennaio 2026
14.33
Finiscono le feste e, insieme ai brindisi e ai pranzi abbondanti, arriva spesso anche il senso di colpa. È in quel momento che molte persone decidono di prendersi cura della propria salute, iniziando la dieta, l'attività fisica e controllando le analisi del sangue. Anche se è estremamente importante avere una routine annuale di controllo degli esami ematochimici, proprio il periodo immediatamente successivo alle festività è uno dei meno indicati per sottoporsi agli esami di routine, poiché il rischio è quello di ottenere risultati alterati, che non raccontano davvero come stiamo, ma solo ciò che abbiamo mangiato e bevuto negli ultimi giorni.
Il nostro organismo, infatti, non è una macchina che si azzera automaticamente dopo un eccesso, al contrario, risponde in modo sensibile alle variazioni dello stile di vita. Durante le feste cambiano le abitudini alimentari, aumentano le porzioni e gli alimenti ad alta densità calorica, infatti si consumano più dolci, più grassi e più alcol, mentre l'attività fisica tende a ridursi ed il sonno a diventare irregolare. Anche se questo periodo dura solo una o due settimane, l'impatto sul metabolismo può essere sufficiente a modificare in modo significativo diversi parametri del sangue.
Alcuni valori, più di altri, risentono immediatamente di questi cambiamenti. I trigliceridi, ad esempio, possono aumentare rapidamente dopo pasti ricchi di zuccheri e grassi, così come la glicemia può salire anche in persone che non soffrono di diabete. Il fegato, messo alla prova dall'alcol e dall'eccesso calorico, può mostrare transaminasi leggermente elevate, dando l'impressione di una sofferenza epatica che, nella maggior parte dei casi, è solo temporanea. Anche il colesterolo e l'acido urico possono risultare più alti del normale, semplicemente perché l'organismo non ha ancora avuto il tempo di tornare al suo equilibrio abituale.
Il problema principale non è tanto l'alterazione in sé, quanto l'interpretazione di questi dati. Un referto con valori fuori norma può generare preoccupazione, ansia e, talvolta, la sensazione improvvisa di essere "malati". In alcuni casi si innesca una catena di ulteriori accertamenti o controlli ravvicinati che, col senno di poi, si rivelano inutili. La medicina, però, ci insegna che un singolo valore alterato, se non contestualizzato, dice molto poco sullo stato di salute di una persona.
Per questo motivo il consiglio generale è di attendere almeno dieci o quindici giorni dopo la fine delle festività prima di effettuare le analisi del sangue di routine, cercando di riprendere un'alimentazione equilibrata, ridurre o eliminare il consumo di alcol, tornare a muoversi con regolarità e dormire meglio. Solo così i parametri ematici tornano a riflettere il reale funzionamento dell'organismo, offrendo informazioni davvero utili per la prevenzione e la diagnosi.
Naturalmente, esistono delle eccezioni. In presenza di sintomi, patologie già note o terapie in corso, gli esami non vanno rimandati. In questi casi è però fondamentale informare il medico delle abitudini recenti, affinché possa interpretare correttamente i risultati. Il dato di laboratorio, infatti, non è mai un numero isolato, ma parte di una storia clinica più ampia.
C'è anche un aspetto meno evidente, ma non meno importante, che riguarda l'uso appropriato delle risorse sanitarie. Effettuare esami in un momento poco adatto può portare a ripetizioni, approfondimenti superflui e a una medicalizzazione eccessiva, con costi economici e psicologici evitabili. Fare prevenzione significa anche scegliere il momento giusto per farla.
Aspettare qualche settimana dopo le feste non equivale a trascurare la salute, ma al contrario a prendersene cura in modo più consapevole. Le analisi del sangue sono uno strumento prezioso, ma come tutti gli strumenti vanno utilizzate con criterio. Solo così possono davvero aiutarci a capire come stiamo, senza allarmismi inutili e senza falsi segnali.
Il nostro organismo, infatti, non è una macchina che si azzera automaticamente dopo un eccesso, al contrario, risponde in modo sensibile alle variazioni dello stile di vita. Durante le feste cambiano le abitudini alimentari, aumentano le porzioni e gli alimenti ad alta densità calorica, infatti si consumano più dolci, più grassi e più alcol, mentre l'attività fisica tende a ridursi ed il sonno a diventare irregolare. Anche se questo periodo dura solo una o due settimane, l'impatto sul metabolismo può essere sufficiente a modificare in modo significativo diversi parametri del sangue.
Alcuni valori, più di altri, risentono immediatamente di questi cambiamenti. I trigliceridi, ad esempio, possono aumentare rapidamente dopo pasti ricchi di zuccheri e grassi, così come la glicemia può salire anche in persone che non soffrono di diabete. Il fegato, messo alla prova dall'alcol e dall'eccesso calorico, può mostrare transaminasi leggermente elevate, dando l'impressione di una sofferenza epatica che, nella maggior parte dei casi, è solo temporanea. Anche il colesterolo e l'acido urico possono risultare più alti del normale, semplicemente perché l'organismo non ha ancora avuto il tempo di tornare al suo equilibrio abituale.
Il problema principale non è tanto l'alterazione in sé, quanto l'interpretazione di questi dati. Un referto con valori fuori norma può generare preoccupazione, ansia e, talvolta, la sensazione improvvisa di essere "malati". In alcuni casi si innesca una catena di ulteriori accertamenti o controlli ravvicinati che, col senno di poi, si rivelano inutili. La medicina, però, ci insegna che un singolo valore alterato, se non contestualizzato, dice molto poco sullo stato di salute di una persona.
Per questo motivo il consiglio generale è di attendere almeno dieci o quindici giorni dopo la fine delle festività prima di effettuare le analisi del sangue di routine, cercando di riprendere un'alimentazione equilibrata, ridurre o eliminare il consumo di alcol, tornare a muoversi con regolarità e dormire meglio. Solo così i parametri ematici tornano a riflettere il reale funzionamento dell'organismo, offrendo informazioni davvero utili per la prevenzione e la diagnosi.
Naturalmente, esistono delle eccezioni. In presenza di sintomi, patologie già note o terapie in corso, gli esami non vanno rimandati. In questi casi è però fondamentale informare il medico delle abitudini recenti, affinché possa interpretare correttamente i risultati. Il dato di laboratorio, infatti, non è mai un numero isolato, ma parte di una storia clinica più ampia.
C'è anche un aspetto meno evidente, ma non meno importante, che riguarda l'uso appropriato delle risorse sanitarie. Effettuare esami in un momento poco adatto può portare a ripetizioni, approfondimenti superflui e a una medicalizzazione eccessiva, con costi economici e psicologici evitabili. Fare prevenzione significa anche scegliere il momento giusto per farla.
Aspettare qualche settimana dopo le feste non equivale a trascurare la salute, ma al contrario a prendersene cura in modo più consapevole. Le analisi del sangue sono uno strumento prezioso, ma come tutti gli strumenti vanno utilizzate con criterio. Solo così possono davvero aiutarci a capire come stiamo, senza allarmismi inutili e senza falsi segnali.




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