A Natale un "Babbo speciale" solo per alcuni
Il sospetto del movimento Riva Destra sull'iniziativa del Comune
lunedì 8 febbraio 2016
L'iniziariva "un Babbo Speciale" che richiede, che nel periodo natalizio ha consentito di erogare buoni spesa alle famiglie in difficoltà, finisce nel mirino del movimento Riva Destra.
«Tralasciando - spiega il coordinatore cittadino, Antonio Loconte - gli evidenti vizi formali della delibera, nella quale è espressamente riportato che non è necessario il parere di cui all'art. 49 del Tuel (obbligatorio qualora è previsto un impegno di spesa) salvo poi "disporre la somma di 7.000,00 euro" , c'è una serie di questioni meritevoli di chiarimento. Partendo dal presupposto che l'iniziativa di allietare il Natale delle famiglie indigenti è totalmente condivisibile, ci chiediamo il perché l'amministrazione - prosegue - non abbia provveduto all'attivazione della "procedura Mepa" per l'acquisizione dei buoni spesa: tale procedura, infatti, avrebbe consentito una maggiore scontistica sul valore nominale dei "buoni" (spendibili in tutta Italia in qualsiasi supermercato convenzionato) e avrebbe permesso di ampliare la platea dei beneficiari accontentando un numero di famiglie superiore rispetto alle 140 che ne hanno usufruito».
Riva Destra, inoltre, chiede spiegazioni in merito alle procedure e ai criteri di individuazione dei supermercati presso i quali i beneficiari hanno speso i buoni emessi. «Ci risulta, infatti, che ci sia un filo "parentale" - sostiene Loconte - che lega il sindaco ad uno degli esercizi commerciali "individuato". Se così fosse, sarebbe palese l'inopportunità della "scelta". Riva Destra andrà sino in fondo alla questione per verificare se le modalità adottate sono conformi ai principi di trasparenza amministrativa con la speranza che un eventuale nuovo "Babbo Natale" sia tale per tutti e non "Speciale" per alcuni».
«Tralasciando - spiega il coordinatore cittadino, Antonio Loconte - gli evidenti vizi formali della delibera, nella quale è espressamente riportato che non è necessario il parere di cui all'art. 49 del Tuel (obbligatorio qualora è previsto un impegno di spesa) salvo poi "disporre la somma di 7.000,00 euro" , c'è una serie di questioni meritevoli di chiarimento. Partendo dal presupposto che l'iniziativa di allietare il Natale delle famiglie indigenti è totalmente condivisibile, ci chiediamo il perché l'amministrazione - prosegue - non abbia provveduto all'attivazione della "procedura Mepa" per l'acquisizione dei buoni spesa: tale procedura, infatti, avrebbe consentito una maggiore scontistica sul valore nominale dei "buoni" (spendibili in tutta Italia in qualsiasi supermercato convenzionato) e avrebbe permesso di ampliare la platea dei beneficiari accontentando un numero di famiglie superiore rispetto alle 140 che ne hanno usufruito».
Riva Destra, inoltre, chiede spiegazioni in merito alle procedure e ai criteri di individuazione dei supermercati presso i quali i beneficiari hanno speso i buoni emessi. «Ci risulta, infatti, che ci sia un filo "parentale" - sostiene Loconte - che lega il sindaco ad uno degli esercizi commerciali "individuato". Se così fosse, sarebbe palese l'inopportunità della "scelta". Riva Destra andrà sino in fondo alla questione per verificare se le modalità adottate sono conformi ai principi di trasparenza amministrativa con la speranza che un eventuale nuovo "Babbo Natale" sia tale per tutti e non "Speciale" per alcuni».