Aggressione in via Ognissanti, ritrovata arma e vestiti sporchi di sangue
Oltre la confessione di Sebastiani elementi fondamentali per chiudere il cerchio
lunedì 14 agosto 2017
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La confessione è stata sicuramente la svolta fondamentale per chiudere il cerchio e arrivare all'arresto di Emanuele Sebastiani come autore del grave ferimento nei confronti di Emanuele Lomolino, ma a giocare un ruolo importantissimo per l'andamento delle indagini è stato il ritrovamento dell'arma utilizzata e degli indumenti indossati proprio da Sebastiano quella sera.
Un paio di forbici e i vestiti sporchi di sangue, all'interno di una busta in un cassonetto dell'immondizia di via Giovanni Bovio, non molto distante dal luogo dove è avvenuta la discussione poi degenerate in violenza fisica. Alla base di tutto un debito ancora da onorare, ormai da diverso tempo, di circa 500 euro che Lomolino doveva al cognato. Nel pomeriggio, prima che avvenisse la discussione, il nuovo sollecito da parte della moglie di Sebastiani alla sorella e moglie di Lomolino.
Un modo di fare non gradito da Lomolino che, probabilmente insieme ad altre due persone, si sarebbe recato alla casa di Sebastiani per "spaventarlo" o forse per farsi giustizia da solo. Qui l'aggressione verbale verso la donna (ndr. moglie di Sebastiani) e la reazione da parte di quest'ultimo che impugnate le forbici avrebbe colpito al torace Lomolino con almeno quattro fendenti.
Da questo momento la storia è nota a tutti, Lomolino viene ritrovato incosciente in vico Ciardi, nei pressi di via Ognissanti, e trasportato in ospedale, dove è tuttora ricoverato e resta in gravi condizioni. Subito son partite le indagini da parte degli agenti del Commissariato di Polizia di Trani che sono riusciti a ricostruire la vicenda nell'arco di circa 24 ore e, dopo averlo messo alle strette e portato a confessare, hanno arrestato Sebastiani come presunto colpevole dell'accaduto.
Un paio di forbici e i vestiti sporchi di sangue, all'interno di una busta in un cassonetto dell'immondizia di via Giovanni Bovio, non molto distante dal luogo dove è avvenuta la discussione poi degenerate in violenza fisica. Alla base di tutto un debito ancora da onorare, ormai da diverso tempo, di circa 500 euro che Lomolino doveva al cognato. Nel pomeriggio, prima che avvenisse la discussione, il nuovo sollecito da parte della moglie di Sebastiani alla sorella e moglie di Lomolino.
Un modo di fare non gradito da Lomolino che, probabilmente insieme ad altre due persone, si sarebbe recato alla casa di Sebastiani per "spaventarlo" o forse per farsi giustizia da solo. Qui l'aggressione verbale verso la donna (ndr. moglie di Sebastiani) e la reazione da parte di quest'ultimo che impugnate le forbici avrebbe colpito al torace Lomolino con almeno quattro fendenti.
Da questo momento la storia è nota a tutti, Lomolino viene ritrovato incosciente in vico Ciardi, nei pressi di via Ognissanti, e trasportato in ospedale, dove è tuttora ricoverato e resta in gravi condizioni. Subito son partite le indagini da parte degli agenti del Commissariato di Polizia di Trani che sono riusciti a ricostruire la vicenda nell'arco di circa 24 ore e, dopo averlo messo alle strette e portato a confessare, hanno arrestato Sebastiani come presunto colpevole dell'accaduto.