Amedeo Bottaro | L'Uomo oltre la fascia: undici anni d'amore, opere e sacrifici per Trani
Prima di essere Sindaco, Bottaro è stato un figlio, un marito e un padre. Il comizio di commiato è stato un racconto intimo di un viaggio politico e del suo altissimo costo umano
lunedì 18 maggio 2026
8.02
Tutto è iniziato con una lettera riservata lasciata dal commissario prefettizio, la dottoressa Iaculli, e con un momento di profondissimo smarrimento. Quando undici anni fa Amedeo Bottaro lesse quella nota, nel suo primissimo giorno da Sindaco, tornò a casa da suo padre e, con lo sgomento di chi si trova davanti a un'impresa titanica, gli chiese: "E mo'?". La risposta paterna fu tanto semplice quanto profetica: "Hai voluto la bicicletta, mo pedala. Che pensavi che era facile? E così è stata". Da quel giorno, l'amministratore ha iniziato a pedalare, rinunciando all'auto blu e recandosi in Comune a piedi, in bicicletta o in Vespa per dare il buon esempio durante gli anni duri dei tagli al bilancio. Il suo ultimo comizio, però, non è stato solo un resoconto amministrativo per rispondere a chi lo ha criticato, ma una confessione a cuore aperto, in cui i traguardi del Sindaco si sono fusi con le fragilità dell'uomo.
L'orgoglio per la città cambiata: le opere più amate
Rivendicando il lavoro di squadra fatto in questi undici anni, Bottaro ha voluto evidenziare in particolare tre "grandi conquiste" pubbliche a cui si sente intimamente legato. La prima è l'allargamento di Via Pozzopiano, un traguardo che in molti ritenevano impossibile da realizzare. La seconda è l'abbattimento dell'ex sito industriale Angelini per la creazione di un parco; una bonifica complessa per via dell'infinita burocrazia, della quale è fiero pur sapendo che sarà inaugurata dal suo successore, perché "chi amministra amministra così per il futuro". La terza immensa soddisfazione è l'imminente apertura del parcheggio della stazione, un'opera iniziata negli anni '90 e rimasta per decenni un'incompiuta. Ma l'impronta più profonda, Bottaro sente di averla lasciata restituendo il mare ai tranesi. È particolarmente fiero del progetto "Costa Sud", un'operazione per cui il Comune ha affrontato oltre 70 espropri, entrando nelle ville private ed eliminando i cancelli per creare una passeggiata pubblica e accessibile a tutti. A questo si unisce l'orgoglio per la rinascita dei contenitori culturali, come la riqualificazione della Biblioteca Bovio e di Palazzo Beltrani, e lo storico acquisto dei cinema cittadini per strapparli all'abbandono. Ha ricordato inoltre i parchi nati con l'intelligenza di convertire i fondi, come il Parco di Via Polonia e quello di Via De Gemmis, e le nuove strutture sportive, tra cui la tanto sognata pista d'atletica.
Le notti insonni e il ragazzino della Giustina Rocca
Nonostante i successi, l'uomo sul palco non ha nascosto le ferite e le difficoltà. Ci sono state notti passate in bianco per un mese e mezzo quando il Comune era sprovvisto di un dirigente all'urbanistica e il terrore di un errore in una pratica lo teneva sveglio. E c'è stato il periodo buio della pandemia, in cui ha agito come un "virus viaggiante", perennemente fuori casa, prendendo decisioni estreme per blindare e salvare la sua comunità. Con estrema umiltà, ha chiesto scusa ai cittadini per le aspettative deluse, ammettendo che sull'edilizia scolastica sarebbe servito forse più coraggio per demolire e ricostruire da zero. Eppure, proprio parlando di scuole, è emerso un tenero aneddoto: quello del giovane Amedeo, studente "poco ligio al dovere", che quarant'anni fa incise il suo nome su un infisso della scuola media Giustina Rocca. Quel nome è rimasto lì per decenni, e lui, diventato Sindaco, ha continuato a guardarlo finché la sua stessa amministrazione non ha finalmente sostituito gli infissi.
"Ho messo da parte tutto": gli affetti sacrificati
Alla fine di questo lungo viaggio, von la voce rotta dall'emozione, Bottaro si è spogliato della corazza istituzionale per svelare il prezzo altissimo pagato nel privato, ammettendo di aver messo da parte "dalla professione agli hobby, alla famiglia" per dedicarsi anima e corpo alla città. Il momento più toccante del suo testamento spirituale è stato rivolto proprio alla sua famiglia. Ha chiesto apertamente perdono a due persone in particolare: a suo figlio Davide, che oggi ha quasi 10 anni e che ha visto nascere ma non ha potuto veder crescere, poiché da 11 anni "un padre non c'è mai stato"; e a suo padre, che ha visto morire senza avere nemmeno il tempo di piangerlo. L'ultimo, commosso, atto di gratitudine è andato a sua madre, alle sue sorelle e soprattutto alla sua moglie : la donna che ha dovuto crescere i loro tre figli quasi da sola, affrontando il peso della sua "totale assenza" in nome di quell'amore viscerale chiamato Trani.
L'appello finale: "Non fate del male alla città"
Ed è proprio in nome di questo amore incondizionato che Bottaro ha voluto chiudere il suo comizio con un ultimo, accorato appello: smettere di parlare male di Trani e di denigrarla sui social network. Raccontando l'aneddoto di due turisti, il Sindaco uscente ha rivelato come questi ultimi avessero quasi disdetto il loro viaggio dopo aver letto online le lamentele continue dei tranesi, tra storie di "città sporca" e degrado. Arrivati comunque a destinazione, i turisti hanno però scoperto una città bellissima e ben tenuta, esortando il Sindaco a lanciare un messaggio: "Diteglielo ai cittadini di non scrivere quelle cose... così a Trani altrimenti non viene nessuno".
Da qui il severo monito di Bottaro, che ha invitato tutti a voler più bene alla propria terra: "Non fate del male al sindaco, facciamo del male alla città, a noi cittadini". L'invito finale è a proteggere Trani prima di tutto dalle proprie parole, riconoscendo ciò che di buono è stato fatto. Solo dopo questa preghiera laica, prima di scendere dal palco, l'uomo Amedeo ha rivolto alla sua piazza l'ultimo, pacificato saluto: "So già che mi mancherete tutti, anche quelli che mi hanno sempre criticato, e so già che non vi dimenticherò".
Il Passaggio del Testimone: L'Appello di Bottaro al Centrosinistra per il Futuro di Trani
E sulle meravigliose note e parole di "Un sorriso in mezzo al pianto" cala il sipario sul lungo viaggio amministrativo di Amedeo Bottaro che si è concluso con uno sguardo dritto al futuro politico della città. Consapevole di aver ormai "perso l'entusiasmo" fisiologico dopo undici anni in prima linea, il Sindaco uscente ha voluto delineare chiaramente le coordinate per chi siederà a Palazzo di Città dopo di lui. Il prossimo amministratore, ha sottolineato Bottaro, dovrà inevitabilmente ripartire da ciò che manca o che "è stato fatto male", ma avrà soprattutto il dovere di non disperdere il grande lavoro svolto: "Tante cose buone sono state fatte e... andranno valorizzate, non vanno buttate a mare". Sarebbe, a suo dire, un vero e proprio "delitto" distruggere l'eredità lasciata alla città. Questo oneroso compito di continuità e valorizzazione ha un destinatario politico ben preciso.
Bottaro affida esplicitamente il futuro di Trani alla sua area di appartenenza politica, ovvero la coalizione di centrosinistra. Riconoscendo che i traguardi degli ultimi due mandati sono stati il frutto di un lavoro corale e unito di tutta quell'area, l'amministratore non si è però sottratto a un'analisi lucida, e a tratti amara, sull'attuale frammentazione. "È inutile fare gli ipocriti falsi", ha dichiarato alla piazza rifiutandosi di raccontare bugie ai suoi concittadini, ammettendo apertamente che oggi il centrosinistra si presenta diviso a causa delle "legittime ambizioni di chi ha voluto fare un percorso diverso". Nonostante questa evidente frattura, Bottaro si è detto profondamente fiducioso in una futura, naturale, riunificazione: "Sono convinto che ci ritroveremo perché tanto siamo abituati a stare insieme e torneremo a stare insieme".
L'appello per il passaggio di consegne si è infine trasformato in un fermo monito sul metodo politico da adottare. Per garantire un progetto stabile e a "lungo respiro", il Sindaco ha rimarcato l'assoluta necessità di affidarsi a una coalizione solida composta da partiti strutturati, citando esplicitamente realtà presenti su scala nazionale come il Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Italia Viva o regionale come Popolari per la Puglia o la lista "Per Puglia (Trani)". Un chiaro avvertimento, il suo, contro il proliferare di liste civiche che "nascono e muoiono in campagna elettorale", ritenute incapaci di garantire il peso e la continuità necessari per governare una città complessa come Trani.
Il comizio, e con esso la sua decennale avventura alla guida di Trani, si è chiuso con la pacifica rassegnazione di chi sa di aver compiuto la propria missione, congedandosi con l'amara ma serena consapevolezza che "come tutte le cose belle hanno un inizio, ma ahimè hanno una fine". E mentre salutava la sua piazza per l'ultima volta ("so già che non vi dimenticherò"), le note di una celebre canzone diffusa dagli altoparlanti hanno fatto da perfetta e iconica colonna sonora finale, sigillando in poesia undici anni vissuti visceralmente per la sua città: "Io sono tutto l'amore che ho dato, tutto l'amore incondizionato... Mare tempesta e cielo stellato".
L'orgoglio per la città cambiata: le opere più amate
Rivendicando il lavoro di squadra fatto in questi undici anni, Bottaro ha voluto evidenziare in particolare tre "grandi conquiste" pubbliche a cui si sente intimamente legato. La prima è l'allargamento di Via Pozzopiano, un traguardo che in molti ritenevano impossibile da realizzare. La seconda è l'abbattimento dell'ex sito industriale Angelini per la creazione di un parco; una bonifica complessa per via dell'infinita burocrazia, della quale è fiero pur sapendo che sarà inaugurata dal suo successore, perché "chi amministra amministra così per il futuro". La terza immensa soddisfazione è l'imminente apertura del parcheggio della stazione, un'opera iniziata negli anni '90 e rimasta per decenni un'incompiuta. Ma l'impronta più profonda, Bottaro sente di averla lasciata restituendo il mare ai tranesi. È particolarmente fiero del progetto "Costa Sud", un'operazione per cui il Comune ha affrontato oltre 70 espropri, entrando nelle ville private ed eliminando i cancelli per creare una passeggiata pubblica e accessibile a tutti. A questo si unisce l'orgoglio per la rinascita dei contenitori culturali, come la riqualificazione della Biblioteca Bovio e di Palazzo Beltrani, e lo storico acquisto dei cinema cittadini per strapparli all'abbandono. Ha ricordato inoltre i parchi nati con l'intelligenza di convertire i fondi, come il Parco di Via Polonia e quello di Via De Gemmis, e le nuove strutture sportive, tra cui la tanto sognata pista d'atletica.
Le notti insonni e il ragazzino della Giustina Rocca
Nonostante i successi, l'uomo sul palco non ha nascosto le ferite e le difficoltà. Ci sono state notti passate in bianco per un mese e mezzo quando il Comune era sprovvisto di un dirigente all'urbanistica e il terrore di un errore in una pratica lo teneva sveglio. E c'è stato il periodo buio della pandemia, in cui ha agito come un "virus viaggiante", perennemente fuori casa, prendendo decisioni estreme per blindare e salvare la sua comunità. Con estrema umiltà, ha chiesto scusa ai cittadini per le aspettative deluse, ammettendo che sull'edilizia scolastica sarebbe servito forse più coraggio per demolire e ricostruire da zero. Eppure, proprio parlando di scuole, è emerso un tenero aneddoto: quello del giovane Amedeo, studente "poco ligio al dovere", che quarant'anni fa incise il suo nome su un infisso della scuola media Giustina Rocca. Quel nome è rimasto lì per decenni, e lui, diventato Sindaco, ha continuato a guardarlo finché la sua stessa amministrazione non ha finalmente sostituito gli infissi.
"Ho messo da parte tutto": gli affetti sacrificati
Alla fine di questo lungo viaggio, von la voce rotta dall'emozione, Bottaro si è spogliato della corazza istituzionale per svelare il prezzo altissimo pagato nel privato, ammettendo di aver messo da parte "dalla professione agli hobby, alla famiglia" per dedicarsi anima e corpo alla città. Il momento più toccante del suo testamento spirituale è stato rivolto proprio alla sua famiglia. Ha chiesto apertamente perdono a due persone in particolare: a suo figlio Davide, che oggi ha quasi 10 anni e che ha visto nascere ma non ha potuto veder crescere, poiché da 11 anni "un padre non c'è mai stato"; e a suo padre, che ha visto morire senza avere nemmeno il tempo di piangerlo. L'ultimo, commosso, atto di gratitudine è andato a sua madre, alle sue sorelle e soprattutto alla sua moglie : la donna che ha dovuto crescere i loro tre figli quasi da sola, affrontando il peso della sua "totale assenza" in nome di quell'amore viscerale chiamato Trani.
L'appello finale: "Non fate del male alla città"
Ed è proprio in nome di questo amore incondizionato che Bottaro ha voluto chiudere il suo comizio con un ultimo, accorato appello: smettere di parlare male di Trani e di denigrarla sui social network. Raccontando l'aneddoto di due turisti, il Sindaco uscente ha rivelato come questi ultimi avessero quasi disdetto il loro viaggio dopo aver letto online le lamentele continue dei tranesi, tra storie di "città sporca" e degrado. Arrivati comunque a destinazione, i turisti hanno però scoperto una città bellissima e ben tenuta, esortando il Sindaco a lanciare un messaggio: "Diteglielo ai cittadini di non scrivere quelle cose... così a Trani altrimenti non viene nessuno".
Da qui il severo monito di Bottaro, che ha invitato tutti a voler più bene alla propria terra: "Non fate del male al sindaco, facciamo del male alla città, a noi cittadini". L'invito finale è a proteggere Trani prima di tutto dalle proprie parole, riconoscendo ciò che di buono è stato fatto. Solo dopo questa preghiera laica, prima di scendere dal palco, l'uomo Amedeo ha rivolto alla sua piazza l'ultimo, pacificato saluto: "So già che mi mancherete tutti, anche quelli che mi hanno sempre criticato, e so già che non vi dimenticherò".
Il Passaggio del Testimone: L'Appello di Bottaro al Centrosinistra per il Futuro di Trani
E sulle meravigliose note e parole di "Un sorriso in mezzo al pianto" cala il sipario sul lungo viaggio amministrativo di Amedeo Bottaro che si è concluso con uno sguardo dritto al futuro politico della città. Consapevole di aver ormai "perso l'entusiasmo" fisiologico dopo undici anni in prima linea, il Sindaco uscente ha voluto delineare chiaramente le coordinate per chi siederà a Palazzo di Città dopo di lui. Il prossimo amministratore, ha sottolineato Bottaro, dovrà inevitabilmente ripartire da ciò che manca o che "è stato fatto male", ma avrà soprattutto il dovere di non disperdere il grande lavoro svolto: "Tante cose buone sono state fatte e... andranno valorizzate, non vanno buttate a mare". Sarebbe, a suo dire, un vero e proprio "delitto" distruggere l'eredità lasciata alla città. Questo oneroso compito di continuità e valorizzazione ha un destinatario politico ben preciso.
Bottaro affida esplicitamente il futuro di Trani alla sua area di appartenenza politica, ovvero la coalizione di centrosinistra. Riconoscendo che i traguardi degli ultimi due mandati sono stati il frutto di un lavoro corale e unito di tutta quell'area, l'amministratore non si è però sottratto a un'analisi lucida, e a tratti amara, sull'attuale frammentazione. "È inutile fare gli ipocriti falsi", ha dichiarato alla piazza rifiutandosi di raccontare bugie ai suoi concittadini, ammettendo apertamente che oggi il centrosinistra si presenta diviso a causa delle "legittime ambizioni di chi ha voluto fare un percorso diverso". Nonostante questa evidente frattura, Bottaro si è detto profondamente fiducioso in una futura, naturale, riunificazione: "Sono convinto che ci ritroveremo perché tanto siamo abituati a stare insieme e torneremo a stare insieme".
L'appello per il passaggio di consegne si è infine trasformato in un fermo monito sul metodo politico da adottare. Per garantire un progetto stabile e a "lungo respiro", il Sindaco ha rimarcato l'assoluta necessità di affidarsi a una coalizione solida composta da partiti strutturati, citando esplicitamente realtà presenti su scala nazionale come il Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Italia Viva o regionale come Popolari per la Puglia o la lista "Per Puglia (Trani)". Un chiaro avvertimento, il suo, contro il proliferare di liste civiche che "nascono e muoiono in campagna elettorale", ritenute incapaci di garantire il peso e la continuità necessari per governare una città complessa come Trani.
Il comizio, e con esso la sua decennale avventura alla guida di Trani, si è chiuso con la pacifica rassegnazione di chi sa di aver compiuto la propria missione, congedandosi con l'amara ma serena consapevolezza che "come tutte le cose belle hanno un inizio, ma ahimè hanno una fine". E mentre salutava la sua piazza per l'ultima volta ("so già che non vi dimenticherò"), le note di una celebre canzone diffusa dagli altoparlanti hanno fatto da perfetta e iconica colonna sonora finale, sigillando in poesia undici anni vissuti visceralmente per la sua città: "Io sono tutto l'amore che ho dato, tutto l'amore incondizionato... Mare tempesta e cielo stellato".