Amet, Merra: «Il bilancio 2014 emblema della malagestione»
La consigliera della Lista Florio teme per la partecipata una fine "alla Thelma&Louise"
domenica 13 dicembre 2015
10.38
«Mi sembra di rivedere un film già visto in Amet, che la porterà allo stesso epilogo del film "Thelma&Louise)"», si chiude così l'interrogazione consiliare presentata questa settimana da Raffaella Merra, esponente della Lista Florio, che dagli scranni dell'opposizione lancia un monito sul futuro della partecipata. «Prendendo spunto dalla relazione allegata all'ultimo bilancio, del 2014, consegnata dal presidente Pappolla, sono costretta ad evidenziare l'inerzia e la totale superficialità con cui viene gestita l'azienda, senza che il socio unico si preoccupi di attuare provvedimenti seri e definitivi nei confronti dell'attuale consiglio d'amministrazione».
«Invito tutti i colleghi consiglieri a riflettere, partendo dalle note integrative, con particolare riferimento a ciò che è scritto nelle pagine 17 e 20, sul fatto che si scoprano cose a dir poco interessanti, che certificano assolutamente una malagestio del bene pubblico. Spero che il sindaco, rappresentante del socio unico, intervenga, invece che continuare a pensare di voler svendere ai privati un gioiello come Amet,, che ha il solo difetto di essere male amministrata. Mi auguro che giungano risposte pubbliche nella prossima riunione consiliare».
«Penso che, al punto in cui si è giunti, si renda necessario che Bottaro, visto che continua a predicare come sulla carta la sua amministrazione rappresenti il nuovo e il rinnovamento rispetto al passato, revochi l'attuale cda, essendoci di certo tutti i presupposti utili per farlo e lo statuto aziendale avvalla la mia richiesta. Infine, data l'esosa esposizione dei crediti riportati in bilancio da Amet e alla stessa dovuti ancora oggi, non si comprende la latenza con cui ci si rifiuta di effettuare i recuperi, partendo dagli enti più solvibili (Noy Ambiente, Equitalia e Regione Puglia). Solo in questo modo l'azienda otterrebbe una liquidità di circa 1,5 milioni di euro. A questo punto mi domando a cosa sia servito assumere un funzionario quadro nell'Ufficio Legale di Amet? E pagare, inoltre, la sua iscrizione all'albo degli avvocati.. La cosa più grave è il ricorso, per gli incarichi legali, ad avvocati esterni».
«Invito tutti i colleghi consiglieri a riflettere, partendo dalle note integrative, con particolare riferimento a ciò che è scritto nelle pagine 17 e 20, sul fatto che si scoprano cose a dir poco interessanti, che certificano assolutamente una malagestio del bene pubblico. Spero che il sindaco, rappresentante del socio unico, intervenga, invece che continuare a pensare di voler svendere ai privati un gioiello come Amet,, che ha il solo difetto di essere male amministrata. Mi auguro che giungano risposte pubbliche nella prossima riunione consiliare».
«Penso che, al punto in cui si è giunti, si renda necessario che Bottaro, visto che continua a predicare come sulla carta la sua amministrazione rappresenti il nuovo e il rinnovamento rispetto al passato, revochi l'attuale cda, essendoci di certo tutti i presupposti utili per farlo e lo statuto aziendale avvalla la mia richiesta. Infine, data l'esosa esposizione dei crediti riportati in bilancio da Amet e alla stessa dovuti ancora oggi, non si comprende la latenza con cui ci si rifiuta di effettuare i recuperi, partendo dagli enti più solvibili (Noy Ambiente, Equitalia e Regione Puglia). Solo in questo modo l'azienda otterrebbe una liquidità di circa 1,5 milioni di euro. A questo punto mi domando a cosa sia servito assumere un funzionario quadro nell'Ufficio Legale di Amet? E pagare, inoltre, la sua iscrizione all'albo degli avvocati.. La cosa più grave è il ricorso, per gli incarichi legali, ad avvocati esterni».