Amministrative Trani, nota stampa di Ninni De Feudis: «Coalizioni fragili e senza visione, pensano solo alle poltrone»
L'ex candidato Sindaco, confermato lo stop al sostegno di qualsiasi schieramento e accelerata sulla nascita dell'Osservatorio Giuridico indipendente
L'intervento di De Feudis non è una retromarcia, bensì una ferma riaffermazione delle ragioni che lo hanno portato a sottrarsi alla "scaramuccia di poltroncine", rivendicando con orgoglio la reazione della città che ha saputo leggere la sua scelta come un "atto politico deliberato e necessario". Dalla sua posizione di osservatore esterno, ma profondamente coinvolto nelle sorti della città, De Feudis traccia un quadro impietoso delle coalizioni rimaste in campo, definendole caratterizzate da "fragilità interne, divisioni e assenza di visione e di progetti", più preoccupate a proteggere se stesse e le proprie logiche di appartenenza che non gli interessi dei cittadini.
Confermando la linea della totale equidistanza, De Feudis ribadisce che non sosterrà alcun candidato, giudicando incoerente l'allineamento a percorsi che non rispettano il metodo rigoroso e basato sulle competenze che considera imprescindibile. Al contempo, annuncia un'accelerazione sulla costituzione dell'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, che si preannuncia come un presidio indipendente e tecnico pronto a diventare il "contraltare vero" del futuro governo della Città, al quale la politica dei palazzi dovrà rendere conto senza sconti.
Ora se qualcuno, nei palazzi del potere, aveva tirato un sospiro di sollievo pensando che il ritiro dell'Avv. Sebastiano De Feudis avrebbe spento i riflettori sulle zone d'ombra della politica tranese, farebbe bene a ricredersi. E in fretta. Con questo comunicato, De Feudis non sigilla una ritirata, ma firma l'atto di nascita di una nuova, inedita e potenzialmente dirompente stagione di opposizione extra-consiliare. L'annuncio della costituzione immediata dell'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione trasforma il "passo di lato" in un salto in avanti. Non più un candidato tra i tanti, ma il promotore di un contropotere tecnico e civico, un "presidio indipendente e rigoroso" pronto a vivisezionare, con la competenza che non gli fa difetto, ogni delibera, ogni appalto e ogni processo decisionale della futura amministrazione.
De Feudis ha lanciato un guanto di sfida gelido e definitivo a chiunque vincerà le elezioni. È la fine della politica degli interessi personali, fa intendere De Feudis, e l'inizio della responsabilità tecnica e verificabile. Chiunque siederà sulla poltrona più alta di Trani sappia che non ci saranno paraventi politici dietro cui nascondersi: l'occhio clinico dell'Osservatorio è già acceso. E De Feudis, fedele al suo metodo, non ha intenzione di fare sconti. La battaglia per Trani non è finita; ha appena cambiato campo da gioco.
- Di seguito, si riporta il testo integrale del comunicato stampa.
Quello che ho scelto di mantenere negli ultimi giorni, è stato un silenzio pieno, fatto di osservazione attenta e valutazioni. Ho sentito la reazione della mia Città al ritiro della candidatura a Sindaco e, permettetemi di dirlo pubblicamente, ne sono orgoglioso. Vedere una lettura lucida della mia scelta, quale atto politico deliberato e necessario, da parte della gente, ha solo confermato quello di cui sono sempre stato convinto: Trani comprende, ed oggi pretende, molto più di quello che la politica crede. Ho scelto di preservare metodo, competenza e rigore in un contesto che, da ultimo, ha rivelato con precisione la sua reale consistenza. I cittadini lo hanno compreso senza esitazioni. La politica invece, ha preferito ignorarne il significato: non sarei mai andato avanti, barattando la mia battaglia di valori per una scaramuccia di poltroncine, con buona pace di molti. E tutto ciò che è avvenuto immediatamente dopo il mio ritiro, ha rafforzato ancora di più questa consapevolezza, con una campagna elettorale ha mostrato una serie di criticità strutturali che non potevano non esplodere ma che questa volta vengono colte e giudicate appieno da una Città attenta e lucida. Le coalizioni che avrebbero dovuto presentare un progetto credibile si sono distinte per fragilità interne, divisioni e assenza di visione e di progetti: hanno scelto di proteggere sé stesse, non la gente. Hanno dimostrato chiaramente che al loro interno contano più le logiche di appartenenza, i posizionamenti per la futura gestione del (piccolo) potere ed i personalismi che vorrebbero essere garanzia ma che sono endemicamente destinati a scontrarsi con la realtà, piuttosto che la capacità di governo, le competenze ed il metodo rigoroso e verificabile. Temo, a questo punto, non possa essere più sufficiente evitare confronti con le piazze o con altri candidati: il regime di autotutela, per la gente, è adesso del tutto evidente. Restare parte di questo scenario, sarebbe stato incoerente. E quindi, ha preso forma l'unico vero atto politico che avrei mai potuto fare. La città ha riconosciuto questo passaggio con chiarezza. Ha individuato la distanza tra un percorso fondato sul merito e un contesto che continua a privilegiare convenienze interne e soluzioni di corto respiro. La coerenza richiede una posizione netta: per questo non sosterrò alcun candidato. L'allineamento a percorsi che non rispettano il metodo che considero imprescindibile sarebbe contrario al senso stesso del mio impegno pubblico. L'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione procederà ora nella sua costituzione. Sarà un presidio indipendente e rigoroso, finalizzato alla valutazione degli atti, dei processi decisionali e dei risultati dell'azione amministrativa. Costituirà un punto di controllo stabile e competente, in grado di restituire ai cittadini un'analisi fondata su criteri tecnici e non su convenienze politiche. Il mio approccio rimane immutato: il governo non è un titolo, è un metodo. E il metodo, quando è serio, non dipende da una poltrona. Non sono il Sindaco e non sarò il Sindaco: ma sarò, assieme alla mia squadra di tecnici ed a tutti coloro che vorranno farne parte, il contraltare vero del governo della Città, quello al quale la politica dei palazzi dovrà rendere seriamente conto. Perché io, quando prendo un impegno, lo porto avanti fino in fondo ed i compromessi, spiace per qualcuno, non mi appartengono.