Ammnistrative Trani 2026. La sfida del PNRR, il talk tra Il sogno di Galiano e il realismo di Ferrante: "Niente apprendisti al comando, la città non può aspettare"
Dalle scuole-comunità alla "guerra dei cantieri", il centrosinistra lancia il guanto di sfida per il primo turno. Galiano: “Il segnale stasera è positivo: il 25 maggio potremmo chiuderla subito”
lunedì 27 aprile 2026
9.20
In una città che si trasforma, il cantiere è spesso percepito dal cittadino solo come un ostacolo: polvere, rumore, viabilità stravolta e parcheggi che spariscono. Tuttavia, incontri come quello svoltosi domenica 26 aprile presso il comitato di Marco Galiano dimostrano quanto sia fondamentale una comunicazione costante e trasparente. Informare la cittadinanza non deve essere solo un esercizio elettorale, ma una pratica amministrativa cadenzata. Solo comprendendo il "vantaggio futuro" – una scuola più sicura, un asilo in più, un fronte mare restituito alla comunità – il cittadino può accettare il "disagio presente", diventando parte attiva del cambiamento anziché subirlo passivamente.
Il tema delle Opere Pubbliche non è solo una corsa verso Palazzo di Città, è una corsa contro il tempo e contro la burocrazia per questo Marco Galiano, e il vicesindaco uscente, Fabrizio Ferrante, hanno tracciato la rotta per la Trani del 2026. per un talk, molto partecipato, che è stato un "tagliando" pubblico sullo stato dei lavori della città, tra l'ambizione di chiudere la partita elettorale al primo turno e la necessità di spiegare ai cittadini che ogni cantiere è una trincea.
Il "Modello Galiano": La scuola come bussola della città - Per Marco Galiano, dirigente scolastico prestato alla politica da mediano metodista, il PNRR non è una sigla tecnica, ma una missione pedagogica. Il suo intervento ha colpito per la capacità di legare l'edilizia alla dignità sociale. "Investire nel futuro non è soltanto pensare alla scuola come luogo di istruzione. Apprendere in un luogo che non è bello non è facile. Il contesto forma le persone: la disabilità oggi la definiamo in base a quanto il contesto si opponga alla realizzazione di una persona", ha dichiarato Galiano che non ha usato giri di parole per descrivere la giungla burocratica: "Ho vissuto le allucinanti vicissitudini del PNRR: sistemi di rendicontazione farneticanti, piattaforme su piattaforme". Eppure, la sua è una sfida all'ottimismo: "Il segnale stasera è positivo: il 25 maggio potremmo chiuderla subito". Ma per farlo, Galiano sa di aver bisogno della memoria storica: "È necessaria la competenza di chi ha già lavorato e sa come si tratta con gli uffici. Io sto imparando questo linguaggio, ma la nostra forza è avvalersi di chi sa come si fa".
Ferrante e la "Verità dei Cantieri": Oltre la propaganda - Se Galiano è la visione, Fabrizio Ferrante è il braccio armato dell'amministrazione uscente. Il suo è stato un intervento di "realismo muscolare", volto a smontare la narrazione di una città ostaggio dei lavori infiniti."Dire che siamo avvantaggiati dai fondi PNRR è un'enorme bugia", ha esordito Ferrante. "Abbiamo recuperato 80 milioni, ma mica tutti li realizzeremo. Non è facile caricare un furgone da una tonnellata con dieci tonnellate di peso: il passo diventa lento". Ferrante ha svelato il retroscena di una "guerra" quotidiana fatta di rincari e ditte poco serie: "C'è la speculazione di chi ti ricatta sulle perizie di variante perché sa che hai fretta di finire. L'amministrazione è la prima parte lesa". E sulla "poltrona", termine spesso usato con disprezzo, ha rivendicato: "La poltrona serve per risolvere i problemi. Una nuova amministrazione non può permettersi apprendistati o vuoti: deve essere operativa dal giorno zero".
Il "Cantiere Verde" e la sicurezza dei cittadini - Un passaggio importante ha riguardato il verde pubblico, con la difesa della scelta di inserire un agronomo in pianta stabile nell'organico comunale. "Non si può impedire l'eliminazione di un pericolo solo perché qualche ambientalista in pelliccia si incatena agli alberi", ha affondato Ferrante, ricordando il brivido di un albero caduto in una scuola di domenica. "Abbiamo una politica seria: togliere una pianta e metterne un'altra costa fino a 2.000 euro. Se non ci sono i soldi, la priorità resta la pubblica incolumità".
L'Editoriale: Perché questi incontri servono alla città. "In un'epoca di slogan social, il confronto di via Mario Pagano restituisce dignità alla politica del "fare". Il disagio del cantiere sotto casa è reale, ma diventa tollerabile solo se inserito in un disegno organico. Trani sta cambiando pelle: tra nuovi nidi comunali (un primato nazionale per dimensioni) e la riqualificazione di Costa Sud — definita da Galiano l'opera "più di sinistra" mai fatta perché restituisce il mare a tutti — la città si gioca il tutto per tutto. La domanda per gli elettori resta una: affidarsi a chi ha già le mani sui dossier o rischiare il salto nel buio di una nuova curva di apprendimento?
Il tema delle Opere Pubbliche non è solo una corsa verso Palazzo di Città, è una corsa contro il tempo e contro la burocrazia per questo Marco Galiano, e il vicesindaco uscente, Fabrizio Ferrante, hanno tracciato la rotta per la Trani del 2026. per un talk, molto partecipato, che è stato un "tagliando" pubblico sullo stato dei lavori della città, tra l'ambizione di chiudere la partita elettorale al primo turno e la necessità di spiegare ai cittadini che ogni cantiere è una trincea.
Il "Modello Galiano": La scuola come bussola della città - Per Marco Galiano, dirigente scolastico prestato alla politica da mediano metodista, il PNRR non è una sigla tecnica, ma una missione pedagogica. Il suo intervento ha colpito per la capacità di legare l'edilizia alla dignità sociale. "Investire nel futuro non è soltanto pensare alla scuola come luogo di istruzione. Apprendere in un luogo che non è bello non è facile. Il contesto forma le persone: la disabilità oggi la definiamo in base a quanto il contesto si opponga alla realizzazione di una persona", ha dichiarato Galiano che non ha usato giri di parole per descrivere la giungla burocratica: "Ho vissuto le allucinanti vicissitudini del PNRR: sistemi di rendicontazione farneticanti, piattaforme su piattaforme". Eppure, la sua è una sfida all'ottimismo: "Il segnale stasera è positivo: il 25 maggio potremmo chiuderla subito". Ma per farlo, Galiano sa di aver bisogno della memoria storica: "È necessaria la competenza di chi ha già lavorato e sa come si tratta con gli uffici. Io sto imparando questo linguaggio, ma la nostra forza è avvalersi di chi sa come si fa".
Ferrante e la "Verità dei Cantieri": Oltre la propaganda - Se Galiano è la visione, Fabrizio Ferrante è il braccio armato dell'amministrazione uscente. Il suo è stato un intervento di "realismo muscolare", volto a smontare la narrazione di una città ostaggio dei lavori infiniti."Dire che siamo avvantaggiati dai fondi PNRR è un'enorme bugia", ha esordito Ferrante. "Abbiamo recuperato 80 milioni, ma mica tutti li realizzeremo. Non è facile caricare un furgone da una tonnellata con dieci tonnellate di peso: il passo diventa lento". Ferrante ha svelato il retroscena di una "guerra" quotidiana fatta di rincari e ditte poco serie: "C'è la speculazione di chi ti ricatta sulle perizie di variante perché sa che hai fretta di finire. L'amministrazione è la prima parte lesa". E sulla "poltrona", termine spesso usato con disprezzo, ha rivendicato: "La poltrona serve per risolvere i problemi. Una nuova amministrazione non può permettersi apprendistati o vuoti: deve essere operativa dal giorno zero".
Il "Cantiere Verde" e la sicurezza dei cittadini - Un passaggio importante ha riguardato il verde pubblico, con la difesa della scelta di inserire un agronomo in pianta stabile nell'organico comunale. "Non si può impedire l'eliminazione di un pericolo solo perché qualche ambientalista in pelliccia si incatena agli alberi", ha affondato Ferrante, ricordando il brivido di un albero caduto in una scuola di domenica. "Abbiamo una politica seria: togliere una pianta e metterne un'altra costa fino a 2.000 euro. Se non ci sono i soldi, la priorità resta la pubblica incolumità".
L'Editoriale: Perché questi incontri servono alla città. "In un'epoca di slogan social, il confronto di via Mario Pagano restituisce dignità alla politica del "fare". Il disagio del cantiere sotto casa è reale, ma diventa tollerabile solo se inserito in un disegno organico. Trani sta cambiando pelle: tra nuovi nidi comunali (un primato nazionale per dimensioni) e la riqualificazione di Costa Sud — definita da Galiano l'opera "più di sinistra" mai fatta perché restituisce il mare a tutti — la città si gioca il tutto per tutto. La domanda per gli elettori resta una: affidarsi a chi ha già le mani sui dossier o rischiare il salto nel buio di una nuova curva di apprendimento?