Trani, nel Triennale 1,5 milioni per l'ex Casa di Riposo, ma la struttura cade a pezzi

Il Dirigente: "Crollata parte del tetto. Dopo anni di silenzio l'ASP vuole ridarcelo, ma serve cautela". Al via indagini strutturali con edilizia acrobatica

lunedì 26 gennaio 2026 20.01
Un piano da 1,5 milioni di euro previsto per il 2028, ma un presente fatto di crolli, degrado e, soprattutto, un nodo proprietario ancora tutto da sciogliere. È quanto emerso oggi in Consiglio Comunale durante la discussione sul punto 9 all'ordine del giorno, il "Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026/2028", approvato poi dall'assise con 24 voti favorevoli e 4 contrari. Al centro del dibattito, sollecitato dalle annose richieste del Comitato cittadino che da tempo vigila sulle sorti della struttura, c'è il destino dell'ex Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II". A fare chiarezza sullo stato dell'arte è intervenuto l'Ing. Luigi Puzziferri, dirigente dell'Area Lavori Pubblici, con una precisazione netta che sposta l'asse delle responsabilità: l'immobile non è attualmente gestito dal Comune.

"L'immobile è ancora dell'ASP" «La Casa di Riposo è ancora in possesso all'ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona)» ha tuonato Puzziferri, rispondendo alle interrogazioni in aula. Il dirigente ha svelato un cambio di passo nei rapporti istituzionali: «Dopo anni di silenzio assordante, il nuovo Presidente dell'ASP si sta interfacciando con il Comune e ha chiesto di riconsegnare la struttura». Tuttavia, Palazzo di Città non sembra intenzionato ad accettare un "pacco a scatola chiusa". «Non penso sia una cosa così semplice riprenderselo senza particolari valutazioni dopo anni di degrado che certamente non dipendono da noi» ha ammonito il dirigente.

Il precedente di Palazzo Trombetta La cautela del Comune nasce da pregresse esperienze negative con l'ente di assistenza. Puzziferri ha citato il caso di Palazzo Trombetta in piazza Longobardi, dove il Comune detiene una piccola proprietà condominiale insieme all'ASP: «Siamo stati costretti a sobbarcarci la quota parte dell'ASP per mettere in sicurezza l'immobile, perché l'ente non si è mai presentato né ha pagato, nonostante le grosse pendenze che abbiamo con loro». Un precedente che pesa come un macigno sulla trattativa per la Casa di Riposo.

Crolli e "Edilizia Acrobatica" Sotto il profilo tecnico, la situazione dell'ex "Vittorio Emanuele II" è critica. È stato confermato il crollo di una parte del solaio di copertura del secondo piano, realizzato con vecchie putrelle in ferro ormai deteriorate. «Non ci sono problemi particolari sulle mura portanti – ha rassicurato Puzziferri – ma l'unica soluzione tampone, in attesa di fondi, è creare una copertura provvisoria in lamiera metallica per fermare le infiltrazioni d'acqua». Nel frattempo, qualcosa si muove sul fronte della diagnosi. Proprio oggi si è tenuta una conferenza di servizi per avviare le indagini strutturali: «Utilizzeremo una società di edilizia acrobatica, tecnici che usano funi e tecniche di arrampicata, per effettuare i sondaggi endoscopici sulla muratura, recentemente autorizzati dalla Soprintendenza dopo mesi di attesa». tl@