Avv. Sebastiano De Feudis: "L’Amministrazione tranese è al capolinea, la continuità è un suicidio. Porte aperte a Mercorio e Moscatelli"
“L’unità è un valore non è un equilibrio, è questo il mio valore”
sabato 28 marzo 2026
10.33
C'è un'aria pesante a Trani, un'atmosfera da "resa dei conti" che precede la tempesta elettorale delle amministrative. Non è solo la primavera che tarda ad arrivare, è il clima politico a essere glaciale, sospeso tra macerie di alleanze frantumate e la pretesa di un futuro che stenta a decollare. In questo scenario, Sebastiano "Ninni" De Feudis, avvocato prestato alla politica (o viceversa, a seconda dei punti di vista), si muove con la sicurezza di chi conosce i meccanismi, i segreti e, soprattutto, le debolezze dei suoi avversari. Lo abbiamo intervistato ed anche questa volta l'avv. De Feudis non ha usato filtri. La sua analisi parte da lontano, dal recente referendum, per arrivare dritto al cuore pulsante – e malato – della politica tranese.
Il Referendum: Una Vittoria Senza Eredi, alle comunali sarà un'altra storia
Il 57% dei tranesi è andato a votare. Un dato che, per De Feudis, non è una vittoria dei partiti, ma della magistratura. "I cittadini hanno scelto la magistratura come antidoto alla delinquenza e alla mala politica", esordisce, gelando subito gli entusiasmi di chi, a sinistra, tenta di appuntarsi la medaglia al petto. "Non è una sconfitta del centro-destra, né una vittoria del centro-sinistra. È un dato che va letto scientificamente: a votare sono andati i professionisti, il ceto medio. Le categorie più povere si sono disinteressate, perché la politica si è disinteressata di loro". U
n avvertimento chiaro: il voto delle comunali sarà un'altra storia, e chi pensa di cavalcare l'onda referendaria rischia di schiantarsi contro lo scoglio dell'astensionismo sociale.
Il Centrosinistra: Combattenti, Reduci e Suicidi Politici
Ma è sul centrosinistra tranese che De Feudis affonda il colpo, con una metafora destinata a restare: "L'attuale amministrazione la definirei un'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. I combattenti sono andati con Giacomo Marinaro; i reduci li hanno lasciati in gestione a Marco Galliano". Una divisione plastica, insanabile, che per De Feudis rappresenta la condanna elettorale della coalizione uscente. E il motivo è semplice: la pretesa di una "continuità" che la città, a suo dire, rifiuta categoricamente. "Andare in continuità con questa amministrazione è un suicidio politico. I risultati non si sono visti, e soprattutto non c'è mai stata una narrazione capace di spiegare i benefici delle opere pubbliche. Hanno promesso che la differenziata avrebbe abbassato la Tari: non solo non l'ha abbassata, l'ha aumentata. I cittadini se lo ricordano, e questo sarà pagato elettoralmente". La sentenza è netta: "Esiste un dato concreto a Trani: questa amministrazione non la vuole più nessuno. E questo dato è conosciuto a molti".
L'Apertura al Civismo: Il Progetto "Tutte e Tre"
In questo scenario frammentato, De Feudis non si limita alla critica, ma lancia un segnale politico forte, guardando verso le altre forze civiche che si oppongono ai blocchi tradizionali. Rivela di aver avviato un dialogo con figure di spicco del panorama politico locale, aprendo a possibili alleanze per semplificare un'offerta politica giudicata eccessiva dai cittadini.
"Sto dialogando in modo costruttivo con Angela Mercorio ed Alessandro Moscatelli. Ho incontrato due persone determinate e seriamente votate a fare la differenza. Stiamo lavorando per condividere obiettivi e visione e soprattutto un metodo di governo destinato a dare stabilità e risposte concrete". L'obiettivo dichiarato è intercettare quella voglia di "semplificazione" che emerge dalla cittadinanza, offrendo un'alternativa chiara e reale basata sulla competenza tecnica e amministrativa di De Feudis, esperto in materia di enti pubblici.
"Mi sarebbe piaciuto raccogliere volontà di sintesi anche da parte di Galiano e Marinaro: registro che da parte loro non è arrivata una dichiarazione di disponibilità a ritirare la propria candidatura per garantire a Trani una squadra di governo competente e soprattutto una maggioranza stabile, come invece ho sempre affermato io. L'unità è un valore, non uno strumento elettorale." La dichiarazione di De Feudis è potente quanto incontestabile.
La Sfida dei Palchi: "Gli Altri Non Avranno il Coraggio di Salire"
Infine, la stoccata finale sulle "presentazioni" in pompa magna degli altri candidati, blocco 1, blocco 2 e blocco 3. De Feudis le liquida come "atti di debolezza", sfilate per amici e parenti che servono a eleggere un consigliere, non un sindaco. La sua campagna elettorale sarà diversa. Niente sale chiuse, niente brindisi felpati. "Io mi presenterò sui palchi. Quest'anno faccio i comizi. Non esistono riunioni al chiuso. Sfiderò gli altri dai palchi, e vedrai che gli altri non avranno il coraggio di salire, perché non sapranno che cosa dire". È un guanto di sfida lanciato alla città e ai suoi competitor. L'avvocato De Feudis ha deciso di scendere nell'arena, e promette di far sentire la sua voce, forte e chiara, nelle piazze di Trani. L'inverno dello scontento sta per finire; la primavera elettorale si preannuncia infuocata.
Il Referendum: Una Vittoria Senza Eredi, alle comunali sarà un'altra storia
Il 57% dei tranesi è andato a votare. Un dato che, per De Feudis, non è una vittoria dei partiti, ma della magistratura. "I cittadini hanno scelto la magistratura come antidoto alla delinquenza e alla mala politica", esordisce, gelando subito gli entusiasmi di chi, a sinistra, tenta di appuntarsi la medaglia al petto. "Non è una sconfitta del centro-destra, né una vittoria del centro-sinistra. È un dato che va letto scientificamente: a votare sono andati i professionisti, il ceto medio. Le categorie più povere si sono disinteressate, perché la politica si è disinteressata di loro". U
n avvertimento chiaro: il voto delle comunali sarà un'altra storia, e chi pensa di cavalcare l'onda referendaria rischia di schiantarsi contro lo scoglio dell'astensionismo sociale.
Il Centrosinistra: Combattenti, Reduci e Suicidi Politici
Ma è sul centrosinistra tranese che De Feudis affonda il colpo, con una metafora destinata a restare: "L'attuale amministrazione la definirei un'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. I combattenti sono andati con Giacomo Marinaro; i reduci li hanno lasciati in gestione a Marco Galliano". Una divisione plastica, insanabile, che per De Feudis rappresenta la condanna elettorale della coalizione uscente. E il motivo è semplice: la pretesa di una "continuità" che la città, a suo dire, rifiuta categoricamente. "Andare in continuità con questa amministrazione è un suicidio politico. I risultati non si sono visti, e soprattutto non c'è mai stata una narrazione capace di spiegare i benefici delle opere pubbliche. Hanno promesso che la differenziata avrebbe abbassato la Tari: non solo non l'ha abbassata, l'ha aumentata. I cittadini se lo ricordano, e questo sarà pagato elettoralmente". La sentenza è netta: "Esiste un dato concreto a Trani: questa amministrazione non la vuole più nessuno. E questo dato è conosciuto a molti".
L'Apertura al Civismo: Il Progetto "Tutte e Tre"
In questo scenario frammentato, De Feudis non si limita alla critica, ma lancia un segnale politico forte, guardando verso le altre forze civiche che si oppongono ai blocchi tradizionali. Rivela di aver avviato un dialogo con figure di spicco del panorama politico locale, aprendo a possibili alleanze per semplificare un'offerta politica giudicata eccessiva dai cittadini.
"Sto dialogando in modo costruttivo con Angela Mercorio ed Alessandro Moscatelli. Ho incontrato due persone determinate e seriamente votate a fare la differenza. Stiamo lavorando per condividere obiettivi e visione e soprattutto un metodo di governo destinato a dare stabilità e risposte concrete". L'obiettivo dichiarato è intercettare quella voglia di "semplificazione" che emerge dalla cittadinanza, offrendo un'alternativa chiara e reale basata sulla competenza tecnica e amministrativa di De Feudis, esperto in materia di enti pubblici.
"Mi sarebbe piaciuto raccogliere volontà di sintesi anche da parte di Galiano e Marinaro: registro che da parte loro non è arrivata una dichiarazione di disponibilità a ritirare la propria candidatura per garantire a Trani una squadra di governo competente e soprattutto una maggioranza stabile, come invece ho sempre affermato io. L'unità è un valore, non uno strumento elettorale." La dichiarazione di De Feudis è potente quanto incontestabile.
La Sfida dei Palchi: "Gli Altri Non Avranno il Coraggio di Salire"
Infine, la stoccata finale sulle "presentazioni" in pompa magna degli altri candidati, blocco 1, blocco 2 e blocco 3. De Feudis le liquida come "atti di debolezza", sfilate per amici e parenti che servono a eleggere un consigliere, non un sindaco. La sua campagna elettorale sarà diversa. Niente sale chiuse, niente brindisi felpati. "Io mi presenterò sui palchi. Quest'anno faccio i comizi. Non esistono riunioni al chiuso. Sfiderò gli altri dai palchi, e vedrai che gli altri non avranno il coraggio di salire, perché non sapranno che cosa dire". È un guanto di sfida lanciato alla città e ai suoi competitor. L'avvocato De Feudis ha deciso di scendere nell'arena, e promette di far sentire la sua voce, forte e chiara, nelle piazze di Trani. L'inverno dello scontento sta per finire; la primavera elettorale si preannuncia infuocata.