BAT nella tempesta: inchiesta e crisi politica, i sindaci chiedono il passo indietro di Lodispoto
Bottaro, Bruno, Angarano e Lamacchia: "Maggioranza finita già a novembre"
La notizia dell'indagine per concorso in corruzione a carico del Presidente della Provincia Bernardo Lodispoto (74 anni) ha agito da detonatore su una situazione politica già compromessa. Secondo quanto emerso, la Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Trani, avrebbe effettuato perquisizioni lo scorso dicembre nell'ambito di un'inchiesta su appalti per la manutenzione delle strade provinciali. Nel registro degli indagati, oltre a Lodispoto, figurano l'ex vicepresidente ed ex segretario provinciale del PD Lorenzo Marchio Rossi e il consigliere comunale andriese Emanuele Sgarra. Ma se il fronte giudiziario attende risposte, quello politico non concede più tempo. Con un comunicato congiunto dai toni perentori, i sindaci dei comuni più popolosi della sesta provincia – Amedeo Bottaro (Trani), Giovanna Bruno (Andria), Angelantonio Angarano (Bisceglie) e Michele Lamacchia (San Ferdinando di Puglia) – hanno formalmente scaricato il Presidente, chiedendo un cambio di passo immediato.
"La questione è politica, non solo giudiziaria"
I quattro primi cittadini premettono la consueta "piena fiducia nell'operato della magistratura", auspicando che si faccia chiarezza in tempi brevi a tutela dell'Ente. Tuttavia, il cuore del messaggio è politico: l'inchiesta è solo l'ultimo atto di una crisi iniziata ben prima dell'arrivo della Guardia di Finanza. "La questione provinciale, al di là della vicenda giudiziaria insorta, resta politica", scrivono i sindaci, rivendicando di aver ritirato l'appoggio alla maggioranza già a fine novembre. Una presa di distanza che si è concretizzata con l'assenza strategica alle sessioni di bilancio di dicembre, che ha "cristallizzato" la paralisi amministrativa.
Verso il voto di primavera
La richiesta è chiara: Lodispoto deve prendere atto che non ha più i numeri né la legittimazione politica per governare. Bottaro, Bruno, Angarano e Lamacchia chiedono di "rendere agevole un nuovo corso politico", specialmente in vista delle elezioni previste per la primavera. L'obiettivo dei sindaci è traghettare l'Ente fuori dalle secche giudiziarie e politiche, abbinando il rinnovo del consiglio provinciale a un necessario "cambio al vertice". La BAT si trova dunque a un bivio: restare ostaggio delle indagini e dei veti incrociati o azzerare tutto per tentare di ripartire. La palla passa ora a Lodispoto, stretto tra la difesa legale e l'assedio politico dei suoi stessi (ex) alleati.
Questo il testo del comunicato
"Le indagini di cui si apprende in queste ore dalla stampa, seguiranno il dovuto corso giudiziario; piena fiducia nell'operato della magistratura e convinzione nella corretta e ampia collaborazione dei soggetti coinvolti. L'auspicio è che in tempi brevi si faccia chiarezza sulle situazioni al vaglio degli inquirenti, a tutela delle istituzioni e delle comunità che rappresentiamo. La questione provinciale, tuttavia, al di là della vicenda giudiziaria insorta, resta politica.
Già da tempo abbiamo ritirato l'appoggio di maggioranza al presidente Lodispoto, chiedendone verifica formale a fine novembre, dalla quale emergeva la carenza dei minimi presupposti utili a proseguire con serenità ed efficacia l'azione politico-amministrativa. La nostra mancata partecipazione alla sessione di bilancio di metà e fine dicembre, ha ulteriormente cristallizzato questo stato di cose; pertanto, chiediamo al presidente Lodispoto di prendere atto di questo empasse e conseguentemente di rendere agevole un nuovo corso politico per l'Ente Provincia che ha da raggiungere importanti e attesi obiettivi di miglioramento delle Comunità della sesta provincia pugliese, considerando anche l'imminente voto primaverile che interesserà il rinnovo del consiglio provinciale e a cui sarebbe opportuno si abbinasse pure il cambio al vertice". Così i sindaci Angelantonio Angarano, Amedeo Bottaro, Giovanna Bruno e Michele Lamacchia.