Doppio senso sul lungomare, Bene comune dice "no"
Anna Rossi e Vincenzo Ferreri: «La pista ciclabile non si tocca»
sabato 6 febbraio 2016
09.35
«Certo la politica in questi anni ci ha abituati a non sorprenderci più di niente, ma ci sono cose che vanno aldilà di ogni immaginazione. Difficilmente infatti ci saremmo potuti aspettare che a Trani nel prossimo consiglio comunale si arrivasse ad ammettere la proposta di ripristinare il doppio senso di marcia sul lungomare». Anna Rossi e Vincenzo Ferreri del comitato Bene comune intervengono sulla scelta di portare nel prossimo consiglio comunale la proposta di ripristinare il doppio senso di marcia sul lungomare, soluzione che farebbe aumentare il traffico e di conseguenza lo smog.
«È paradossale - affermano Rossi e Ferreri - che questo accada con un governo di centrosinistra, che succede ad anni di amministrazione di centrodestra, e che comprende al suo interno il partito dei Verdi, da cui proviene addirittura l'assessore all'ambiente fresco di nomina. Mentre quindi sarebbe legittimo aspettarsi oggi una maggiore attenzione e tutela nei confronti dell'ambiente, ci ritroviamo addirittura proiettati indietro nel tempo con un progetto che avrebbe il duplice effetto di incrementare il traffico veicolare, e di conseguenza il livello di smog nell'atmosfera e di mettere a rischio la sopravvivenza della pista ciclabile (pista realizzata peraltro da un'amministrazione di centrodestra dall'anima non propriamente ecologista). Sì perché una volta che ci si renderà conto che lo spazio disponibile non consente il doppio senso di marcia senza dover sacrificare la possibilità di parcheggiare, il passaggio successivo sarà quello di eliminare la pista ciclabile. Con buona pace di ciclisti e sportivi, ma anche di un turismo di qualità.
Qual è la ratio? - incalzano gli esponenti del comitato Bene comune -. Mobilità sostenibile e pedonalizzazione di interi centri storici si impongono oggi in tutte le città a vocazione turistica. Noi invece sacrifichiamo l'unica pista ciclabile che tra l'altro si affaccia sul litorale per consentire alle macchine di circolare? A Trani dunque, piuttosto che il doppio senso di marcia si dovrebbe recuperare un po' di sano buon senso! Noi comunque non ce ne staremo a guardare e annunciamo fin da ora che siamo pronti alla mobilitazione. Ci attiveremo nei prossimi giorni con gazebo, sit-in e raccolta firme, perché sia chiaro che la pista ciclabile non si tocca!»
«È paradossale - affermano Rossi e Ferreri - che questo accada con un governo di centrosinistra, che succede ad anni di amministrazione di centrodestra, e che comprende al suo interno il partito dei Verdi, da cui proviene addirittura l'assessore all'ambiente fresco di nomina. Mentre quindi sarebbe legittimo aspettarsi oggi una maggiore attenzione e tutela nei confronti dell'ambiente, ci ritroviamo addirittura proiettati indietro nel tempo con un progetto che avrebbe il duplice effetto di incrementare il traffico veicolare, e di conseguenza il livello di smog nell'atmosfera e di mettere a rischio la sopravvivenza della pista ciclabile (pista realizzata peraltro da un'amministrazione di centrodestra dall'anima non propriamente ecologista). Sì perché una volta che ci si renderà conto che lo spazio disponibile non consente il doppio senso di marcia senza dover sacrificare la possibilità di parcheggiare, il passaggio successivo sarà quello di eliminare la pista ciclabile. Con buona pace di ciclisti e sportivi, ma anche di un turismo di qualità.
Qual è la ratio? - incalzano gli esponenti del comitato Bene comune -. Mobilità sostenibile e pedonalizzazione di interi centri storici si impongono oggi in tutte le città a vocazione turistica. Noi invece sacrifichiamo l'unica pista ciclabile che tra l'altro si affaccia sul litorale per consentire alle macchine di circolare? A Trani dunque, piuttosto che il doppio senso di marcia si dovrebbe recuperare un po' di sano buon senso! Noi comunque non ce ne staremo a guardare e annunciamo fin da ora che siamo pronti alla mobilitazione. Ci attiveremo nei prossimi giorni con gazebo, sit-in e raccolta firme, perché sia chiaro che la pista ciclabile non si tocca!»