Bilanci 2010 e 2011, ancora bufera

La Corte dei conti torna a chiedere chiarimenti e l’opposizione insorge. «Occultate le responsabilità». E De Simone sollecita la commissione d’indagine

sabato 2 febbraio 2013 12.00
Di nuovo bufera sui bilanci 2010 e 2011 approvati dal Consiglio comunale ad ottobre scorso ma su cui la Corte dei Conti chiede ancora chiarimenti. L'opposizione, capeggiata dal Pd, torna alla carica prendendo spunto da una nota abbastanza recente dell'assessore Giuseppe De Simone (datata 16 gennaio) nella quale l'esponente dell'esecutivo sollecitava i consiglieri comunali ad istituire una commissione d'indagine con il compito – non meglio precisato – di esercitare il controllo politico e amministrativo sull'andamento dei conti pubblici. La spia rossa si è accesa quando De Simone, nel chiedere la costituzione della commissione, ha citato una nota (del 19 dicembre) della Corte dei Conti con cui l'organo contabile ha nuovamente sollecitato il Comune a rendere chiarimenti sui bilanci contestati (25 richieste complessive).

La sezione regionale di controllo della Corte dei conti punta ancora i riflettori sul rendiconto del 2010, eccependo all'amministrazione tranese presunte omissioni di bilancio e mancanza di chiarimenti su alcune poste contabili. In particolare, da Bari chiedono se si è provveduto al riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio pesanti e per i quali sono stati notificati alla tesoreria comunale dei pignoramenti, inoltre si sottolinea per l'ennesima volta uno scarso indice di riscossione delle entrate tributarie (in particolare della Tarsu), delle entrate per i fitti comunali e della difficoltà nel venire a capo del rapporto tra debiti e crediti con le ex municipalizzate.

In questo clima di incertezza, la Corte dei Conti ha invitato il Comune a trasmettere un elenco dettagliato dei crediti certi, liquidi ed esigibili di terzi al 31 dicembre del 2012, i dati della situazione di cassa (disponibilità liquide, anticipazione di tesoreria concessa, anticipazione utilizzata, fondi vincolati, mandati di pagamento sospesi, somme pignorate, anticipazione utilizzabile) e l'elenco dettagliato del contenzioso in essere chiarendo se le partite di debito corrispondano a somme già stanziate in bilancio (ovvero a potenziali debiti fuori bilancio).

Insomma, un quadro non certo roseo che induce l'opposizione (Pd, Dc, FdS, movimento Operamò, Partito Socialista, Sel, Udc e Verdi) a battere i pugni: «In più occasioni – si legge in un documento consegnato alla stampa – avevamo denunciato le irregolarità dei bilanci 2010 e 2011. La maggioranza ha preferito ignorare i nostri rilievi e quelli della Corte dei Conti, approvando i bilanci senza approfondirne le criticità e senza apportare alcuna modifica, ritenendo che i gravi vizi sarebbero stati dimenticati. Invece la Corte dei Conti a dicembre ha nuovamente sollecitato l'Ente a rendere chiarimenti. Anche questa volta, l'amministrazione non sembra seriamente intenzionata a fornire alcuna spiegazione sul suo operato e prova maldestramente ad occultare le sue responsabilità con operazioni prive di significato politico ed amministrativo».

L'opposizione critica anche la richiesta di De Simone: «Le commissioni di indagine – spiegano – hanno il compito di accertare fatti specifici e non esercitano il controllo politico ed amministrativo invocato dall'assessore sull'attività della giunta e dei dirigenti, compito già istituzionalmente attribuito al Consiglio comunale ed alla commissione bilancio. In secondo luogo, riteniamo che non abbia senso approvare i bilanci ignorando tutte le irregolarità e poi sollecitare un'indagine: i controlli e gli accertamenti vanno compiuti prima di approvare i provvedimenti e non dopo».