«Brambilla non ha colpe se la carne equina non si vende»
Raffaella Merra difende l'ex ministro del governo Berlusconi. Il presidente della Leidaa segnala la tendenza decennale alla flessione delle macellazioni
lunedì 11 marzo 2013
10.04
«E' una falsità imputare il crollo della vendita di carne di cavallo alle dichiarazioni di Michela Brambilla». Raffaella Merra, presidente dell'associazione Leidaa, difende l'ex ministro dall'atacco di Assomacellai. «Un dato che va analizzato - spiega Merra - riguarda una tendenza decennale alla flessione delle macellazioni di cavalli: nel 1995 in Italia sono stati macellati 260 mila cavalli, cifra scesa a poco più di 167 mila nel 2006. La proposta di legge presentata in una conferenza stampa da Michela Brambilla è stata presentata in conferenza stampa lunedi 4 marzo. Non credo proprio che le si possa attribuire questa infamante colpa».
Raffaella Merra sta seguendo con molta attenzione l'evoluzione della vicenda ed in particolare l'atteggiamento della commissione europea ha chiesto all'autorità europea per la sicurezza alimentare e all' agenzia europea per i medicinali di eseguire una valutazione congiunta dei rischi per la salute umana dovuta alla consumazione di carne equina in quanto ai predetti animali verrebbero somministrati degli antinfiammatori non ammessi nella filiera alimentare.
Come si ricorderà Michela Brambilla ha proposto di riconoscere cavallo, asino, mulo e bardotto come animali da compagnia, di vietarne la macellazione, l'importazione e l'esportazione a fini alimentari, di vietare la vendita e il consumo della carne equina, di vietare l'utilizzazione degli equidi in spettacoli o manifestazioni pericolose o degradanti, di assicurare la tracciabilità dei cavalli attraverso interventi sull'anagrafe equina.
Raffaella Merra sta seguendo con molta attenzione l'evoluzione della vicenda ed in particolare l'atteggiamento della commissione europea ha chiesto all'autorità europea per la sicurezza alimentare e all' agenzia europea per i medicinali di eseguire una valutazione congiunta dei rischi per la salute umana dovuta alla consumazione di carne equina in quanto ai predetti animali verrebbero somministrati degli antinfiammatori non ammessi nella filiera alimentare.
Come si ricorderà Michela Brambilla ha proposto di riconoscere cavallo, asino, mulo e bardotto come animali da compagnia, di vietarne la macellazione, l'importazione e l'esportazione a fini alimentari, di vietare la vendita e il consumo della carne equina, di vietare l'utilizzazione degli equidi in spettacoli o manifestazioni pericolose o degradanti, di assicurare la tracciabilità dei cavalli attraverso interventi sull'anagrafe equina.