Carcerato morto a Trani, eseguita l'autopsia

Nessuna lesione evidente, Gregorio Durante era deperito. L'Arcivescovo Pichierri: «Mai negare dignità ai detenuti»

mercoledì 4 gennaio 2012 10.15
E' stata eseguita l'autopsia sul cadavere di Gregorio Durante, il 34enne di Nardò trovato morto nel carcere di Trani. I risultati si avranno nei prossimi giorni quando si avrà un quadro più dettagliato. Il corpo di Durante non presentava alcuna lesione evidente e nemmeno ecchimosi ma era molto deperito.

Il pm della procura di Trani Luigi Scimé ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in concorso a carico di 14 persone: il direttore del carcere, Salvatore Bolumetti e altre 13 persone (4 di Trani, tutto personale sanitario che ha seguito l'uomo in carcere e in ospedale a Bisceglie).

Il giovane, a causa di una encefalite, aveva cominciato a soffrire di crisi epilettiche e altri problemi neurologici ma, a quanto riferito dai familiari, che ne avevano chiesto la scarcerazione, l'ultima volta (il giorno prima che morisse) i medici non gli avevano dato credito tanto che in carcere all'uomo era stata inflitta una misura punitiva, l'isolamento di alcuni giorni. Misura che, sempre secondo i familiari, avrebbe peggiorato le condizioni di Durante, portandolo alla morte.

Sulla morte di Durante si è espresso, attraverso il sito Pontifex, anche l'Arcivescovo di Trani, Giovan Battista Pichierri: «Il detenuto – ha detto Pichierri - sconta una pena per aver commesso un reato e dunque uno sbaglio. Tuttavia, questa situazione, mai ci deve portare o spingere a negare la dignità che gli spetta come persona. Nessuno, specialmente se detenuto, può essere sottoposto a condotte non umane e lesive della propria dignità». Pichierri, nelle scorse settimane, aveva fatto visita ai detenuti, celebrando una messa nel carcere.