Casa di Riposo “Vittorio Emanuele II” a Trani: preoccupazioni per le condizioni dello stabile
Una nuova segnalazione dell'omonimo 'Comitato' mette in luce problemi di infiltrazioni
domenica 18 gennaio 2026
18.53
A dieci anni dalla chiusura, la Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II" di Trani resta un edificio vuoto. L'ASP che la gestisce vive un paradosso: possiede un ingente patrimonio immobiliare ma non ha la liquidità necessaria per riattivare la struttura. L'ex commissario straordinario Daniele Santoro, nominato nel 2022 per risanare un ente fermo al 2014 e gravato da 1,8 milioni di euro di debiti, avviò un percorso di riordino amministrativo (nuovi regolamenti) e un piano di vendita dei beni non essenziali, ma il suo mandato è terminato lasciando la situazione ancora in evoluzione.
Si torna a parlare della Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II" non solo per un piano di rilancio che al momento non è avviato ma per segnalare criticità riguardanti l'immobile, ormai chiuso al pubblico da più di dieci anni. Il tutto parte da un post social di Nicola Tarantini, attivista dell'omonimo 'Comitato' che scrive: "Da diversi anni partecipo alle attività del Comitato per la Casa di Riposo V. Emanuele II di Trani. Da tempi non sospetti, CHIARISCO, mi è capitato di scriverne. Di Responsabilità e disinteresse ne ho parlato ed anche scritto. La precarietà della struttura è stata più che documentata anche con l'ausilio di un drone. Ora mi accorgo della situazione molto critica del muro sottostante il tetto disastrato e bucato, con tanta umidità nei tufi. Mi chiedo: cosa si attende? Una buona amministrazione interviene: IL DISINTERESSE È CORRESPONSABILITÀ" il tutto corredato da foto di per sé esplicite.
Le vicende legate alla struttura sono ben note, ma ciò che preoccupa in questo momento sono le condizioni di stabilità della costruzione. Infatti, in questi ultimi giorni — molto probabilmente a causa anche delle condizioni meteo avverse dell'ultimo mese — il muro prospicente via delle Tufare e quello che si affaccia sul frutteto presentano enormi macchie di umidità. Una situazione che desta non poche preoccupazioni, considerati anche i recenti casi di crollo avvenuti in città.
Il Comitato "Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II" nella persona della sua referente Maria Grazia Lestingi, è tornato a far sentire la propria voce, chiedendosi come le istituzioni intendano muoversi per garantire innanzitutto che lo stabile non deperisca ulteriormente, e poi per salvaguardarne l'alto valore sociale. «Il Comitato si chiede come mai questa situazione non sia attenzionata», afferma Lestingi. «Notiamo questa macchia notevole di umidità e presumo sia dovuta al grande foro presente sul tetto. Fatto sta che la facciata presenta questa grande chiazza, molto scura ed evidente, che lascia davvero pensare che le condizioni della struttura stiano peggiorando. Le condizioni dello stabile erano state segnalate – afferma la referente del Comitato - già nel 2023 alla Regione Puglia ponendo all'attenzione del Sindaco il problema della voragine presente sul tetto della struttura".
La storia di questo immobile è sicuramente travagliata. L'edificio doveva essere sottoposto a lavori di ristrutturazione fin dal 2014, ma col tempo l'intervento si è trasformato in un'opera incompiuta. Una situazione che lascia molti senza parole, considerata anche la funzione sociale che la Casa di Riposo rivestiva, aggregando persone e assicurando un tetto e cure agli anziani meno abbienti. I cavilli burocratici sono una costante di questa storia: "Si è arrivati alla nomina di un secondo Commissario, il 29 ottobre scorso, per la gestione dell'ASP, figura che - come sottolinea Maria Grazia Lestingi- il Comitato non ha ancora avuto il piacere di conoscere o di incontrare per un confronto personale. Speriamo – conclude la referente - che possa prendere in mano la situazione».
Il Comitato rifiuta l'idea che questa rimanga un'opera incompiuta, affermando di non volersi fermare finché non si potrà mettere un punto fermo alla vicenda, continuando a cercare un dialogo costruttivo con le istituzioni. I punti da chiarire non sono pochi fra complicati aspetti amministrativi e gestionali, che vengono da lontano, e l'esigenza di avere un luogo a Trani che possa tornare ad essere, è questo uno degli obiettivi , una Casa di Riposo degna di questo nome.
Si torna a parlare della Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II" non solo per un piano di rilancio che al momento non è avviato ma per segnalare criticità riguardanti l'immobile, ormai chiuso al pubblico da più di dieci anni. Il tutto parte da un post social di Nicola Tarantini, attivista dell'omonimo 'Comitato' che scrive: "Da diversi anni partecipo alle attività del Comitato per la Casa di Riposo V. Emanuele II di Trani. Da tempi non sospetti, CHIARISCO, mi è capitato di scriverne. Di Responsabilità e disinteresse ne ho parlato ed anche scritto. La precarietà della struttura è stata più che documentata anche con l'ausilio di un drone. Ora mi accorgo della situazione molto critica del muro sottostante il tetto disastrato e bucato, con tanta umidità nei tufi. Mi chiedo: cosa si attende? Una buona amministrazione interviene: IL DISINTERESSE È CORRESPONSABILITÀ" il tutto corredato da foto di per sé esplicite.
Le vicende legate alla struttura sono ben note, ma ciò che preoccupa in questo momento sono le condizioni di stabilità della costruzione. Infatti, in questi ultimi giorni — molto probabilmente a causa anche delle condizioni meteo avverse dell'ultimo mese — il muro prospicente via delle Tufare e quello che si affaccia sul frutteto presentano enormi macchie di umidità. Una situazione che desta non poche preoccupazioni, considerati anche i recenti casi di crollo avvenuti in città.
Il Comitato "Casa di Riposo "Vittorio Emanuele II" nella persona della sua referente Maria Grazia Lestingi, è tornato a far sentire la propria voce, chiedendosi come le istituzioni intendano muoversi per garantire innanzitutto che lo stabile non deperisca ulteriormente, e poi per salvaguardarne l'alto valore sociale. «Il Comitato si chiede come mai questa situazione non sia attenzionata», afferma Lestingi. «Notiamo questa macchia notevole di umidità e presumo sia dovuta al grande foro presente sul tetto. Fatto sta che la facciata presenta questa grande chiazza, molto scura ed evidente, che lascia davvero pensare che le condizioni della struttura stiano peggiorando. Le condizioni dello stabile erano state segnalate – afferma la referente del Comitato - già nel 2023 alla Regione Puglia ponendo all'attenzione del Sindaco il problema della voragine presente sul tetto della struttura".
La storia di questo immobile è sicuramente travagliata. L'edificio doveva essere sottoposto a lavori di ristrutturazione fin dal 2014, ma col tempo l'intervento si è trasformato in un'opera incompiuta. Una situazione che lascia molti senza parole, considerata anche la funzione sociale che la Casa di Riposo rivestiva, aggregando persone e assicurando un tetto e cure agli anziani meno abbienti. I cavilli burocratici sono una costante di questa storia: "Si è arrivati alla nomina di un secondo Commissario, il 29 ottobre scorso, per la gestione dell'ASP, figura che - come sottolinea Maria Grazia Lestingi- il Comitato non ha ancora avuto il piacere di conoscere o di incontrare per un confronto personale. Speriamo – conclude la referente - che possa prendere in mano la situazione».
Il Comitato rifiuta l'idea che questa rimanga un'opera incompiuta, affermando di non volersi fermare finché non si potrà mettere un punto fermo alla vicenda, continuando a cercare un dialogo costruttivo con le istituzioni. I punti da chiarire non sono pochi fra complicati aspetti amministrativi e gestionali, che vengono da lontano, e l'esigenza di avere un luogo a Trani che possa tornare ad essere, è questo uno degli obiettivi , una Casa di Riposo degna di questo nome.