Caso Durante: morì in carcere nel 2011, condannato il direttore sanitario
A Francesco Monterisi 4 mesi di reclusione, tutti gli altri assolti
sabato 15 novembre 2014
È stato condannato a quattro mesi di reclusione il direttore sanitario del carcere di Trani, Francesco Monterisi, imputato nel processo, con rito abbreviato per la morte di Gregorio Durante, il detenuto trovato morto in una cella del Carcere di Trani la mattina del 31 dicembre 2011.
Sono stati invece assolti gli altri quattro medici Michele De Pinto, Gioacchino Soldano, Francesco Russo e Giuseppe Storelli, difesi dall'avvocato Carmine Di Paola. Non sono state rispettate dunque le richieste del pm Michele Ruggiero, aveva chiesto tre anni per due dei medici ipotizzando che non si fosse trattato solo di un caso di omicidio colposo ma anche di abbandono di incapace.
Secondo quanto emerse a seguito dell'autopsia, Durante, morì a causa di una crisi respiratoria indotta da un'intossicazione da fenorbital, farmaco utilizzato per il trattamento dell'epilessia, questo nonostante i suoi legali avessero depositato un'istanza di sospensione dell'esecuzione della pena, o in alternativa di detenzione domiciliare per gravissimi motivi di salute.
Dal penitenziario di Trani, tuttavia, si sono sempre difesi sostenendo che l'uomo era stato seguito e curato adeguatamente e che medici e magistrato di sorveglianza avevano anche predisposto il trasferimento in una struttura psichiatrica giudiziaria ma non c'erano posti liberi.
Sono stati invece assolti gli altri quattro medici Michele De Pinto, Gioacchino Soldano, Francesco Russo e Giuseppe Storelli, difesi dall'avvocato Carmine Di Paola. Non sono state rispettate dunque le richieste del pm Michele Ruggiero, aveva chiesto tre anni per due dei medici ipotizzando che non si fosse trattato solo di un caso di omicidio colposo ma anche di abbandono di incapace.
Secondo quanto emerse a seguito dell'autopsia, Durante, morì a causa di una crisi respiratoria indotta da un'intossicazione da fenorbital, farmaco utilizzato per il trattamento dell'epilessia, questo nonostante i suoi legali avessero depositato un'istanza di sospensione dell'esecuzione della pena, o in alternativa di detenzione domiciliare per gravissimi motivi di salute.
Dal penitenziario di Trani, tuttavia, si sono sempre difesi sostenendo che l'uomo era stato seguito e curato adeguatamente e che medici e magistrato di sorveglianza avevano anche predisposto il trasferimento in una struttura psichiatrica giudiziaria ma non c'erano posti liberi.