Caso Giuliano, non fu estorsione nei confronti di Riserbato

L'archiviazione del gip Messina non chiude la partita: una seconda causa ancora in piedi

giovedì 20 novembre 2014 16.01
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Francesco Messina, ha archiviato il fascicolo d'inchiesta che vedeva indagato il coordinatore territoriale della Confederazione Sindacati Autonomi– Federazione Lavoratori Pubblici, Michele Giuliano, per l'accusa di tentata estorsione e diffamazione. A denunciarlo era stato il sindaco di Trani, Luigi Nicola Riserbato, per quanto accaduto a margine di un'udienza celebrata davanti al Giudice del Lavoro. Qui si discuteva il ricorso (poi accolto) per condotta antisinadacale promosso da Giuliano a seguito della sanzione disciplinare comminata dal Comune all'istruttore informatico e dirigente sindacale della Csa-Flp, Giuseppe Lorusso, per la ritenuta violazione "degli obblighi di fedeltà e lealtà, sollevando platealmente in pubblico ipotesi di condotte illegittime ed illecite in capo al sindaco".

Secondo l'accusa, il sindacalista nell'ambito dell'udienza avrebbe preteso dal Comune l'immediato reinserimento di Lorusso nelle strutture comunali, con una qualifica superiore a quella posseduta, per porre così termine alla vicenda giudiziaria, preannunciando che in caso di rifiuto e di vittoria della causa di lavoro avrebbe affisso manifesti per le strade di Trani. Che, con l'accoglimento del ricorso, fecero la loro presenza per le vie cittadine il 21 ottobre: "Il Sindaco di Trani condannato per condotta antisindacale" con logo della Flp e della Confederazione Indipendente Sindacalisti Europei.

Il gip Messina accogliendo le conclusioni del pubblico ministero Marcello Catalano ha rigettato l'opposizione alla richiesta d'archiviazione promossa dal legale del sindaco, ritenendo che a carico di Giuliano non sussistono né i presupposti del reato di tentata estorsione, né di diffamazione. La partita giudiziaria tra Riserbato e Giuliano ma anche Lorusso continua, invece, per un altro filone. A gennaio, infatti, riprenderà il processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Trani che per la denuncia del primo cittadino vede imputati Giuliano e Lorusso con l'accusa di concorso in calunnia, ingiuria e diffamazione ai danni di Riserbato, costituitosi parte civile, sia in proprio che nella qualità di sindaco.

La contestazione risale al 26 aprile dell'anno scorso quando fu divulgata una nota Csa-Fiadel, inviata a più soggetti istituzionali, sul sistema informativo del Comune. Si raccontava di 2 dipendenti della Provincia Barletta-Andria-Trani che si sarebbero recati da Lorusso per conto di Riserbato e del dirigente informatico della provincia per avere accesso alla sala centro elaborazione dati (Ced) del Comune. L'accesso fu negato perché i 2 avrebbero dovuto esibire i rispettivi documenti di riconoscimento. A fronte di questa richiesta i due dipendenti provinciali andarono via per parlare col sindaco. Secondo la nota "tale intervento doveva risultare anonimo, ovvero privo di qualsivoglia atto formale di legittimazione". Inoltre, si sarebbe trattato di un "presunto sperpero di denaro dei cittadini tranesi e/o della Provincia Bat al fine di soddisfare esigenze assolutamente inesistenti".

La Procura ha sostenuto che nel documento-denuncia i 2 imputati avrebbero affermato circostanze non rispondenti al vero, offendendo così la reputazione del sindaco Riserbato che incolpavano di abuso di ufficio.