Caso Scuola “Papa Giovanni XXIII”: a rischio i fondi PNRR. L’allarme della Consigliera Donata Di Meo
Puglia Popolare chiede all'Amministrazione un piano B finanziario: «Il quartiere nord non può restare senza il suo presidio educativo»
lunedì 16 febbraio 2026
Il tema dell'edilizia scolastica a Trani si conferma un fronte caldissimo e di stretta attualità. Mentre ancora riecheggiano le polemiche relative al IV Circolo Beltrani e si moltiplicano le segnalazioni sulle carenze manutentive e impiantistiche degli altri plessi comunali, l'attenzione si sposta ora sul cantiere simbolo del Quartiere Nord: la ricostruzione della scuola elementare "Papa Giovanni XXIII".
Con un intervento formale depositato del 15 febbraio 2026, la Consigliera Comunale di Puglia Popolare, avv. Donata Di Meo, ha indirizzato al Sindaco Amedeo Bottaro e ai vertici tecnici un monito che suona come una chiamata alla responsabilità: il rischio che "problematiche impreviste" possano far naufragare il finanziamento PNRR a ridosso della scadenza definitiva.
L'iniziativa della Di Meo nasce da una constatazione pragmatica: il cronoprogramma originario dell'opera, finanziata con i fondi europei, appare oggi seriamente compromesso. La scadenza del 30 giugno 2026 per la rendicontazione dei fondi rappresenta uno spartiacque pericoloso: senza l'ultimazione dei lavori entro quella data, il Comune di Trani rischierebbe di perdere i finanziamenti, trasformando una promessa di rinascita in un'incompiuta dal costo insostenibile per le casse comunali. In questo scenario, la Consigliera sottolinea un ulteriore fattore di rischio: l'imminente tornata elettorale di maggio. Il timore è che la naturale incertezza politica dei prossimi mesi possa determinare un rallentamento degli atti necessari proprio nel momento di massimo sforzo per il cantiere.
Per evitare lo stallo, Puglia Popolare propone una strategia di continuità finanziaria. Il passaggio più significativo dell'atto riguarda l'individuazione di risorse integrative: la Di Meo chiede ufficialmente di valutare sin da ora l'attivazione di linee di credito alternative, citando esplicitamente il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti. L'obiettivo è chiaro: garantire che i lavori non si fermino, qualunque sia l'esito della rendicontazione europea. Nello specifico, la Consigliera chiede:
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Con un intervento formale depositato del 15 febbraio 2026, la Consigliera Comunale di Puglia Popolare, avv. Donata Di Meo, ha indirizzato al Sindaco Amedeo Bottaro e ai vertici tecnici un monito che suona come una chiamata alla responsabilità: il rischio che "problematiche impreviste" possano far naufragare il finanziamento PNRR a ridosso della scadenza definitiva.
L'iniziativa della Di Meo nasce da una constatazione pragmatica: il cronoprogramma originario dell'opera, finanziata con i fondi europei, appare oggi seriamente compromesso. La scadenza del 30 giugno 2026 per la rendicontazione dei fondi rappresenta uno spartiacque pericoloso: senza l'ultimazione dei lavori entro quella data, il Comune di Trani rischierebbe di perdere i finanziamenti, trasformando una promessa di rinascita in un'incompiuta dal costo insostenibile per le casse comunali. In questo scenario, la Consigliera sottolinea un ulteriore fattore di rischio: l'imminente tornata elettorale di maggio. Il timore è che la naturale incertezza politica dei prossimi mesi possa determinare un rallentamento degli atti necessari proprio nel momento di massimo sforzo per il cantiere.
Per evitare lo stallo, Puglia Popolare propone una strategia di continuità finanziaria. Il passaggio più significativo dell'atto riguarda l'individuazione di risorse integrative: la Di Meo chiede ufficialmente di valutare sin da ora l'attivazione di linee di credito alternative, citando esplicitamente il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti. L'obiettivo è chiaro: garantire che i lavori non si fermino, qualunque sia l'esito della rendicontazione europea. Nello specifico, la Consigliera chiede:
- Una ricognizione d'urgenza tra il settore Lavori Pubblici e quello Economico-Finanziario per quantificare il fabbisogno reale.
- Un aggiornamento dettagliato del cronoprogramma da sottoporre al Consiglio Comunale, rendendo trasparenti le criticità che hanno rallentato l'opera.
- Massima attenzione istituzionale su un intervento definito "strategico" per il diritto allo studio.
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